martedì 13 aprile 2010

La mia prima volta in Giappone, parte prima: Seghe mentali...

Beh dopo 3 anni di blog, c'è ancora qualcosa che non vi ho mai raccontato: ci proverò oggi, prima che i ricordi di quelle sensazioni mi abbandonino per sempre, anche con l'ausilio di alcune foto inedite... In effetti il vero nucleo del racconto è la seconda parte, che seguirà a questa: questa prima parte è la preparazione, gli ingredienti, la nascita di quelle sensazioni che poi descriverò molto dettagliatamente nella seconda parte...
(Photo by Manganite, all rights reserved) Prima di andarci, per me il Giappone era una nuvola di elettricità che vagava isterica nel mio cervello. Sensazioni, innanzitutto: sensazioni indotte da milioni di immagini viste su internet, immagini di città, quartieri, palazzi, negozi, persone, cibo, luci, colori... passavo ore a cercare di immaginare cosa ci fosse dietro quell'angolo, lì in quella via stretta in un imprecisato luogo di "Shinjuku", come diceva la didascalia. Ogni quartiere di Tokyo aveva un nome nella mia testa, e a quel nome associavo le foto che trovavo: 銀座(Ginza) aveva il Sony Building, 渋谷(Shibuya) il "109", 新宿(Shinjuku) il Park Hyatt. Mai un luogo è stato così "virtuale" nella mia mente, forse per la sua lontananza, per la sua spiccata diversità dalle caratteristiche della mia piccola parte di mondo, per l'endemica mancanza d'informazioni che affliggeva la mia "voglia di sapere". Era così asiatico, ma anche così occidentale, così pieno di odori anche se proiezione sterile in pixel, così incommensurabilmente affascinante...
(Photo by theluckyoneandsome, all rights reserved) Il porto spaziale di Mos Eisley, il covo di furfanti e ladroni del desertico pianeta Tatooine, pianeta natale di Luke Skywalker, e un distretto di 渋谷(Shibuya) nella mia testa erano identici: popolati da extraterrestri, pieni di scritte incomprensibili, musiche e suoni quasi ancestrali di pubblicità scandite da un linguaggio così elegantemente musicale e nonostante tutto così foneticamente accessibile anche alle nostre lingue così abituate a scandire una parolaccia ogni 3 o 4 parole...
(Photo by Alfie Japanorama, all rights reserved) Con orgoglio posso dire che nè le geishe, nè il Sushi, nè i templi, nè il monte Fuji innevato, nè tutte le minchiate che sono "Giappone" nella mente della maggior parte degli abitanti di questo pianeta, ebbero una parte importante nel mio avvicinamento al Sol Levante, ...ma i videogiochi, i fumetti, la tecnologia per primi mi hanno avvicinato al Giappone, i libri, poi. Guardate la foto qui sopra: se vedessi un EVA camminare tra quei palazzi non mi stupirei... nella mia mente non esisteva nessun altro luogo in grado di stuzzicare la mia fantasia e di farmi sentire ancora bambino.
Forse tutti ormai sanno che sono uscito così fuori di senno (e questo blog ne è la prova lampante) dopo aver letto l'edizione Italiana del celebre romanzo 世界の中心で、愛をさけぶ(Sekai no Chūshin de, Ai o Sakebu - Gridare Amore Dal Centro Del Mondo) e visto il relativo film...
...Mi sono allora innamorato di tutte le Giapponesi, e LEI è la responsabile di tutto! Si chiama 長澤まさみ(Nagasawa Masami). Per me lei era "la bellezza", "l'intelligenza", lei finalmente non parlava compulsivamente e istericamente di assorbenti e stoica sopportazione di dolori mestruali, di cazzi, di rossetti e smalti, di shopping, di "Uomini e Donne di Maria De Filippi", etc. I furbissimi autori le misero in bocca delle parole estremamente intelligenti, e io pensai che dovevo avere una ragazza come lei. Ma parlava in Giapponese, così cominciai da solo a studiare il Giapponese e in un mese sapevo leggere e scrivere i Kana, perchè non si sa mai se magari avessi incontrato una della sua specie magari ci avrei anche potuto parlare. Soprattutto guardate la sua divisa, la divisa da scolaretta Giapponese, perchè è un elemento importante per gli eventi che sono dolorosamente in procinto di raccontare...
Allora, in preparazione al secondo post della miniserie, condite il tutto con anni di idealizzazione di concetti e immagini, e otterrete Nicola cotto a puntino che il 19 gennaio 2007 sale sul Boeing 747 della Japan Airlines diretto a Tokyo...
non perdete il prossimo post...

19 commenti:

silk ha detto...

Mmmmm, mi sa allora che dovro' leggermi questo libro e vedere il film...

Cinghius - Andrea ha detto...

Nic, sei un fetente...anche io avevo in mente un post simile, ma mi hai fregato sul tempo! Sei come il maledetto Steve Jobs! Ahuahuhau!

La cosa che mi ha divertito è vedere come cambia la percezione di certe cose a seconda dell'osservatore.
Di solito sono le cose come gli anime, i manga, i videogiochi e l'elettronica ad essere etichettate come il lato "minchiata" del Giappone agli occhi di molti.

Alla fine penso che sia tutto importante, ancorchè noto ed un po' stereotipato. Ma di questo parlerò anche io a suo tempo...
Attendo la seconda parte, non far aspettare troppo che il lettore vuole sapere come va a finire la storia!

Stila ha detto...

Bello bello questo post! Nella prima parte mi rispecchio molto anch'io.

Io credo che il 99% delle persone che amano il Giappone ci si siano avvicinate proprio grazie a qualchuna delle "minchiate" sopra descritte. Poco importa se si tratti di stereotipi geisha-sushi-samurai o di videogiochi-manga-anime..la cosa bella è quando si scopre il resto, quando si comincia a conoscere il Giappone più profondamente, rendendosi conto di quanto minuscola era la parte che conoscevamo noi, solo una delle mille facce. Una volta aperta la porta su quel mondo non si può più chiudere..

Weltall ha detto...

Se io vedessi un EVA che cammina tra i palazzi mi cagherei in mano, sicuro!!! ^__*

パオロ ha detto...

Ciao, bel post... sono incuriosito..^^

ciclista in giappone ha detto...

なるほど。。。
面白い話ですね。
続きは気になります。

Enrico Battiston ha detto...

E bravo Nicola, non vedo l'ora di leggere la continuazione !! Caspita ci tieni proprio sulle spine !!

Anonimo ha detto...

Ciao Nicola,

sono una lettrice di questo blog da poco e non ne ho ancora uno mio (ma ci sto pensando..) e ti volevo fare i complimenti per il post...mi sono identificata al 100% nelle tue parole. In più volevo dire a Stila che ha trovato parole perfette per descrivere il mio attuale stato: "Una volta aperta la porta su quel mondo non si può più chiudere.." è tanto vero, commovente.

Posso continuare a seguirti anche da anonima? Beh, un nome però ce l'ho...e te lo lascio.

Sara

Anonimo ha detto...

Tutto vero, anche se sono d'accordo con Cinghius: dalle mie parti parlare di anime, manga, videogiochi etc era da "minchioni", la gente ti giudicava meno peggio se gli dicevi che ti affascinava la lingua, la cultura, gli usi e costumi...mah, chissenefrega, pensa che io 15 anni fa sognavo di andare in Giappone per salire sulla Tokyo Tower ed essere teletrasportata nel mondo di Cephiro ;P ed ora amo il Giappone dalla A alla Z!!!
Attendo con ansia la seconda parte!Manu

nicolacassa ha detto...

>Silk> E' il libro più letto in Giappone! Da leggere per forza!

>Andre> hehe e io aspetto il tuo post allora! Per me i videogiochi e quelle robe lì sono VITA!! :)

>Stila> Tu hai mai visto il film "La Storia Infinita"? Ricordi il passaggio delle sfingi? Per me il Giappone era il mondo oltre le sfingi...

>Cuggino> Beh almeno non fai come Shinji :DDDD

>Paolo> Spero di non deludere le vostre aspettative :D

>Marco> :DD Ma questo è un blog in Italiano!!

>Enrico> Un pò di suspance :D

>Sara> Sapevi che puoi commentare anche con un nome pur senza avere un account qui? Basta che selezioni la spunta "Nome/URL" qui sotto, scrivi "Sara" e anzichè "Anonimo" ti chiamerai "Sara"!! Grazie per il commento! Ti aspetto :)

>Manu> Sapevi che puoi commentare anche con un nome pur senza avere un account qui? Basta che selezioni la spunta "Nome/URL" qui sotto, scrivi "Manu" e anzichè "Anonimo" ti chiamerai "Manu"!! Dalle mie parti invede videogiochi e company sono la parte figa, gli stereotipi da turista ignorante sono la roba da minchioni! :)

Sara M. ha detto...

Fantastico! Vediamo se mi riesce....il libro di cui parli lo leggerò appena finisco Grotesque di Kirino Natsuo...(pensa che quando l'ho scorto un giorno in biblioteca, nella mia ignoranza -e chiedo perdono se l'ho pensato - credevo fosse la versione giapponese di Moccia...).

Lo leggerò, anche se il libro che mi ha aperto le porte del "tengoku" è Noruwei no mori...e niente può superarlo, assolutamente.

Ciriciao.

ciclista in giappone ha detto...

Nicola san,
ごめんなさ~い!!!
scusa, l'ho scritto senza pensarci...

(中略)nella mia mente non esisteva nessun altro luogo in grado di stuzzicare la mia fantasia e di farmi sentire ancora bambino(中略)

E' proprio vero, il Giappone e' un paese dove ci si puo' sentire ancora bambini, e' il sistema sociale che lo permette e tutto sommato, se essere bambini significa sentirsi curiosi, evviva il Giappone!!!

Maruko ha detto...

Bel post!
Io ragazzi, purtroppo sono da ricovero XD, amo entrambi i lati del Giappone, anche se ho iniziato con anime e videogames^^!
E neppure i "lati oscuri" del sol levante , ahimè, mi hanno fatto desistere dalla malattia ;)
Nicola, che stia per arrivare il post sul bullismo?

Davide ha detto...

Stila ha gia' lasciato il commento che avevo in mente ;)

Ottimo Nico, come al solito!!

nicolacassa ha detto...

>Sara M.> Io sto leggendo "Le Quattro Casalinghe Di Tokyo" sempre della Kirino! Mi piace il suo stile! Occhio che Sekachu (questo è il nickname Giapponese del libro che ho citato nel post) è abbastanza da depressione!!

>Marco> Si infatti! Chissà tu che ci vivi quanti spunti trovi ogni giorno!! Che invidia!!

>Maruko> Il post del bullismo lo sto per finire, devo solo riorganizzare tutte le interviste che ho fatto :)

>Davide> Grazie mille. Ti auguro di provare prestissimo l'estasi della prima volta in Giappone :)

Anna lafatina ha detto...

Ma che bello leggere queste paqrole che vorrei vivere prima o poi!!!
Bellissimo il modo in cui è raccontato e mi riconosco nella passione per il Giappone per quanto riguarda gli anime e la tecnologia (anche una parte dei videogiochi ma solo una parte perchè sono ... come dire... un pò settoriale da uel punto di vista).
Verissima l'affermazione di cilcista:
[... il Giappone e' un paese dove ci si puo' sentire ancora bambini, e' il sistema sociale che lo permette e tutto sommato, se essere bambini significa sentirsi curiosi, evviva il Giappone!!!]
...che mi fa vedere il Giappone ancora più affascinante in quanto rimasta bambina di default.
(ora vado a leggermi la seconda parte!)

Anna lafatina ha detto...

Ah dimenticavo! Ho letto il libro e mi è piaciuto davvero... ma il film... niente da fare non lo trovo...

F. ha detto...

Cavoli mi ero persa la prima parte del post! Leggendo il tuo posto mi sono accorta che io sono un mix di tutte le "minchiate" che possono avvicinare le persone al Giappone! Ho iniziato con i cartoni animati, poi sono passata alle geishe, ninja e samurai, per passare per le arti marziali, i fumetti, videogiochi, i libri ed elettronica!

nicolacassa ha detto...

>Anna> Davvero ti è piaciuto il libro? Sono contento! Ma quando ci vediamo??

>Fede> Beh allora siamo in due ad essere un mix di minchiate, io direi che ce ne possiamo anche vantare un pò che ne pensi?? :)

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