mercoledì 19 dicembre 2007

渋谷のスタイル(Gli stili di Shibuya): le コギャル(Kogyaru - Kogal) e il feticcio della giovinezza

All'inizio della parabola evolutiva che ha come punto finale le Yamanba e prima di loro le Ganguro, c'è una selva intricata di stili, accomunabili con una sola parola: ギャル(Gyaru - Gal), pronunciato con la "g" dura, un termine traslitterato dall'inglese "gals", la storpiatura di "girls" da una marca di Jeans in voga negli anni '70. Le Ganguro e le Yamanba sono solo un tipo estremo di gal. A Shibuya vi può capitare di vedere moltissime ragazze vestite con la divisa di scuola, magari un pò sbrindellata, con i calzettoni esageratamente lunghi (ve ne sono di alcuni metri) arrotolati e ripiegati sulle tibie chiamati ルーズソックス(rūzu sokkusu - loose socks), un vero feticcio per le adolescenti giapponesi, che secondo il modo comune non possono essere utilizzati dopo la "graduation", cioè la maturità o il diploma di scuola superiore.
(Picture by colodio, all rights reserved) Sono le コギャル(Kogyaru - Kogals), ragazze che con la scuola non hanno niente a che fare (anche perchè non potrebbero neanche entrare a scuola in quelle condizioni), o comunque sono delle vere e proprie bulle, ma che sfruttano la divisa scolastica come trend di uno stile bizzarro quasi a raggiungere livelli cartooneschi: i capelli sono sempre biondi o castano sgargiante, comunque tinti, e la pelle è sempre artificialmente abbronzata; il trucco è oltremodo pesante ma non raggiunge mai i livelli delle Yamanba. Le ragazze qui sopra sono un esempio, escono insieme indossando tre diversi tipi di divisa: normalmente ci si frequenta nello stesso ambito scolastico, e considerando che tra le scuole giapponesi c'è una certa rivalità (i Giapponesi sono rivali tra loro per qualsiasi cosa, anche all'estero: non c'è quella fratellanza che ci può essere tra connazionali, loro si odiano a vicenda e basta) sarebbe improbabile che tre ragazze di tre diverse scuole uscissero assieme, o almeno non lo farebbero indossando l'uniforme. Si possono vedere nelle loro gambe tre diverse tonalità di abbronzatura (assolutamente innaturali in una giapponese) e i capelli sono esageratamente tinti. In Giappone uscire con una divisa scolastica addosso è estremamente trendy, le ragazzine in divisa sono le vere trendsetter della società giapponese, e il sempre crescente numero di cantanti e attrici adolescenti (anche meno di adolescenti..) che recitano o cantano in divisa lo dimostra. Sia le ragazze che in maniera minore i ragazzi escono in divisa anche la domenica, come dice N-chan "fa molto fashion" e permette loro di mostrare con orgoglio il loro status di "giovani", una cosa alla quale il Giapponese, soprattutto la Giapponese, si attacca per tutta la vita con un'isterica cura del corpo rivolta al ridurre al massimo i segni dell'età. Per un Giapponese o una Giapponese qualsiasi, parlare con un ragazzo adolescente è come ritornare alla sua stessa giovinezza, in un mix di ammirazione ed invidia che porta inevitabilmente alla creazione di un feticcio. Ricordo una mia amica giapponese, che una volta ha frequentato un corso intensivo fuori casa, sempre in Giappone, e in stanza con lei c'era una ragazza di 18 anni. Mi disse con soddisfazione e contentezza:"Ho avuto l'occasione di parlare finalmente con una ragazza delle scuole superiori, le ho chiesto tante cose"...era come se avesse potuto ritrovare quella giovinezza che crede perduta, come tutte le sue "colleghe" giapponesi credono dopo aver superato i 25 anni...

(Picture by Casi 360 grados, all rights reserved) Le コギャル(Kogyaru - Kogals) quindi sono delle ギャル(Gyaru - Gals) vestite con una divisa scolastica o con variazioni sul tema, anche radicali, come le due qui sopra che mostrano una deriva stilistica abbastanza sexy. Sembrerà divertente ma hanno anche il loro slang, chiamato コギャル(kogyaru-go - lingua Kogal), fatto di un preciso codice di termini e modi di dire. Le Kogals sono i primi bersagli delle critiche all'adolescenza odierna da parte della società Giapponese. Di solito le Kogals sono giovani rampolle di ricche famiglie, che passano il tempo a bighellonare per le strade di Shibuya e tutto ciò che ne consegue, con la corsa all'ultimo accessorio o abito firmato e tutto il mondo che orbita al culto del Shibuya 109. Le Kogals sono per la società Giapponese l'esempio della decadenza dei costumi e la conseguenza del vuoto di valori nel quale si sta cadendo col passare degli anni. Le Kogals vivono da parassite sfruttando con avidità le risorse delle loro ricche famiglie, e quando non è possibile farlo, ricorrendo al 援助交際(Enjo-kōsai - Appuntamento ricompensato), uno dei più grandi problemi delle classi adolescenziali del Giappone moderno assieme al いじめ(Ijime - Bullismo). L'Enjo-kōsai, e le ragazze che ne fanno uso sono la spia più allarmante del materialismo consumistico del quale sono schiavi i ragazzi Giapponesi. Il termine Kogals sovente viene erroneamente interpretato come "prostitute" dalla maggior parte degli osservatori occidentali.

12 commenti:

Weltall ha detto...

"Le Kogals sono per la società Giapponese l'esempio della decadenza dei costumi e la conseguenza del vuoto di valori nel quale si sta cadendo col passare degli anni."
Alcuni manga che mi è capitato di leggere trattano l'argomento magari senza rivolgersi direttamente alle Kogals. Il più rappresentativo è sicuramente Sanctuary di Sho Fumimura (il Buronson di Hokuto no Ken) e Ryoichi Ikegami. Bellissimo ^___^

nicolacassa ha detto...

>Cuggino> Devo leggere qualcosa!!

Deeproad ha detto...

Tra parentesi: proprio da poco in un manga ho letto di una ragazza che sosteneva non fosse bene uscire la sera con la divisa scolastica. Forse in riferimento al fatto che alcune ragazze si prostituissero vestendo quei panni. Ma è stata una mia interpretazione, non so se si alludesse effettivamente a quel fenomeno.

Uhm.... in ogni caso devo ammettere che le divise scolastiche orientali sono sempre state oggetto di numerose fantasie feticiste anche per me, oltre che per i giapponesi.

Sakumi ha detto...

Intressantissimo questo articolo :)
Se non ci sentiamo prima...buone feste e buon natale! :D

@deeproad: Peccato che i non iscritti a splinder non possono lasciare commenti sul tuo blog!

davide ha detto...

Nick questo post è fantastico!!! Bravissimo!

Deeproad ha detto...

x Sakumi: lo so e mi dispiace. Ma son dovuto giungere a questo compromesso per ragioni indipendenti dalla mia volontà. In tanti anni di permanenza nei meandri più oscuri del selvaggio Web, devi sapere, mi sono fatto più nemici che amici... e questo in certi casi mi porta a dover tenere alto il livello di guardia. L'iscrizione a Splinder comunque è rapida e indolore, eccetto nei rari casi in cui si viene letteralmente risucchiati da un buco spazio-temporale generato dal server della piattaforma a causa di un banale errore di programmazione. In quel caso è estremamente doloroso, te l'assicuro, un po' come attraversare i gironi infernali danteschi in groppa a un porcospino da guerra. Ma per fortuna non capita spesso.

Sakumi ha detto...

Hai ragione, ho cavalcato un porcospino solo due volte... :P

nicolacassa ha detto...

>Deeproad> Quella dannata divisa fa un certo effetto a chiunque bazzichi un pò di cultura manga o anime, insomma le vedi lì, per strada, e sono veramente vestite così!! Bisogna cercare di guardare oltre, e vedere solo delle comuni ragazzine coi loro problemi quotidiani, e un grande macigno sulla testa, quello di essere sex symbol: è facile per loro perdere la testa.
>Sakumi> Grazie!! Ci sentiamo presto!!
>Deiv> Grazie, almeno qualche volta lo leggi 'sto blog!
>Deeproad> Beh io mi sono iscritto, tanto la mia email è ormai una specie di pattumiera piglia-spam, anche se è qualcun altro a conoscerla, pazienza. Secondo me dovresti cambiare il messaggio che dice "che non si possono fare commenti se non si è iscritti", è un pò antipatico!

Deeproad ha detto...

- Secondo me dovresti cambiare il messaggio che dice "che non si possono fare commenti se non si è iscritti", è un pò antipatico!

Perché non hai letto quello che c'era scritto prima: "Se non sei iscritto a Splinder puoi anche fotterti". La verità è che io sono antipatico. E poi, a pensarci bene, preferisco un numero limitato di visitatori, possibilmente tutti antipatici come me. In compenso le ragazze che ci scrivono indossano rigorosamente la divisa scolastica, quindi posso assicurarti che il definitivo sputtanamento di un indirizzo email vale l'iscrizione. Comunque, scherzi a parte, solitamente Splinder non invia nessuna newsletter. Almeno a me non ne manda mai. Forse perché gli sono antipatico.

nicolacassa ha detto...

>Deeproad> haha io intendevo quello ma non volevo citarlo!! Sei fuori!! Allora, per le ragazze, ho fatto bene ad iscrivermi!!

Sakumi ha detto...

Io mi sa che mi fotto =)

Deeproad ha detto...

Non sai che ti perdi! I maschi che ci scrivono sono tutti vestiti così.

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