E anche questa volta le 12 interminabili ore di volo sono passate!
(Picture from Google maps) Dopo una breve holding sulla costa del Pacifico, con annesse scuse da parte del comandante per l'attesa, tra risaie intervallate da fiumi, centri abitati con la solita scuola color grigio topo i finestroni e il campo sportivo, e tetti di tonalità che vanno dal celestino al grigio antracite, completiamo l'avvicinamento finale senza turbolenza per la pista 16R (la stessa in cui il 23 marzo 2009 si era schiantato l'MD-11 della FedEx, ma in senso opposto). Questa è la prima volta che atterro nella 16R, le altre due volte era la 34L.
(Picture from Airliners.net) Il nostro aereo rulla per il lungo tragitto evidenziato dalla linea, costeggiando i satelliti del Terminal 1, il Terminal 2 e il suo mega satellite collegato col trenino automatico, per giungere dal piazzale evidenziato dal rettangolo...
Ebbene, si, il nostro 747-400 ha fermato le ruote in un parcheggio remoto, e le operazioni di sbarco sono state effettuate tramite scalette e bus intercampo. Sarà anche questo un segno della mancanza di soldi in JAL? Non hanno neanche i soldi per pagare un attracco alla NAA? A me mette un pò di tristezza comunque: nell'aeroporto in cui lavoro solo i voli sfigati della Ryanair e di qualche altro vettore al risparmio vengono serviti dai gate remoti!!
(Picture from Google maps) Un bus di colore arancione stipato all'inverosimile di persone ci ha portato agli arrivi remoti del Terminal 2, nel punto in cui termina la freccia nella foto qui sopra, al piano terra (primo piano per i Giapponesi). L'autista era un figo da paura, guidava con lo schienale del sedile completamente reclinato, come fosse pronto ad essere lanciato nello spazio, con la sua mascherina indosso e i soliti guanti bianchi. Forse ero troppo stanco per fotografarlo, peccato davvero...
Da qui, superate le porte si giunge subito ad una scala mobile che porta al primo piano (il secondo per i Giapponesi).
Arrivate subito dopo la stazione dello shuttle qui evidenziata, e trovate davanti a voi la serpentina del controllo immigrazione. Per entrarci, però, dovrete per forza passare attraverso il controllo sanitario e per la fobia dei Giapponesi per il virus H1N1...
(Picture from Daylife.com) Cioè un gate in cui è installata una telecamera ad infrarossi che rileva la vostra temperatura corporea.
(Picture from Daylife.com) Ecco gli agenti della quarantena con la loro macchinetta infernale: sono abbastanza minacciose, direi...
(Picture from Daylife.com) La videocamera ad infrarossi evidenzia con la parola "alarm!!" i soggetti con una temperatura corporea non usuale, che vengono subito invitati ad un soggiorno nella zona di quarantena, che può durare anche dei giorni...
(Picture from Daylife.com) Vengono distribuiti dei volantini coi quali si intende sensibilizzare i passeggeri, invitandoli a consultare il personale medico in caso di sintomi influenzali quali tosse, dolori etc. Beh, vista la possibilità di passare dei giorni in quarantena e rovinare una vacanza per una magari banale allergia, penso che da bravo Italiano io non lo consultereri, il personale medico...
(Picture by Jun Seita, All rights reserved) Se invece venite dall'America (USA, Canada o Messico), siete sfigati forte, perchè dei tipi vestiti da film come quello qui sopra entreranno nel vostro aereo con delle videocamere termiche, vi scansioneranno ad uno ad uno, vi faranno compilare dei questionari facendo ritardare il vostro sbarco di almeno altri 90 minuti...
(Picture by dianaschnuth, all rights reserved) E vi faranno passare altri bei momenti qui, nella sala di attesa della quarantena, a farvi scoprire in anteprima come funzionano i distributori automatici Giapponesi.
Insomma, il vostro passaggio per il controllo sanitario divrebbe essere comunque regolare, arrivate all'immigrazione e fate tutto quello che ho già spiegato qui.
Procedete per la dogana. Devo dire che, forse oramai mi conoscono(...hehe), ma nè all'immigrazione nè alla dogana mi hanno fatto domande. Alla dogana addirittura ho dichiarato un oggetto che avevo nella valigia, cioè dell'aglio (un regalo per una persona che adoro oltre ogni limite): se leggete il modulo di dichiarazione doganale (spiegato e tradotto in tutti i suoi punti qui), noterete che l'aglio rientra tra i restricted articles (articoli soggetti a restrizione), al punto 3 del lato B, come "vegetables" (verdure). Il tipo della dogana oltre a dirmi che era tutto apposto con l'aglio, non ha neanche voluto aprire la valigia, come gli altri suoi colleghi hanno sempre fatto fino ad ora!!
E benvenuti a Tokyo, finalmente, ogni volta è una tortura cinese, anzi, Giapponese!! In quei giorni ci credevano ancora, i poveretti, alle olimpiadi el 2016...
Ho potuto finalmente riabbracciare Shiho che non vedevo da un mese...
E col fortissimo carrello tamarro dell'aeroporto di Narita (può pure andare nelle scale mobili...), andiamo a prendere il Limousine bus...
Ecco tutto il materiale informativo che ho recuperato durante la mia permanenza al セルリアンタワー東急ホテル(Serurian Tawā Tōkyū hoteru - Cerulean Tower Tokyu Hotel) di 渋谷(Shibuya), l'albergo nel quale ho alloggiato durante le notti dei giorni 20, 21 e 22 agosto 2008 (clicca qui e qui per una piccola intro sull'hotel, qui e qui per i post fotografici, qui per i post video)...
Sono la brochure sui pacchetti offerti dall'hotel (in Giapponese), le brochure sull'albergo (in giapponese e in inglese), la mappa della zona circostante l'albergo e il listino prezzi dell'albergo.
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) Queste sono la prima e la quarta copertina della brochure dell'albergo in lingua inglese: nella quarta copertina c'è la floor guide, la mappa della zona di 渋谷(Shibuya) e le istruzioni su come raggiungere l'albergo.
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) All'interno, diverse fotografie ritraggono la bella hall dell'albergo...
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) I vari tipi di camere disponibili, la sala congressi e una delle sale da pranzo dell'ultimo piano...
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) I sei ristoranti disponibili: un 料亭(Ryōtei - lussuoso ristorante tipico Giapponese) che si chiama セルリアンタワー金田中(Serurian tawā Kanetanaka- Cerulean Tower Kanetanaka) che sta al secondo piano sotterraneo; un ristorante Giapponese, il 金田中草(Kanetanaka-sō); un ristorante cinese che si chiama "Chen"; un ristorante Italiano chiamato "Oli", il Garden Restaurant affianco alla hall principale che si chiama "Caramelo"; il ristorante francese in cima alla torre, il "Coucagno"; e i due bar, il "Bello Visto" (...) che a dispetto del nome orribile offre una vista fantastica, e il dining lounge "Zabou". Ci sono pure una enorme sala da ballo allestibile per banchetti faraonici, un teatro di commedia 能(Nō) e un jazz club chiamato "JZ Brat".
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) Questa è la brochure dello stay plan (ormai scaduta ma comunque interessante!!): c'è sempre la guida ai piani e la mappina per raggiungere l'albergo...
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) I pacchetti per la ristorazione...
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) I pacchetti per il festeggiamento dell'anniversario (ristorante più camera) e per assistere agli spettacoli al teatro di commedia tradizionale...
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) I pacchetti del centro benessere (c'è anche un centro per lo sbiancamento dei denti)...
(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) Questa è la mappa della zona fornita dall'albergo: c'è la guida al parcheggio e all'ingresso in macchina ai sotterranei della torre; la guida alle fermate del Shibuya city shuttle, la mappa per i percorsi di jogging e...
...la mappa dettagliata della zona.(Clicca sulla foto per visualizzarla in un formato più grande...) E questo è il listino prezzi (la nostra camera era una "Twin" al ventunesimo "city view floor"): devo precisare che la tariffa da me pagata era una tariffa estremamente agevolata riservata ai dipendenti JTB in ispezione (hehe, Shiho-007), purtroppo mi è stato vietato dallo stesso "ispettore" di pubblicare qualsiasi info in merito (ufficiosamente era circa 60 euro a notte).
Ok, siamo in circuito di attesa a nord ovest della baia di Tokyo, abbiamo guardato sul PTV la mappa del mondo aggiornata alla nostra posizione così tante volte, che vedere quella dannata linea rossa finalmente sul Giappone ci rende increduli: intanto ora in cabina le hostess si affrettano a vendere gli ultimi goodies della JAL ad esigenti clienti giapponesi e sugli schermi appare un filmato che ci porta all'interno di Narita virtualmente per spiegarci cosa fare. Se capite l'inglese e conoscete già il luogo va benissimo, ma se non capite l'inglese ed è la prima volta in Giappone, beh viene il panico, e la terra si avvicina sempre più e ci tocca immergerci in quell'enorme aeroporto sperando di riuscire ad uscirne. Ecco la guida dettagliata per guadagnare con successo l'uscita e respirare la frizzante aria della 千葉県(Chiba-ken - prefettura di Chiba), sembra scontato ma ci sono alcune cose che bisogna sapere.
Il 新東京国際空港成田(Shin Tōkyō Kokusai Kūkō Narita- Nuovo aeroporto internazionale di Tokyo Narita), sorge per l'appunto nella 千葉県(Chiba-ken - prefettura di Chiba), una zona industriale semi urbanizzata piena di strani altipiani, love hotels e molto verde. Vicino c'è la piccola città di Narita. Questo aeroporto è forse una delle maggiori contraddizioni del giappone ipertecnologico ed iperorganizzato che ho conosciuto: infatti c'è un signore che vive letteralmente in mezzo alle piste di volo e che nessuno è riuscito mai a mandare via.
(Picture by TriplET, all rights reserved) Aperta nel 2002 dopo 10 anni di ancora irrisolte questioni legali, la pista 34R-16L è letteralmente tagliata in due dalla proprietà del signore, che vive barricato nella sua casa circondato da barriere anti rumore e con un sottopassaggio stradale di accesso...
Tralasciando queste cose incredibili giapponesi, parliamo della disposizione dell'aeroporto, diviso in due terminal: 1 e 2. Il terminal 2 interesserà il nostro sbarco..(googleEarth)
E' composto da un'aerostazione satellite collegata con uno shuttle automatico all'edificio principale. Tutto quello che bisogna fare ora che siamo sul finger, con le gambe intorpidite e circondati da un mucchio di giapponesi frettolosi è di dirigerci verso la stazione dello shuttle. Saliamo dal secondo al terzo piano dell'aerostazione satellite e troviamo la stazione. Ci sarà da prendere un pò di spintoni perchè assieme al vostro volo ne saranno arrivati altri, magari da Los Angeles o da Seoul, e ci sarà veramente tanta gente e tutti spingono come pazzi per entrare: scoprirete per la prima volta quanti giapponesi sono in grado di entrare tutti assieme nel vagone di un treno.
Sopra ecco la mappa completa del percorso che dovrete affrontare, che poi vedremo in dettaglio: comunque, arrivati all'edificio principale del terminal 2, vi troverete davanti una mega serpentina di smistamento file, dei banchi con dei documenti e un tipo in divisa che vi dice in continuazione "front-rear, front-rear" (forse sapeva dire solo quello) e vi assegna ad un banco dell'immigrazione. Capiremo il perchè del "front-rear" dopo.
Vi verrà voglia di guadagnare il primo banco di controllo passaporti libero disponibile, magari saltando qualche attempato passeggero che vi precede, come sicuramente faranno i vostri compagni di sventura coreani o cinesi, ma NON FATELO. Bisogna prima compilare la "disembarkation card" o carta di sbarco, cioè il documento obbligatorio per chiunque ambisca ad entrare in Giappone e non abbia un passaporto giapponese.
(Picture by Tantek, all rights reserved) Potrete trovarla in questo formato nei tavolini antistanti la serpentina...
Oppure in questo formato leggermente più semplificato...
La carta di sbarco è stampata fronte-retro, e se non la compilate anche dietro si incazzano, ed è questo che il nostro amico agente cercava goffamente di dirci. Sopra c'è il mio esempio di compilazione, ricordate che è assolutamente necessario scrivere la durata della permanenza e il luogo di permanenza. Se andate da amici e non conoscete l'indirizzo, scrivete il nome di uno dei vostri amici, e se andate all'avventura, beh in Giappone è abbastanza difficile e metterete una bella pulce nell'orecchio dell'addetto al controllo passaporti che non vi renderà la vita facile. La parte di sinistra è riservata alla vostra partenza dal Giappone, verrà staccata dal modulo al momento del controllo e pinzata al passaporto.
(Picture by madfuzzy, all rights reserved)Le domande che vi verranno poste in questo lato della carta sono abbastanza bizzarre:
- Siete mai stati espulsi dal Giappone o vi è mai stata negata l'entrata in Giappone? (S/N)
- Siete mai stati giudicati colpevoli di reati in Giappone o in altri paesi? (S/N)
- Siete al momento in possesso di narcotici, marjuana, oppio, stimolanti o altre droghe, spade, esplosivi o oggetti di simile tipo? (S/N)
- Quanto contante avete al momento con voi? (quantità e valuta)
Compilate anche questo late del modulo, e quindi recatevi al banco di controllo passaporti assegnatovi dall'ufficiale di smistamento.
Al punto di controllo fornite la vostra carta d'imbarco, il biglietto e il vostro bel modulo compilato fronte-retro. L'addetto al controllo vi squadrerà, vi farà delle domande soprattutto sulle voci vaghe nella compilazione del modulo, poi quando (speriamo) si convincerà della vostra bontà stamperà e attaccherà questo adesivo nel vostro passaporto.
Nel riquadro piccolo in rosso sono evidenziati i segni del punto utilizzato per attaccare la carta di reimbarco staccata dal modulo. Il visto turistico dura 90 giorni, potete rimanete in Giappone 90 giorni.
Il primo ostacolo è superato, ora scendiamo da una delle quattro enormi scale mobili che seguono il controllo passaporti...
...e raggiungiamo la sala di riconsegna bagagli, dove (speriamo) arriverà la nostra valigia. Ora ci tocca una rottura di palle importante: la dogana. Avviatevi con aria indifferente all'uscita e un tipo con una divisa azzurra vi fermerà e vi chiederà cortesemente se può aprire il bagaglio. I cartelli dicono di collaborare coi doganieri e di essere cortesi con loro. Se avete animali dovrete lasciarli in quarantena per alcuni giorni, se siete malati dovrete rimanere voi in quarantena, se poi non trasportare sigarette, alcoolici, armi, spade, kalashnikov etc il doganiere frugherà con cura dontro la vostra bella valigia ordinata e poi vi lascerà andare via.
Ed ecco l'uscita, siamo entrati in Giappone!(All maps from JAL website, and translated by me)
UPDATE 2008
Rieccomi all'aeroporto di Narita, stessi corridoi, stessa moquette di colore strano, stessa musichetta "classicheggiante" di sottofondo. Questa volta la disembarkation card ce l'hanno data a bordo dell'aereo, e la gentilissima hostess Vloka (non era Giapponese anche se parlava il giapponese alla perfezione con frasi ovunque super-farcite di "mas") si è offerta di risolvere qualsiasi mio dubbio a riguardo. Rimane sempre il dubbio di come compilare il campo "address in Japan" (indirizzo in Giappone): in questo viaggio avrei dovuto stare in 8 alberghi diversi. Per fortuna l'ufficiale dell'immigrazione è stato clemente e mi ha concesso di scrivere il numero di telefono di Shiho.
Ecco la prima novità: dal 20 novembre 2007 tutti gli stranieri che entrano in Giappone, sia via aria che via mare, devono sottoporsi alla scannerizzazione delle impronte digitali e allo scatto di una "foto segnaletica". Si applicano eccezioni per: 1) residenti "speciali" con permesso di soggiorno (non so chi siano questi residenti "speciali", ma i residenti stranieri "normali" non sono esenti dall'identificazione), 2) minori di 16 anni, 3) Diplomatici e simili, 4) persone invitate dal governo Giapponese, 5) persone considerate dal ministero della giustizia Giapponese come da punti 3 o 4.
(Picture from Consulate-General of Japan in New York website, all rights reserved) In aeroporto troverete questi cartelli esplicativi. La procedura è molto semplice, scendete dall'aereo, arrivate al controllo immigrazione, seguite le semplicissime istruzioni dell'ufficiale, rispondete alle sue domande e poi potete, come da immagine, fare la vostra overdose di monte Fuji, pagode di Bruce-lee, geishe e sushi :)
Se non riuscite a vedere il video su questo blog, cliccate qui!!
(Video by the Japanese government) Se capite l'inglese, ma anche se non lo capite, qui tutte le istruzioni, compreso l'avviso di espulsione a tutti coloro rifiutassero di sottoporsi a questi controlli. E' una procedura incredibilmente semplice, davvero veloce ed "indolore", ho davvero poco da dire in proposito!!
Ed ecco il mio visto turistico (quello nella pagina a destra), di validità 3 mesi (+ un giorno). Nel bordo destro della pagina sinistra c'è una parte della disembarkation card di quest'anno, pinzata dall'ufficiale dell'immigrazione. La parte sinistra della disembrakation card è riservata al giorno della ripartenza dal Giappone, e rimane pinzata al passaporto fino a quel momento.
Ed ecco la novità che non mi aspettavo e che mi ha fatto perdere tempo in dogana: ora è obbligatorio compilare anche il modulo di dichiarazione doganale. Quindi se ve lo porgono in aereo, prendetelo e compilate anche questo...
Questa è una copia in inglese che ho "rubato" dai mazzi a disposizione dei passeggeri nella hall dove si ritirano i bagagli: la dogana sta tra voi e l'uscita ora. Nela pagina frontale ci sono i campi da riempire con le informazioni personali: il numero o l'identificativo del volo col quale siete arrivati in Giappone e l'aeroporto dal quale siete partiti (o se siete arrivati in nave, il porto); la data di arrivo in Giappone; nome; cognome; indirizzo in Giappone (il solito numero di telefono...); la vostra nazionalità; il vostro impiego; la vostra data di nascita; il numero del vostro passaporto e il numero di persone che formano il vostro gruppo o nucleo familiare (si può compilare una dichiarazione anche per una famiglia intera).
Nel primo riquadro:
- Il punto 1 vi chiede se trasportate articoli proibiti (controllando il lato B, questi sono:narcotici, droghe, stimolanti, armi da fuoco con relativo munizionamento (...), esplosivi o materiale per armi chimiche, banconote, monete o titoli contraffatti (...), materiale osceno o immorale o materiale pedo-pornografico, articoli che infrangono proprietà intellettuali o copyrights (cioè articoli o abbigliamento contraffatti). La stessa domanda vale per il trasporto di articoli soggetti a restrizione, che sempre secondo l'elenco sul retro sono armi da caccia, armi da soft-air e spade, animali o forme vegetali protetti (coccodrilli, cobra, tartarughe, avorio, muschio, cactus (...) etc, animali vivi e piante, prodotti da macellazione, vegetali commestibili, frutta, riso etc (per questi è necessaria la quarantena previa ispezione doganale.
- Il punto 2 vi chiede se trasportate articoli eccedenti il limite per il Tax-Free, che sempre secondo gli elenchi sul retro sono: massimo 3 bottiglie della capienza massima di 760ml di bevande alcooliche; 400 sigarette (sia per gli alcoolici che per le sigarette è ammesso il possesso per individui di età superiore ai 20 anni); 2 once di profumo (circa 50 grammi), oggetti di consumo acquistati all'estero per un valore non eccedente i 200.000 yen (tali limiti non sono cumulabili o estensibili per individui componenti un nucleo familiare che non superino i 6 anni di età, per i quali è ammesso il trasporto di oggetti esclusivamente destinati ad un utilizzo personale).
- Il punto 3 vi chiede se trasportate oggetti per scambio commerciale o campioni.
- Il punto 4 vi chiede se siete in possesso di materiale comprato all'estero per conto di terzi.
Il secondo riquadro vi chiede se trasportate contanti, traveller's checks, e qualsiasi altro tipo di titolo monetario, per un valore che ecceda il milione di yen. In caso la vostra risposta sia "si", dovrete compilare un altro modulo.
Il terzo riquadro riguarda il trasporto di oggetti in modalità temporali diverse dal presente viaggio. Vi è poi l'avviso di guai indicibili in caso di falsa testimonianza, e il benvenuto in Giappone!! Nel lato posteriore c'è una tabella per indicare la quantità dei beni soggetti a restrizione in vostro possesso.
Nonostante la compilazione del modulo mi facesse sperare una non a pertura della valigia da parte del doganiere, il suddetto ha proceduto alla suddetta apertura, mettendo sottosopra ogni cosa, ma è stato incredibilmente gentile e disponibile, persino ad aiutarmi a richiuderla (mi ci sono dovuto sedere sopra...).
E anche per quest'anno ce l'ho fatta! Al prossimo update per questo post!!
Ringrazio Valerio per la domanda postami nei commenti del post precedente: rimaniamo in argomento acquisti per affrontare un argomento abbastanza ostico, quello doganale. Andiamo con ordine: il nostro obbiettivo è quello di passare indenni al controllo doganale a nostro rientro nel nostro paese d'origine, che può avvenire agli arrivi internazionali di Fiumicino, per esempio, o di Malpensa. Consideriamo innanzitutto che dobbiamo postare con noi una considerevole mole di apparecchiature elettroniche per il viaggio, videocamera, macchina fotografica, magari un laptop, e altre diavolerie. Le apparecchiature elettroniche saranno il tema principale del controllo, visto che torniamo dal Giappone e, diciamo, lì ne capiscono abbastanza di transistor e vari. Quindi, rechiamoci alla dogana del nostro aeroporto di partenza (per me era Cagliari, e visto che partivo per Tokyo il giorno stesso era indifferente, tanto valeva la data del 18 gennaio), e richiediamo il modulo sottostante...
Questo modulo serve a dichiarare che, al momento della partenza, queste apparecchiature, con i relativi codici seriali, erano in nostro possesso, e quindi siamo già in regola col pagamento dell'IVA per le suddette. All ritorno sarà necessario mostrare il modulo, timbrato e firmato da un funzionario doganale (pubblico ufficiale di polizia tributaria) per dimostrare di essere in regola. Argomento a parte sono gli acquisti effettuati fuori dal territorio nazionale, ora comunitario, per i quali è necessario il pagamento dell'IVA. Il modulo tax free Giapponese mostrato nel post precedente nulla ha a che fare con l'Italia, in quanto trattasi dell'esonero dal pagamento della Tassa di consumo Giapponese per gli stranieri non residenti in Giappone. Quindi, per fare chiarezza dividiamo i prodotti che avevamo alla partenza, per i quali abbiamo compilato il modulo doganale, dai prodotti comprati in Giappone per i quali dobbiamo, innanzitutto, presentare il modulo alla dogana in partenza, e, in secondo luogo, pagare il dazio e l'IVA all'arrivo in Italia. Diciamo che quello che si risparmia col Tax Free, si recupera con il dazio e l'IVA. Parlando in termini pratici, questa è la mia esperienza: alla partenza, seguendo il mio spirito di Italiano un pò allergico alle tasse, non so per quale istinto di paura ho staccato il foglietto tax-free prima della presentazione del passaporto all'immigrazione di Kansai, Osaka, per la partenza; all'arrivo a Malpensa, NESSUNO si è presentato per controllare alcun passeggero, quindi avrei potuto comprare tutta Akihabara e passarla liscia. Suppongo che i controlli doganali siano fatti a campione, l'unica cosa è sperare di non essere gli sfortunati scelti dal doganiere. Diciamo che in questi tempi le forze dell'ordine sono alla ricerca più che altro di droga, o illeciti, piuttosto che di un iPod. Un'ultima cosa: attenzione ai vostri acquisti in Giappone: leggete il mio post sull'elettricità in Giappone, e comprate solo prodotti per l'esportazione: nei duty free tra i prodotti per il mercato occidentale sono frequenti le super offerte di prodotti giapponesi a prezzi scontatissimi, chiaramente da noi inutilizzabili: occhi aperti! E buona caccia!
Siamo al 24 gennaio 2007, mercoledì. Dopo una mattinata persa ad arrivare a Tsukiji (il mercato di pesce più grande del mondo era chiuso proprio il mercoledì) abbiamo ripiegato su Asakusa, dopo giri in risciò e ristoranti incredibili di Soba (non preoccupatevi il tutto sarà spiegato prossimamente), abbiamo preso un taxi per tornare ad Akihabara: avendo riservato la visita alla electric town il primo giorno di viaggio con tutto il malessere da jet lag che ne consegue, ho voluto dare un'altra possibilità a questo quartiere e visitarlo con la testa più lucida. Altre visite ai duty free dei quali ho già parlato qui. L'iPod nano è venduto in una confezione strana, senza caricabatterie, solo con un cavo USB che gli fornisce l'elettricità attraverso il computer. All'interno c'erano tutte le lingue, costava il 25% in meno rispetto all'Italia, e l'ho acquistato: Ho preso anche una copia di Metal Gear Solid Portable Ops, uscito da poco in Italia, e ci ho giocato quindi con almeno 6 mesi di anticipo. Parliamo delle modalità di acquisto in un Duty free ad Akihabara (ce ne sono anche alla den-den town di Osaka).
Il negozio è dove vedete la piccola mongolfiera rossa con scritto A, la mappa viene dall'incredibile Google Maps. ラオックス(株) デューティフリー秋葉原, che vuol dire "LLaox (Corporation) Duty Free Akihabara", indirizzo: 日本千代田区外神田1丁目12-3 (capisco il vostro disappunto, non ci capisco niente neanche io, guardate la mappa è piu facile: si esce all'uscita Electric Town della stazione JR di Akihabara, 秋葉原駅, si prosegue fino a raggiungere la strada principale, si vede a destra il ponte verde del ラジオセンター(Radio Center), si gira a sinistra e dopo pochi passi, affianco ad Ishimaru c'è LLaox, uno dei tanti ma non il più grande), coordinate Google Earth 35°41'52.67"N 139°46'17.33"E. Il telefono è 03-3255-5301, gli orari di apertura sono dalle 10:00 alle 19:00.
Questo è lo scontrino dell'acquisto: L'iPod Nano 4 giga costava 22667 yen, che equivalgono a 137,05 euro (Lo Yen sta scendendo in una maniera vertiginosa...); MGSPO, il videogioco costava 6800 yen, cioè 41,11 euro.
All'acquisto viene richiesto il passaporto, e si compila questo modulo doganale, dove vengono indicati l'aeroporto di entrata, la nazionalità (イタリア"Itaria", io adoro il katakana) e altri dati. Il modulo viene pinzato al passaporto.Il retro del modulo ci avverte di non liberarci dello stesso, e ci da altre informazioni che anche voi portete leggere cliccando sulla foto! Buoni acquisti felici a prezzi abbastanza convenienti (per alcune cose...).
Purtroppo non ho mai avuto modo di fare foto in stazione: una stazione di Tokyo è un luogo dove si fa tutt'altro che cazzeggiare, infatti i treni sono sempre in orario e le concidenze non lasciano tempo neanche per un respiro. I miei tutor giapponesi di Tokyo mi hanno detto che qui vige un sistema di turnazione dei convogli che funziona attraverso un algoritmo di calcolo complicatissimo che regola le velocità e le frequenze in modo che quando si arriva in una stazione, ci sia sempre un convoglio di un'altra linea in coincidenza nel tempo di 30 secondi: aggiungendo i 30 secondi necessari per l'arresto del treno e per le operazioni di sbarco e imbarco si ha circa un minuto o poco più di tempo, e se si perde la coincidenza il prossimo treno arriva in qualche minuto, senza possibilità di errore. I cinesi a quanto pare volevano comprare la formula matematica di questo algoritmo di calcolo per regolare il traffico di Pechino, ma i giapponesi si sono tenuti il loro brevetto
Mi sono dilungato troppo per dire che in questo post userò alcune foto di altre persone.
Per prima cosa, se volete prendere un treno di superficie per spostarvi, sarà al 90% un treno della JR East, la maggiore compagnia pubblica che gestisce i treni a Tokyo. Andate in stazione, e cercate questo:
Sono macchine di erogazione di biglietti automatiche. All'apparenza sembrano ostiche, e la fila non invoglia a mettersi di fronte a tante persone frettolose ad imparare ad usare questi aggeggi: purtroppo siamo costretti, quindi per le prime volte vi consiglio di mettervi in viaggio in orari non di punta, quindi evitate la mattina fino alle 9:30/10:00 e la sera dalle 17:30. Scegliete le macchine verdi, non quelle gialle che sono per il Fare adjustment, e delle quali parlerò altrove.
Sopra le file sterminate di macchinette ci sono queste mappe. Purtroppo sono per la maggior parte delle stazioni in Giapponese, ma se imparate a distinguere visivamente i kanji dei principali quartieri o almeno ne riconoscete la posizione rispetto alla Yamanote line è già un inizio. Questa foto è fatta alla stazione di Ikebukuro, indicato in rosso e da una bella freccia rossa. Come vedete siamo sulla Yamanote, la linea verde, che gira in tondo per Tokyo. Ogni stazione indicata nella mappa è affiancata da un numero che indica il prezzo da pagare per raggiungerla.
Facciamo un esempio: se da Ikebukuro vogliamo andare a Shinjuku, lo troviamo a sud tre stazioni dopo indicato dentro un quadrato nero: ci vorranno 150 yen.
Se vogliamo andare a Ueno, dobbiamo prendere la Yamanote verso l'altra direzione, in senso orario: troviamo Ueno sette stazioni dopo, sempre in un quadrato nero: la tariffa sarà 160 yen.
Se volessimo andare a Kamata, al mio albergo, allora dobbiamo prendere la Yamanote in direzione Shinjuku, arrivare a shinagawa, che sta alla base del cerchio, quadrato nero, e cambiare con la Keihin Tohoku line, la linea azzurrina orizzontale alla base della foto: Kamata è la terza stazione con la tariffa di 380 yen.
Bisogna fare attenzione a non superare i quadrati neri con certe linee, perchè si sta uscendo dall'area metropolitana di Tokyo, e all'arrivo bisognerà passare alle macchinette gialle del fare adjustment o parlare con dei controllori ai banchi che vidimeranno il biglietto e incasseranno la differenza. La Keihin Tohoku line rimane dentro Tokyo fino a Kawasaki, il quadrato nero dopo Kamata, quindi ci stiamo ancora dentro!
Poi: valutate cosa dovrete fare durante il giorno, cioè se dovrete muovervi o stare in un solo posto: in tal caso calcolate quanto vi può costare fare tanti biglietti separati, o se vi può convenire fare un Daily pass del costo di 730 yen. Ad esempio: Siamo ad Ikebukuro e vogliamo andare ad Akihabara, paghiamo 190 yen (una stazione sotto Ueno), poi vogliamo andare a Kamata, e tra andata e ritorno superiamo i 730 yen del Daily pass, quindi optiamo per la soluzione più economica! Il Daily pass comprende la rete urbana di Tokyo della JR, quindi NON la metropolitana e non i bus, valutate se il posto dove andate sia o no coperto dalla JR.
Ammirate bene il poster delle tariffe e poi DOPO avvicinatevi alle macchinette...
Usate cash, non carte di credito, se avete una carta Suica sapete già cosa fare quindi io non vi servo a niente: toccate innanzitutto il quadratino magico "english", poi aprite le opzioni che vi servono....poi inserite monete o biglietti...
Selezionate l'importo desiderato corrispondente alla vostra stazione e prendete il biglietto. Le macchine sono estremamente veloci nell'erogare il biglietto, vi sembrerà di essere in un pachinko o in un casinò dal rumore di monete e tasti che producono i vostri vicini, una sensazione di efficienza impressionante!
Questi sono due Daily pass JR, entrambi da 730 yen, emessi il 21 e il 22 gennaio. 2007 L'anno riportato sul biglietto è il 19, non è sbagliato perchè in Giappone gli anni si contano a partire dall'insediamento dell'attuale imperatore, l'imperatore Heisei che nel 2007 si era insediato da 19 anni. Il buco nella parte superiore è quello prodotto dalla macchina obliteratrice all'ingresso. Il retro è completamente nero, magnetico, e contiene tutte le informazioni del biglietto. Il biglietto dev'essere inserito nelle macchine ai cancelli ad ogni entrata ed uscita, e dura per la giornata sovraimpressa.
Questo è un biglietto semplice, del costo di 540 yen, emesso a Kamata il 23 gennaio 2007 alle 11:03
Un altro biglietto semplice emesso a Miitaka il 22 gennaio 2007 alle 15:31, valore 130 yen (l'avevo infilato dall'altra parte, è bucato al contrario: non importa il verso, l'importate è andare veloci lì dentro, la macchina funziona benissimo in ogni caso!).
Sono stato nel futuro, straniero in una notte senza stelle naturali ma illuminata da galassie elettriche. Sono stato una molecola d'acqua in un fiume impetuoso, e ho scoperto la tranquillità e il silenzio. Ho visto cose incredibili... che anche voi umani potete vedere! 14577 foto, 40 ore di filmati, un database d'informazioni immenso e unico nel suo genere. Il viaggio comincia da qui, Tenetevi forte.
>> Aggiunta la TagL'aspirante macchinista a Tokyo, video girati dal punto di vista dei macchinisti dei treni urbani di Tokyo! >> Visto l'avvicinarsi del prossimo viaggio, il nicolaingiappone trip 2008, ho deciso di aggiungere una tag a tutti i post precedenti (nicolaingiappone trip 2007), per distinguere i due viaggi e quelli (speriamo) a venire! >> Aggiunta la tag: Mezzi Incredibili Giapponesi: post dedicati a qualsiasi mezzo di trasporto giapponese su strada!! >> Aggiunta la tag:Camere d'albergo: un aiuto a rintracciare i post sulle camere d'albergo. >> Aggiunta la nuova funzionanlità "Mappe Interattive", ora le mappe di Google Maps sono inserite nel blog attravero un procedimento di Embed, e sono consultabili dal blog stesso. Inserirò le mappe interattive gradualmente nei post vecchi. >> Aggiunta la rubrica Il Video-Pendolare a Tokyo, post tematici conteneti video girati a bordo di treni a Tokyo! >> Aggiunta la rubrica linee JR di Tokyo, post tematici sulle linee JR-East di Tokyo e dintorni! >> Aggiunta la rubrica Il Video-automobilista in Giappone, video girati da automobili Giapponesi su strade Giapponesi! >> Aggiunta la rubrica: Stili, una piccola trattazione delle sottoculture urbane di Tokyo! >> Aggiunta la rubrica: Video, tutti i video del mio viaggio, 4 ore di filmati divisi in post tematici! >> Aggiunta la rubrica: Post fotografici, post solo di fotografie tematici per argomento o luogo! >> Aggiunta la rubrica: Il piatto del giorno! Un piatto giapponese descritto minuziosamente ad ogni post! >> Aggiunta rubrica: La pianificazione del viaggio! Vi dico per filo e per segno cosa tutto ho fatto per organizzare il viaggio! >> Ho trascritto i diari fotografici giornalieri scritti dal Giappone sul mio blog "shattered Nicola". L'etichetta è "Diari di viaggio scritti in-loco".
>about
>> Metto in pratica la promessa che mi ero fatto prima di partire per il mio primo viaggio in Giappone (2007): aprire un blog tematico-video-fotografico sulle mie incredibili esperienze di andata e ritorno all'altra parte del pianeta, dove tutti sono diversi e tutto è diverso. Una piattaforma digitale che accolga il database delle 14577 foto che ho scattato, e delle 40 ore di filmati digitali, oltre a tutto ciò che si possa raccontare di un'esperienza vicina al paranormale. Prima di partire avevo sempre cercato un sito o un blog che raccontassero praticamente come funzionasse un gabinetto elettronico giapponese, o come si facesse a comprare un biglietto per il treno a Tokyo, o che differenza ci fosse tra Shibuya e Shinjuku: lo farò io adesso, e chiunque voglia pormi delle domande specifiche riguardo il tema "Giappone" può farlo scrivendo nei commenti o nella tagboard a lato. Spero vi piaccia!