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mercoledì 1 dicembre 2010

Passaporto: le marche da bollo (terza edizione)[UPDATED]

Ancora una volta aggiorno questo post: vorrei tanto essere diplomatico ma i continui aggiornamenti su questo argomento sono la dimostrazione di: 1) quanto sia macchinosa la burocrazia Italiana; 2) quanto sia difficile reperire info a riguardo; 3) quanto questa storia delle marche da bollo (ora chiamate "tassa di concessione governativa") sul passaporto sia proprio difficile da digerire.

Il post nella sua seconda stesura "update" aveva una piccola imprecisione, che poteva diventare molto grave in alcune situazioni particolari, quindi, in caso avessi fatto qualche danno con le mie precedenti info, me ne scuso.

Penso sia scontato dire che per andare in Giappone, cosiccome accade per qualsiasi paese non aderente ai trattati di Schengen o non oggetto di accordi o deroghe con lo stato Italiano in materia di circolazioni di persone o merci, sia necessario avere il passaporto. Non è obbligatorio quello elettronico, cioè che contiene un microchip nella copertina posteriore. Non è invece altrettanto scontato parlare delle marche da bollo.

[Definizioni: Accordi di Schengen - Unione Europea]

Il passaporto è valido per viaggiare al di fuori degli stati della comunità europea e/o aderenti all'accordo di Schengen (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria [non tutti i paesi sopra elencati aderiscono all'accordo di Schengen e non tutti i paesi sopra elencati fanno parte della comunità europea]) solo se si paga la tassa di concessione governativa di 40,29 euro.

Ecco un estratto dal testo pubblicato dal Ministero Dell'Interno
a cura del DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA - DIREZIONE CENTRALE DELL'IMMIGRAZIONE E DELLA POLIZIA DELLE FRONTIERE - Ufficio Affari Generali e Giuridici concernente i "chiarimenti sulla concessione governativa per passaporti" (o marca da bollo telematica per passaporti o contrassegno telematico per passaporti):

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"Per il rilascio del passaporto è necessario presentare, apposta sulla prevista istanza, una (1) concessione governativa per passaporti (= marca da bollo telematica per passaporti = contrassegno telematico per passaporti) di euro 40,29.

Il passaporto ha una validità di 10 anni dalla data di rilascio.

Dal settembre 2007, la marca da bollo telematica ha sostituito quella cartacea che è stata dichiarata fuori corso. Pertanto, attualmente, sono in distribuzione (presso le tabaccherie) e devono essere utilizzate, esclusivamente, le marche da bollo in formato di contrassegno telematico.

La concessione governativa per passaporti si riferisce all’anno legale, che decorre dalla data di rilascio del passaporto. La concessione governativa, apposta nel corso dell’anno, vidimata dalle autorità di P.S. competenti al rilascio del passaporto ovvero dal personale di polizia di frontiera, scadrà, in ogni caso, il giorno ed il mese corrispondenti a quelli di scadenza del passaporto.

Qualora il passaporto non venisse utilizzato, con continuità, per l’espatrio verso Paesi diversi da quelli aderenti all’Unione Europea, il contrassegno telematico potrà non essere apposto annualmente. Si ritiene opportuno precisare che il pagamento della concessione governativa per il rilascio del passaporto deve avvenire mediante l’utilizzo delle marche da bollo telematiche.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate (con interpello n.954–749/2008–PROT.N.954- 2009/7527), ha chiarito che il pagamento effettuato per mezzo dei conti correnti postali è ammesso solo nel caso in cui l’interessato si trovi nella oggettiva impossibilità di reperire i contrassegni telematici, connessa ad eventi eccezionali quali sciopero dei rivenditori, gravi calamità naturali."

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Quindi al rilascio del passaporto, l'Utente paga una tassa di concessione governativa della validità di un anno dalla data di emissione del passaporto:

Queste sono le marche da bollo elettroniche di cui parla il testo, con evidenziata in rosso la smarcatura, cioè il timbro-data che viene apposto dalle autorità preposte...

E questa è la dicitura che appare da qualche anno nei nuovi passaporti, che sostituisce la marca da bollo che prima veniva incollata in occasione dell'emissione e smarcata. Chiunque facesse adesso il passaporto, non avrà nessuna marca da bollo incollata al passaporto e deve cominciare a preoccuparsi della marca da bollo dopo un anno dall'emissione dello stesso!!

Potrete viaggiare in lungo e in largo per il mondo col vostro passaporto. Qui però scatta il trabocchetto, perchè l'onesto cittadino, sapendo questo, come il senso comune suggerirebbe dal fatto che al rilascio viene incollata una marca da bollo di validità annuale, dopo la prima scadenza ogni anno compra la marca da bollo elettronica al tabacchino o in ricevitoria e la incolla al passaporto. Innanzitutto c'è da dire che se non viaggiate in uno stato extra-europeo o extra-Schengen dopo la scadenza della marca da bollo pagata all'atto dell'emissione, non comprate un'altra marca da bollo elettronica, è una spesa inutile: nonostante la scadenza della tassa di concessione governativa il passaporto non scade, rimane un valido documento d'identità sino alla sua scadenza naturale (vale 10 anni dall'emissione).

E se volete viaggiare fuori dagli stati sopra elencati ed è passato più di un anno dall'emissione del passaporto? Dovete pagare la tassa di concessione governativa comprando la relativa marca da bollo elettronica al tabacchino o in qualsiasi altro posto in cui la vendono, e le forze dell'ordine potrebbero "smarcarla", cioè timbrarla con un timbro-data (vedi la foto all'inizio del post, il quadrato rosso evidenzia la smarcatura). Ormai non esistono più le tasse di concessione governativa fatte come i francobolli, sono stampate da una macchina, ma niente paura: la data elettronicamente stampata su di essa non vale ai fini fiscali.

Ma qui comincia la jungla perchè dopo la scadenza dell'anno dall'emissione e quindi la scadenza naturale della tassa governativa pagata all'emissione del passaporto ci sono diverse situazioni da tenere in considerazione: fondamentalmente bisogna tenere bene a mente la data di emissione del vostro passaporto e regolarsi di conseguenza. Di seguito mostrerò degli esempi che si applicano ad un passaporto emesso il 1 Giugno 2007. Tutti gli esempi s'intendono solo per il campo d'utilizzo extra-comunitario ed extra-Schengen del passaporto, cioè per partenze dirette dall'Italia verso paesi extra-Europei o extra-Schengen.

Esempio 1) Il vostro viaggio non avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto, marca da bollo non smarcata alla partenza o al rientro:

La prima marca da bollo vale un anno, quindi dal 1 Giugno 2007 al 31 Maggio 2008. Non avete viaggiato e giustamente non l'avete rinnovata. Organizzate un viaggio a Novembre 2009. Comprate la marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la marca da bollo non viene smarcata dalla Polizia di Frontiera alla partenza o dalla Guardia di Finanza al vostro rientro, varrà indefinitamente fino a quando non verrà smarcata, quindi potrete partire senza limitazioni di sorta, fino a che qualcuno non si degnerà di metterci sopra un timbro.

Esempio 2) Il vostro viaggio non avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto, marca da bollo smarcata alla partenza o al rientro:

Organizzate un viaggio a Novembre 2009. Comprate la marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". La Polizia di Frontiera alla partenza o la Guardia di Finanza al rientro smarcano la vostra marca da bollo: la sua validità scadrà al primo anniversario venturo dell'emissione del passaporto, quindi il 31 Maggio 2010. Potrete viaggiare senza limitazioni fino a quella data, dopodichè per ulteriori viaggi extra-Europei o extra-Schengen sarà necessario comprarne un'altra.

Esempio 3) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), marca da bollo non smarcata alla partenza o al rientro:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate la marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la marca da bollo non viene smarcata dalla Polizia di Frontiera alla partenza o dalla Guardia di Finanza al vostro rientro, varrà indefinitamente fino a quando non verrà smarcata, quindi potrete partire senza limitazioni di sorta, fino a che qualcuno non smarcherà la marca da bollo. E' comunque necessario avere due marche da bollo (una non incollata) per i motivi indicati nel seguente esempio 4.

Esempio 4) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), marca da bollo smarcata alla partenza, il viaggiatore non possiede la seconda marca da bollo:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate una marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la Polizia di Frontiera alla partenza smarca la marca da bollo, questa scadrà prima del vostro rientro, ovvero il 31 Maggio 2009. L'essere sottoposti a controllo al rientro senza avere un'altra marca da bollo potrebbe costarvi una multa...

Esempio 5) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), prima marca da bollo smarcata alla partenza, seconda marca da bollo non smarcata al rientro:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate due marche da bollo prima del viaggio e applicatene sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la Polizia di Frontiera alla partenza smarca la prima marca da bollo che varrà quindi fino al 31 Maggio 2009, applicate la seconda marca da bollo, questa se non smarcata dalla Guardia di Finanza al rientro varrà indefinitamente fino a smarcatura.

Esempio 6) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), prima marca da bollo smarcata alla partenza, seconda marca da bollo smarcata al rientro:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate due marche da bollo prima del viaggio e applicatene sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la Polizia di Frontiera alla partenza smarca la prima marca da bollo, applicate la seconda marca da bollo, se anche la seconda viene smarcata al rientro, varrà fino al prossimo anniversario d'emissione del passaporto, quindi fino al 31 Maggio 2010.

Tanti mi hanno scritto dicendomi di essere stati "graziati" per la mancanza della marca da bollo: c'è da dire innanzitutto che neanche le forze dell'ordine sanno con certezza a chi compete smarcare le marche da bollo. La conseguenza è che alcuni semplicemente non controllano le marche da bollo. In alcuni casi si tratta di semplice fortuna, oppure svogliatezza, distrazione o svista del controllore, per quanto riguarda gli altri casi contemplabili, semplicemente quando hanno lasciato l'Italia non andavano in Giappone, ma raggiungevano lo scalo per il Giappone, sicuramente in zona Schengen o in zona comunitaria. Esempio: Volo per il Giappone Air France Roma-Parigi-Tokyo: chiaramente si lascia l'Italia per un paese comunitario, la Francia, per viaggiare verso il quale basta solamente un documento d'identità, e poi da lì si raggiunge il Giappone. Nei controlli Francesi l'agente verificherà la data di scadenza del passaprto e la sua validità, ma il pagamento o no della tassa annuale di concessione governativa di 40.29 euro, il controllo e la relativa smarcatura competono esclusivamente le autorità Italiane. Quindi se partite dall'Italia per un paese extra-Schengen, munitevi della marca da bollo, se invece fate scalo in Europa, non dovreste avere problemi e l'acquisto della marca da bollo è inutile!

A questo riguardo rispondo anche ad un commento ricevuto sempre su questo post dal lettore Giovanni, che ringrazio ed al quale attribuisco il merito della pubblicazione dell'update di questo post: confermo che è praticamente impossibile che qualcuno controlli le marche da bollo di un passaporto che parte in zona comunitaria o Schengen: è come se un camionista raggiungesse con la sua auto personale il posto di lavoro ed una pattuglia della stradale (completamente all'oscuro del fatto che egli sia un camionista), gli chiedesse la patente per la guida dei camion oltre a quella per la guida delle automobili. Sempre per la mia esperienza, conoscendo la struttura di un aeroporto, posso affermare al 100% che è impossibile essere sottoposti ad un qualsiasi controllo di frontiera o doganale se si parte da un paese comunitario o Schengen. Non ho notizia di controlli retroattivi. controllare a posteriori potrebbe essere estremamente lungo oltretutto, e penso che chiunque si asterrebbe dal farlo...

E quando si ritorna da un volo intercontinentale o verso una destinazione extra-Europea o extra-Schengen facendo scalo in un aeroporto comunitario o Schengen??

Voi penserete che, come per il caso del partire verso un paese extra-Europeo o Extra-Schengen facendo scalo in un aeroporto Europeo o Schengen non ci siano problemi di sorta: NON E' COSI'!!! Per essere sicuri dovete porvi una domanda: "Faccio uno scalo (eventualità abbastanza rara) nell'aeroporto intermedio? Oppure faccio un transito (eventualità estremamente probabile)?"...diamo le definizioni, supponendo che siamo cittadini europei di ritorno da un viaggio in un paese extra-Europeo o extra-Schengen passando per un aeroporto intermedio situato all'interno dell'Unione Europea o nell'area Schengen...

Scalo - Si può chiamare anche in altri modi, è semplicemente una sosta in un aeroporto intermedio: ad esempio, abitate a Cagliari, il per qualche astrusa ragione o forse perchè magari il vostro travel planner ha trovato una tariffa vantaggiosa in questo senso il vostro itinerario di rientro è Tokyo-Parigi-Cagliari. Il volo da Tokyo a Parigi è effettuato con Air France, mentre il volo da Parigi a Cagliari è effettuato da Meridiana: le due compagnie non hanno nessun legame di code-sharing e ci sono due diversi codici di prenotazione per i due voli. Arriverete a Parigi e farete queste cose:

- Espletamento delle procedure d'immigrazione.
(ingresso nella Comunità Europea o nell'area Schengen).
- Ritiro del bagaglio da stiva (quello con l'etichetta...).
- Espletamento delle procedure di controllo doganale.
- Effettuazione di un nuovo check-in per il bagaglio da stiva
- Emissione di una nuova carta d'imbarco
- Nuovo volo per la destinazione finale.

Questo è il caso per cui non vale la pena di preoccuparsi: ai francesi non importa un fico secco della vostra stupida marca da bollo, a loro basta che il passaporto sia in corso di validità (come succede in tutti i paesi civili di questo pianeta). All'arrivo a Cagliari non avrete nessun controllo di qualsiasi genere visto che arrivate con un volo comunitario. Missione compiuta.

Transito - E' l'eventualità più probabile, visto che ormai le tariffe più convenienti si ottengono comprando pacchetti con più voli, magari effettuati dalla stessa compagnia aerea o da compagnie aeree appartenenti ad alleanze come One World o Sky Team, oppure da compagnie aeree legate da vincoli di code-sharing. Un pacchetto di voli con transito prevede un unico codice di prenotazione per tutti i voli. Quando di effettua il check-in per una serie di voli che prevedono dei transiti, di solito il bagaglio viene etichettato per essere spedito direttamente alla destinazione finale, e spesso ma non sempre si riceve un carnet con tutte le carte d'imbarco di tutti i voli che ci si accinge ad effettuare.

Facciamo l'esempio: Il vostro itinerario di ritorno è Tokyo-Parigi-Roma, tutto con Air France: avete un codice di prenotazione unico, quando vi presentate al check-in a Tokyo, il vostro bagaglio verrà etichettato con una tag che riporta NRT (Tokyo-Narita), CDG (Parigi Charles De Gaulle) e in bianco su sfondo nero FCO (Roma-Fiumicino) che è la destinazione finale. Avrete probabilmente due carte d'imbarco, una per il primo volo e una per il secondo, e in caso ve ne fosse stata data solo una, vi verrà richiesto di ritirare la seconda al banco transiti dell'aeroporto intermedio.

Quando farete il transito nell'aeroporto intermedio, non uscirete neanche dalla zona sterile, non farete controlli di sicurezza (questo comunque non è scontato) e dopo l'eventuale passaggio dal banco transiti per il ritiro della carta d'imbarco mancante arriverete senza problemi di sorta al gate per il volo successivo.

All'arrivo alla destinazione finale, farete queste cose:

- Espletamento delle procedure d'immigrazione.
(ingresso nella Comunità Europea o nell'area Schengen).
- Ritiro del bagaglio da stiva (quello con l'etichetta...).
- Espletamento delle procedure di controllo doganale.

Quando si effettuano voli con "transito" di ritorno da un paese extra-Europeo o extra-Schengen, l'ingresso nella comunità europea o nell'area Schengen avviene nell'aeroporto di destinazione finale, e se l'aeroporto di destinazione finale è Italiano, i relativi controlli d'immigrazione e doganali verranno espletati da personale Italiano: e qui è necessario essere in regola con la marca da bollo.

Per qualsiasi altro dubbio, ecco il link alla sezione del sito della Polizia Di Stato che fornisce spiegazioni riguardo le tasse del passaporto: http://img.poliziadistato.it/docs/chiarimenti_contrassegno.pdf

giovedì 2 settembre 2010

Assicurazione di viaggio: un piano su misura

Non so se lo sapete, ma in Giappone la sanità non è gratuita come in Italia, e usufruire di servizi sanitari quando si è lì in viaggio può essere estremamente caro: è necessario stipulare un'assicurazione di viaggio. Io di solito scelgo la Europ Assistance. Ho già scritto qui come fare.

Questa volta ci starò più di un mese, ho fatto il preventivo e per 33 giorni il prezzo non era molto "economico": 206 euro!! Smanettando un pò nel sito ho scoperto che è possibile personalizzare la polizza: ecco qui sotto la schermata di personalizzazione...

(Screenshot from Europ Assistance official website) Il prezzo finale è 139€. Come ho fatto? E' possibile annullare le opzioni che vengono incluse di default, è possibile aggiungerne altre ed è possibile modificare i massimali:

[tutti i prezzi s'intendono per un preventivo di 33 giorni di viaggio in Giappone]

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Assistenza Persona: Costa 50,99€: la polizza "Viaggi Nostop Vacanza" prevede le seguenti prestazioni di assistenza:
  • Consulenza medica telefonica
  • Invio di un medico o di una ambulanza in Italia
  • Segnalazione di un medico specialista all'estero
  • Rientro sanitario in caso di infortunio o malattia
  • Rientro con un compagno di viaggio assicurato qualora non fosse necessaria l'assistenza sanitaria
  • Rientro degli altri assicurati qualora non fossero in grado di rientrare con il mezzo inizialmente previsto
  • Viaggio di un familiare in caso di ricovero dell'Assicurato superiore a 7 giorni
  • Accompagnamento dei minori nel caso in cui l'Assicurato, a causa di infortunio, malattia o causa di forza maggiore, non possa prendersene cura
  • Rientro dell'assicurato convalescente
  • Prolungamento del soggiorno in caso di infortunio o malattia
  • Interprete a disposizione per comunicare con i medici in caso di ricovero all'estero
  • Anticipo spese di prima necessità
  • Rientro anticipato in aereo o in treno per gravi motivi familiari
  • Anticipo cauzione penale
  • Segnalazione legale all'estero
- Rimborso Spese Mediche: Qualora l'Assicurato, in seguito a malattia improvvisa o ad infortunio, dovesse sostenere spese mediche/farmaceutiche/ospedaliere per cure o interventi chirurgici urgenti e non procrastinabili, ricevuti sul posto nel corso del viaggio potrà contattare Europ Assistance che provvederà al pagamento delle spese sostenute fino al massimale previsto.
Solo in caso di infortunio, sono comprese in garanzia anche le ulteriori spese per le cure ricevute al rientro al luogo di residenza, purchè effettuate nei 45 giorni successivi all'infortunio stesso. Il rimborso viene effettuato per ogni singolo sinistro applicando una franchigia fissa e assoluta di 50€. Di default il sito imposta il massimale a 50.000€ per un costo di 132€: io dopo aver chiesto a Shiho quale tra le opzioni disponibili potesse essere la più adatta al mio viaggio, ho scelto il massimale minimo, di 10.000€ per un costo di 45€. Le altre opzioni disponibili sono un massimale da 25.000€ per un costo di 59€, un massimale di 100.000€ per un costo di 171,01€ e un massimale di 250.000€ per un costo di 240,01€.

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Bagaglio: Di default il sito include l'assistenza per il bagaglio e gli effetti personali in viaggio:
  • Qualora l'Assicurato subisse danni materiali e diretti a causa di furto, furto con scasso, rapina, scippo, perdita, smarrimento, avaria del proprio bagaglio e/o dei propri effetti personali, compresi gli abiti indossati, Europ Assistance provvederà al risarcimento in base al valore degli stessi entro il massimale previsto. Per viaggi effettuati in aereo, treno, bus o nave, la garanzia è operante dalla stazione di partenza a quella d'arrivo in Italia, alla conclusione del viaggio.
  • Qualora l'Assicurato a seguito della consegna del bagaglio avvenuta con un ritardo superiore alle 12 ore relativamente a voli di linea debitamente confermati, dovesse sostenere spese impreviste per l'acquisto di articoli di toilette e/o dell'abbigliamento necessario, Europ Assistance provvederà al loro rimborso in base al massimale previsto.
Sono disponibili diversi massimali per questa voce: 750€ per un costo di 10,01€, cioè l'impostazione di default; poi 1250€ per un costo di 38,01€ e 1750€ per un costo di 67,01€.

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Responsabilità Civile: Verranno risarciti i danni involontariamente cagionati a terzi nel corso del viaggio fino al massimale previsto. La copertura è valida per i fatti della vita privata, esclusi, quindi, i rischi inerenti eventuali attività professionali. Il massimale è impostato di default a 250.000€ per un costo di 13€, e non mi sembra sia possibile modificarlo.

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Infortuni in volo: Qualora l’assicurato subisse un infortunio, in qualità di passeggero, dal momento in cui sale su aeromobili fino al momento in cui ne è disceso, Europ Assistance corrisponderà l’indennizzo per le conseguenze dirette dell’infortunio fino alla concorrenza del massimale previsto. Le opzioni possibili sono:
  • Tutta la durata del viaggio: sono assicurati tutti i voli compresi nel viaggio;
  • 24 ore: si intendono i voli per il viaggio di sola andata, indipendentemente dal numero di biglietti;
  • 24 + 24 ore: si intende un’andata e ritorno in giorni anche non consecutivi, con almeno 1 biglietto di andata e 1 di ritorno;
  • 48 ore: si intende 1 solo biglietto di andata e ritorno anche in giorni non consecutivi.
Per questa opzione i massimali disponibili sono tantissimi e vanno da un minimo di 50.000€ per un costo di 17€ ad un massimo di 500.000€ per un costo di 170€.

- Infortuni in viaggio: È garantita una copertura a chi dovesse, durante il viaggio, subire un infortunio nello svolgimento di ogni attività che non abbia carattere professionale, come ad esempio escursioni e trekking. La polizza permette di scegliere i massimali assicurati. La garanzia può essere estesa ad alcune attività sportive pericolose, purché a livello amatoriale: pugilato, lotta nelle sue varie forme, arti marziali in genere, atletica pesante, rugby, football americano, speleologia, scalata di roccia o ghiacciaio, arrampicata libera (free climbing), guidoslitta, bob, sci acrobatico, salto dal trampolino con sci o idrosci e immersione con autorespiratore, kite-surfing. Per questa opzione i massimali sono di 25.000€ per un costo di 20€ e di 50.000€ per un costo di 39€. Spuntando l'opzione "sport pericolosi" i costi lievitano a 48€ per il massimale di 25.000€ e a 96,01€ per il massimale di 50.000€.

- Tutela legale: Verrà fornita l'assistenza legale e pagati i relativi oneri fino al massimale previsto, necessari per la tutela dei propri diritti per fatti avvenuti in viaggio. Il massimale unico è di 2500€ per un costo di 13€.

- Rifacimento viaggio: Nel caso di un rientro sanitario o di un rientro anticipato, organizzato dalla Centrale Operativa o di dirottamento dell'aereo in seguito ad atti di pirateria verrà rimborsata la quota del viaggio non goduta. Per l'operatività della garanzia la somma assicurata deve essere pari al valore di acquisto del viaggio. E' necessario, per questa opzione impostare il valore del viaggio, il premio sarà di 3 centesimi per ogni euro dichiarato (per esempio, assicurare un viaggio del valore di 1000€ costerà 30€).

(Screenshot from Europ Assistance official website) Dopo aver completato il preventivo e accettato le condizioni, appare questa schermata che mi è nuova...a chi andrà il premio nel caso l'assicurato morisse?? Eh si bisogna proprio pensare a tutto!! @_@

mercoledì 10 settembre 2008

Come sbarcare a Narita e riuscire con successo ad entrare in Giappone (Updated)

Ok, siamo in circuito di attesa a nord ovest della baia di Tokyo, abbiamo guardato sul PTV la mappa del mondo aggiornata alla nostra posizione così tante volte, che vedere quella dannata linea rossa finalmente sul Giappone ci rende increduli: intanto ora in cabina le hostess si affrettano a vendere gli ultimi goodies della JAL ad esigenti clienti giapponesi e sugli schermi appare un filmato che ci porta all'interno di Narita virtualmente per spiegarci cosa fare. Se capite l'inglese e conoscete già il luogo va benissimo, ma se non capite l'inglese ed è la prima volta in Giappone, beh viene il panico, e la terra si avvicina sempre più e ci tocca immergerci in quell'enorme aeroporto sperando di riuscire ad uscirne. Ecco la guida dettagliata per guadagnare con successo l'uscita e respirare la frizzante aria della 千葉県(Chiba-ken - prefettura di Chiba), sembra scontato ma ci sono alcune cose che bisogna sapere.
Il 新東京国際空港成田(Shin Tōkyō Kokusai Kūkō Narita - Nuovo aeroporto internazionale di Tokyo Narita), sorge per l'appunto nella 千葉県(Chiba-ken - prefettura di Chiba), una zona industriale semi urbanizzata piena di strani altipiani, love hotels e molto verde. Vicino c'è la piccola città di Narita. Questo aeroporto è forse una delle maggiori contraddizioni del giappone ipertecnologico ed iperorganizzato che ho conosciuto: infatti c'è un signore che vive letteralmente in mezzo alle piste di volo e che nessuno è riuscito mai a mandare via.
(Picture by TriplET, all rights reserved) Aperta nel 2002 dopo 10 anni di ancora irrisolte questioni legali, la pista 34R-16L è letteralmente tagliata in due dalla proprietà del signore, che vive barricato nella sua casa circondato da barriere anti rumore e con un sottopassaggio stradale di accesso...
Tralasciando queste cose incredibili giapponesi, parliamo della disposizione dell'aeroporto, diviso in due terminal: 1 e 2. Il terminal 2 interesserà il nostro sbarco..(googleEarth)
E' composto da un'aerostazione satellite collegata con uno shuttle automatico all'edificio principale. Tutto quello che bisogna fare ora che siamo sul finger, con le gambe intorpidite e circondati da un mucchio di giapponesi frettolosi è di dirigerci verso la stazione dello shuttle. Saliamo dal secondo al terzo piano dell'aerostazione satellite e troviamo la stazione. Ci sarà da prendere un pò di spintoni perchè assieme al vostro volo ne saranno arrivati altri, magari da Los Angeles o da Seoul, e ci sarà veramente tanta gente e tutti spingono come pazzi per entrare: scoprirete per la prima volta quanti giapponesi sono in grado di entrare tutti assieme nel vagone di un treno.

Sopra ecco la mappa completa del percorso che dovrete affrontare, che poi vedremo in dettaglio: comunque, arrivati all'edificio principale del terminal 2, vi troverete davanti una mega serpentina di smistamento file, dei banchi con dei documenti e un tipo in divisa che vi dice in continuazione "front-rear, front-rear" (forse sapeva dire solo quello) e vi assegna ad un banco dell'immigrazione. Capiremo il perchè del "front-rear" dopo.

Vi verrà voglia di guadagnare il primo banco di controllo passaporti libero disponibile, magari saltando qualche attempato passeggero che vi precede, come sicuramente faranno i vostri compagni di sventura coreani o cinesi, ma NON FATELO. Bisogna prima compilare la "disembarkation card" o carta di sbarco, cioè il documento obbligatorio per chiunque ambisca ad entrare in Giappone e non abbia un passaporto giapponese.

(Picture by Tantek, all rights reserved) Potrete trovarla in questo formato nei tavolini antistanti la serpentina...
Oppure in questo formato leggermente più semplificato...

La carta di sbarco è stampata fronte-retro, e se non la compilate anche dietro si incazzano, ed è questo che il nostro amico agente cercava goffamente di dirci. Sopra c'è il mio esempio di compilazione, ricordate che è assolutamente necessario scrivere la durata della permanenza e il luogo di permanenza. Se andate da amici e non conoscete l'indirizzo, scrivete il nome di uno dei vostri amici, e se andate all'avventura, beh in Giappone è abbastanza difficile e metterete una bella pulce nell'orecchio dell'addetto al controllo passaporti che non vi renderà la vita facile. La parte di sinistra è riservata alla vostra partenza dal Giappone, verrà staccata dal modulo al momento del controllo e pinzata al passaporto.

(Picture by madfuzzy, all rights reserved) Le domande che vi verranno poste in questo lato della carta sono abbastanza bizzarre:
- Siete mai stati espulsi dal Giappone o vi è mai stata negata l'entrata in Giappone? (S/N)
- Siete mai stati giudicati colpevoli di reati in Giappone o in altri paesi? (S/N)
- Siete al momento in possesso di narcotici, marjuana, oppio, stimolanti o altre droghe, spade, esplosivi o oggetti di simile tipo? (S/N)
- Quanto contante avete al momento con voi? (quantità e valuta)
Compilate anche questo late del modulo, e quindi recatevi al banco di controllo passaporti assegnatovi dall'ufficiale di smistamento.
Al punto di controllo fornite la vostra carta d'imbarco, il biglietto e il vostro bel modulo compilato fronte-retro. L'addetto al controllo vi squadrerà, vi farà delle domande soprattutto sulle voci vaghe nella compilazione del modulo, poi quando (speriamo) si convincerà della vostra bontà stamperà e attaccherà questo adesivo nel vostro passaporto.

Nel riquadro piccolo in rosso sono evidenziati i segni del punto utilizzato per attaccare la carta di reimbarco staccata dal modulo. Il visto turistico dura 90 giorni, potete rimanete in Giappone 90 giorni.

Il primo ostacolo è superato, ora scendiamo da una delle quattro enormi scale mobili che seguono il controllo passaporti...

...e raggiungiamo la sala di riconsegna bagagli, dove (speriamo) arriverà la nostra valigia. Ora ci tocca una rottura di palle importante: la dogana. Avviatevi con aria indifferente all'uscita e un tipo con una divisa azzurra vi fermerà e vi chiederà cortesemente se può aprire il bagaglio. I cartelli dicono di collaborare coi doganieri e di essere cortesi con loro. Se avete animali dovrete lasciarli in quarantena per alcuni giorni, se siete malati dovrete rimanere voi in quarantena, se poi non trasportare sigarette, alcoolici, armi, spade, kalashnikov etc il doganiere frugherà con cura dontro la vostra bella valigia ordinata e poi vi lascerà andare via.

Ed ecco l'uscita, siamo entrati in Giappone! (All maps from JAL website, and translated by me)

UPDATE 2008
Rieccomi all'aeroporto di Narita, stessi corridoi, stessa moquette di colore strano, stessa musichetta "classicheggiante" di sottofondo. Questa volta la disembarkation card ce l'hanno data a bordo dell'aereo, e la gentilissima hostess Vloka (non era Giapponese anche se parlava il giapponese alla perfezione con frasi ovunque super-farcite di "mas") si è offerta di risolvere qualsiasi mio dubbio a riguardo. Rimane sempre il dubbio di come compilare il campo "address in Japan" (indirizzo in Giappone): in questo viaggio avrei dovuto stare in 8 alberghi diversi. Per fortuna l'ufficiale dell'immigrazione è stato clemente e mi ha concesso di scrivere il numero di telefono di Shiho.
Ecco la prima novità: dal 20 novembre 2007 tutti gli stranieri che entrano in Giappone, sia via aria che via mare, devono sottoporsi alla scannerizzazione delle impronte digitali e allo scatto di una "foto segnaletica". Si applicano eccezioni per: 1) residenti "speciali" con permesso di soggiorno (non so chi siano questi residenti "speciali", ma i residenti stranieri "normali" non sono esenti dall'identificazione), 2) minori di 16 anni, 3) Diplomatici e simili, 4) persone invitate dal governo Giapponese, 5) persone considerate dal ministero della giustizia Giapponese come da punti 3 o 4.

(Picture from Consulate-General of Japan in New York website, all rights reserved) In aeroporto troverete questi cartelli esplicativi. La procedura è molto semplice, scendete dall'aereo, arrivate al controllo immigrazione, seguite le semplicissime istruzioni dell'ufficiale, rispondete alle sue domande e poi potete, come da immagine, fare la vostra overdose di monte Fuji, pagode di Bruce-lee, geishe e sushi :)



Se non riuscite a vedere il video su questo blog, cliccate qui!!

(Video by the Japanese government) Se capite l'inglese, ma anche se non lo capite, qui tutte le istruzioni, compreso l'avviso di espulsione a tutti coloro rifiutassero di sottoporsi a questi controlli. E' una procedura incredibilmente semplice, davvero veloce ed "indolore", ho davvero poco da dire in proposito!!

Ed ecco il mio visto turistico (quello nella pagina a destra), di validità 3 mesi (+ un giorno). Nel bordo destro della pagina sinistra c'è una parte della disembarkation card di quest'anno, pinzata dall'ufficiale dell'immigrazione. La parte sinistra della disembrakation card è riservata al giorno della ripartenza dal Giappone, e rimane pinzata al passaporto fino a quel momento.

Ed ecco la novità che non mi aspettavo e che mi ha fatto perdere tempo in dogana: ora è obbligatorio compilare anche il modulo di dichiarazione doganale. Quindi se ve lo porgono in aereo, prendetelo e compilate anche questo...

Questa è una copia in inglese che ho "rubato" dai mazzi a disposizione dei passeggeri nella hall dove si ritirano i bagagli: la dogana sta tra voi e l'uscita ora. Nela pagina frontale ci sono i campi da riempire con le informazioni personali: il numero o l'identificativo del volo col quale siete arrivati in Giappone e l'aeroporto dal quale siete partiti (o se siete arrivati in nave, il porto); la data di arrivo in Giappone; nome; cognome; indirizzo in Giappone (il solito numero di telefono...); la vostra nazionalità; il vostro impiego; la vostra data di nascita; il numero del vostro passaporto e il numero di persone che formano il vostro gruppo o nucleo familiare (si può compilare una dichiarazione anche per una famiglia intera).

Nel primo riquadro:

- Il punto 1 vi chiede se trasportate articoli proibiti (controllando il lato B, questi sono:narcotici, droghe, stimolanti, armi da fuoco con relativo munizionamento (...), esplosivi o materiale per armi chimiche, banconote, monete o titoli contraffatti (...), materiale osceno o immorale o materiale pedo-pornografico, articoli che infrangono proprietà intellettuali o copyrights (cioè articoli o abbigliamento contraffatti). La stessa domanda vale per il trasporto di articoli soggetti a restrizione, che sempre secondo l'elenco sul retro sono armi da caccia, armi da soft-air e spade, animali o forme vegetali protetti (coccodrilli, cobra, tartarughe, avorio, muschio, cactus (...) etc, animali vivi e piante, prodotti da macellazione, vegetali commestibili, frutta, riso etc (per questi è necessaria la quarantena previa ispezione doganale.

- Il punto 2 vi chiede se trasportate articoli eccedenti il limite per il Tax-Free, che sempre secondo gli elenchi sul retro sono: massimo 3 bottiglie della capienza massima di 760ml di bevande alcooliche; 400 sigarette (sia per gli alcoolici che per le sigarette è ammesso il possesso per individui di età superiore ai 20 anni); 2 once di profumo (circa 50 grammi), oggetti di consumo acquistati all'estero per un valore non eccedente i 200.000 yen (tali limiti non sono cumulabili o estensibili per individui componenti un nucleo familiare che non superino i 6 anni di età, per i quali è ammesso il trasporto di oggetti esclusivamente destinati ad un utilizzo personale).

- Il punto 3 vi chiede se trasportate oggetti per scambio commerciale o campioni.

- Il punto 4 vi chiede se siete in possesso di materiale comprato all'estero per conto di terzi.

Il secondo riquadro vi chiede se trasportate contanti, traveller's checks, e qualsiasi altro tipo di titolo monetario, per un valore che ecceda il milione di yen. In caso la vostra risposta sia "si", dovrete compilare un altro modulo.

Il terzo riquadro riguarda il trasporto di oggetti in modalità temporali diverse dal presente viaggio. Vi è poi l'avviso di guai indicibili in caso di falsa testimonianza, e il benvenuto in Giappone!! Nel lato posteriore c'è una tabella per indicare la quantità dei beni soggetti a restrizione in vostro possesso.

Nonostante la compilazione del modulo mi facesse sperare una non a pertura della valigia da parte del doganiere, il suddetto ha proceduto alla suddetta apertura, mettendo sottosopra ogni cosa, ma è stato incredibilmente gentile e disponibile, persino ad aiutarmi a richiuderla (mi ci sono dovuto sedere sopra...).

E anche per quest'anno ce l'ho fatta! Al prossimo update per questo post!!

giovedì 4 settembre 2008

Come guidare in Giappone con la patente Italiana

Questo post è per Mario! Quando siamo andati a Shikoku abbiamo noleggiato una macchina: pur avendo la patente, Shiho non guida (d'altronde non le serve guidare visto che vive in una città dove la macchina è assolutamente inutile), allora ho dovuto fare i documenti per potermi mettere alla guida senza venire arrestato. Di patente internazionale non se ne parla, perchè la patente internazionale rilasciata dall'Italia, il modello "Vienna 1968", non è valido in Giappone, che invece accetta il modello "Ginevra 1949". Fortunatamente grazie ad accordi bilaterali tra diversi paesi europei (tra cui l'Italia) ed il Giappone, si può fare in un modo molto più semplice, ma se non vi fidate delle poste e se non capite appieno il Giapponese, vi conviene avere un una persona in Giappone che vi possa aiutare. Come prima cosa collegatevi al sito della motorizzazione civile Giapponese, la 日本自動車連盟(Nihon Jidōsha Renmei - Japan Automobile Federation), conosciuta anche come "JAF", dove troverete queste dettagliate istruzioni in Italiano...

...ed in seguito scaricate o stampate il seguente modulo...

...che dovrete compilare. Io non lo trovo assolutamente chiaro, per questo sarebbe meglio avere l'aiuto di un Giapponese: la parte superiore del primo riquadro è riservata al richiedente, mentre la parte inferiore è riservata a chi dovesse andare materialmente all'ufficio e presentare la pratica, vi è anche richiesto di scrivere quale relazione ci sia tra voi e la persona che porterà la pratica...

In seguito voi o il vostro delegato porterete il modulo ad un ufficio della JAF, assieme ad una copia a colori della vostra patente, dove pagherete 3000 yen (19,77 euro) per la traduzione ufficiale della stessa...

Questa è la ricevuta dei 3000 yen, c'è anche il numero di telefono dell'ufficio se v'interessa...

Il giorno stesso verrà consegnata questa busta (se sceglierete di fare la cosa per posta dovrete pagare 290 yen aggiuntivi per la spedizione)...

...dentro la quale c'è la vostra bella traduzione ufficiale...

...e pure un foglio che aiuterà lo zelante poliziotto giapponese a capire qualcosa di più del sistema di patenti Italiano.

Ricordate che questa traduzione ha validità un anno dalla data di entrata in Giappone, e che per guidare in Giappone dovrete sempre avere la vostra patente Italiana accompagnata da questo documento!

domenica 6 aprile 2008

三鷹の森ジブリ美術館の切符(I biglietti per il Museo Ghibli della foresta di Mitaka)

Purtroppo, visto il successo planetario di Hayao Miyazaki e delle sue opere, e visto il flusso di visitatori che ogni giorno affolla il museo, la vendita di biglietti e qualsiasi operazione all'interno del museo è regolamentata da una vigilanza ferrea e da un rigido sistema di prenotazioni che richiede l'acquisto dei biglietti con un certo anticipo. I biglietti per il museo sono acquistabili sono in Giappone, e solo nei negozi Lawson. La Lawson è una catena Americana che è sbarcata tempo fa in Giappone inserendosi nel business dei コンビ二(Konbini - Convenience store), e al momento è la seconda catena come volume d'affari.
(Picture from PhotoPassJapan.com) All'interno dei negozi Lawson troverete una macchina che assomiglia ad uno dei nostri Bancomat, dotata di touch-screen. Il momento ideale per effettuare l'operazione è quando il negozio è poco affollato, e c'è la possibilità di chiedere ad uno degli addetti un pietoso aiuto: se siete fortunati e potete usufruirne, cominciate a stamparvi un prospetto dell'attuale stato delle vendite...

(Picture by MyMapOfJapan, all rights reserved) Questo è un prospetto riguardante il mese di novembre, anno 2007: Sopra la tabella è riportata la data di inizio delle vendite dei biglietti per il mese di dicembre, cioè il 12 novembre alle ore 10:00. Nel prospetto sono indicati i vari orari per tutti i giorni, e la "x" riporta il tutto esaurito per quell'orario: come vedremo dopo, vi sono 4 orari d'entrata ogni giorno, e sono a numero chiuso. E' quindi necessario muoversi per tempo!

(Picture from Lawson, modified and translated by nicolacassa, se non riuscite a vedere le scritte, cliccate sulla foto e avrete una versione ingrandita) Una volta che avete deciso il giorno, avvicinatevi ad una macchina Loppi e cominciate la procedura indicata qui sopra. Gli orari d'entrata sono: 10:00 con limite di ammissione alle 10:30, 12:00 con limite di ammissione alle 12:30, 14:00 con limite di ammissione alle 14:30, e 16:00 con limite di ammissione alle 16:30. I prezzi sono: Bambini dai 4 ai 6 anni: 100 yen (0,62€); bambini dai 7 ai 12 anni: 400 yen (2,50€); ragazzi dai 13 ai 18 anni: 700 yen (4,38€); adulti oltre i 19 anni: 1000 yen (6,25€). Il prezzo è irrisorio, se pensiamo alle botte da 10/15 euro che propinano i più economici musei italiani...

Al termine avrete il biglietto qui sopra, questo è il mio biglietto, con data 22 gennaio 2007, entrata alle ore 12:00, costo: 1000 yen.

Recatevi al museo (leggete qui come arrivarci) e all'ingresso, dopo aver presentato il biglietto stampato da Lawson, riceverete i vostri bellissimi biglietti d'entrata..

Sono fatti di cartoncino abbastanza rigido e contengono un pezzo di pellicola di uno dei film di Miyazaki. Sul retro, cioè la scansione di destra, c'è scritto: 大人・大学生(Otona/Dai-gakusei - Adulti/Studenti universitari), e poi il prezzo del biglietto in yen; sotto il nome del museo e l'indirizzo in Giapponese: 三鷹の森ジブリ美術館 - 東京都三鷹市下連雀1-1-83(Mitaka no mori jiburi bijutsukan / Tōkyō-to Mitaka-shi Shimorenjaku 1-1-83 - Museo Ghibli della foresta di Mitaka / Tokyo capitale, Città di Mitaka, quartiere di Shimorenjaku, distretto 1, isolato 1, numero 83)

Questi due, che ho conservato, contenevano uno spezzone della pellicola di ハウルの動く城(Hauru no Ugoku Shiro - Il Castello Errante Di Howl). Ora siamo veramente pronti per entrare!!

venerdì 27 luglio 2007

A proposito della Dogana...

Ringrazio Valerio per la domanda postami nei commenti del post precedente: rimaniamo in argomento acquisti per affrontare un argomento abbastanza ostico, quello doganale. Andiamo con ordine: il nostro obbiettivo è quello di passare indenni al controllo doganale a nostro rientro nel nostro paese d'origine, che può avvenire agli arrivi internazionali di Fiumicino, per esempio, o di Malpensa. Consideriamo innanzitutto che dobbiamo postare con noi una considerevole mole di apparecchiature elettroniche per il viaggio, videocamera, macchina fotografica, magari un laptop, e altre diavolerie. Le apparecchiature elettroniche saranno il tema principale del controllo, visto che torniamo dal Giappone e, diciamo, lì ne capiscono abbastanza di transistor e vari. Quindi, rechiamoci alla dogana del nostro aeroporto di partenza (per me era Cagliari, e visto che partivo per Tokyo il giorno stesso era indifferente, tanto valeva la data del 18 gennaio), e richiediamo il modulo sottostante...
Questo modulo serve a dichiarare che, al momento della partenza, queste apparecchiature, con i relativi codici seriali, erano in nostro possesso, e quindi siamo già in regola col pagamento dell'IVA per le suddette. All ritorno sarà necessario mostrare il modulo, timbrato e firmato da un funzionario doganale (pubblico ufficiale di polizia tributaria) per dimostrare di essere in regola. Argomento a parte sono gli acquisti effettuati fuori dal territorio nazionale, ora comunitario, per i quali è necessario il pagamento dell'IVA. Il modulo tax free Giapponese mostrato nel post precedente nulla ha a che fare con l'Italia, in quanto trattasi dell'esonero dal pagamento della Tassa di consumo Giapponese per gli stranieri non residenti in Giappone. Quindi, per fare chiarezza dividiamo i prodotti che avevamo alla partenza, per i quali abbiamo compilato il modulo doganale, dai prodotti comprati in Giappone per i quali dobbiamo, innanzitutto, presentare il modulo alla dogana in partenza, e, in secondo luogo, pagare il dazio e l'IVA all'arrivo in Italia. Diciamo che quello che si risparmia col Tax Free, si recupera con il dazio e l'IVA. Parlando in termini pratici, questa è la mia esperienza: alla partenza, seguendo il mio spirito di Italiano un pò allergico alle tasse, non so per quale istinto di paura ho staccato il foglietto tax-free prima della presentazione del passaporto all'immigrazione di Kansai, Osaka, per la partenza; all'arrivo a Malpensa, NESSUNO si è presentato per controllare alcun passeggero, quindi avrei potuto comprare tutta Akihabara e passarla liscia. Suppongo che i controlli doganali siano fatti a campione, l'unica cosa è sperare di non essere gli sfortunati scelti dal doganiere. Diciamo che in questi tempi le forze dell'ordine sono alla ricerca più che altro di droga, o illeciti, piuttosto che di un iPod. Un'ultima cosa: attenzione ai vostri acquisti in Giappone: leggete il mio post sull'elettricità in Giappone, e comprate solo prodotti per l'esportazione: nei duty free tra i prodotti per il mercato occidentale sono frequenti le super offerte di prodotti giapponesi a prezzi scontatissimi, chiaramente da noi inutilizzabili: occhi aperti! E buona caccia!