venerdì 31 dicembre 2010

明けましておめでとうございます! (Buon anno nuovo!)

Due lottatori di sumo che combattono in mezzo a tanti babbi-Natale?
E' il bellissimo biglietto d'auguri tridimensionale che ho ricevuto dalla mia sorellona Kazu-zen e dal mio amico Yuichiro! Visto che è troppo bello e che è uno dei doni più belli che ho ricevuto quest'anno vorrei condividerlo con voi nell'augurarvi che quello che verrà possa essere il migliore anno di sempre!!!!

Vi voglio bene amici miei!

Nicola

martedì 21 dicembre 2010

Nicola e la sfiga Giapponese

Un giorno i vicini comprarono l'auto nuova: una bellissima fiammante Polo blu scuro. Shiho vide l'auto e inorridì. Io le chiesi, stupefatto (ma neanche tanto) e rassegnato, "perchè"?

- "
Porta sfortuna".

Ma torniamo all'inizio di questa storia. Beh, io alla superstizione dei Giapponesi ci ho fatto oramai il callo. Come quando mi venne l'idea di acquistare un'auto usata, e Shiho proferì un secco e perentorio "no". Io, stupefatto chiesi "perchè"?

- "
Perchè quando una persona compra un'auto nuova, ci mette dentro il suo spirito, quindi quando compri un'auto usata, compri un'auto con lo spirito di un'altra persona".

Io, sempre stupefatto e divertito le dissi: "haha, oggi hai dimenticato di prendere la pastiglia per le allucinazioni", ma lei sempre più convinta ed assolutamente seria rispose:

- "
Dico davvero, anzi se davvero decidi di comprare un'auto usata, sarò costretta a dirlo a mia madre, e lei si arrabbierà molto".

Al che naturalmente cominciò l'alterco, io chiaramente impauritissimo le dissi di dire a sua madre di farci avere i soldi per un'auto nuova, visto che disdegnava l'idea di un'auto usata. Ed ecco come scoprii che i Giapponesi sono alquanto superstiziosi, oltrechè ossessionati dai fantasmi, ma questa è un'altra storia.

Ma torniamo all'auto dei vicini: la Polo blu fiammante. Perchè portava sfiga? Era nuova, ed era al suo primo proprietario. Dopo una breve indagine scoprii il perchè: era targata **444** (ometto le vere lettere per ovvi motivi).
Il numero 4 in Giappone porta sfiga.

(Foto da qui) In lingua Giapponese "quattro" si scrive e si legge 四(Yon), ma si legge pure 四(Shi). Quest'ultima lettura è però la stessa dell'ideogramma 死(Shi), che vuol dire "morte". Quindi per questo il numero quattro è sfigato. MAI regalare quattro cose uguali ad un Giapponese.

Ecco perchè quando eravamo nella cittadina di 庵治(Aji), nella 高松(Takamatsu-shi - municipalità di Takamatsu), 香川(Kagawa-ken - prefettura di Kagawa), nell'isola di 四国(Shikoku), Shiho voleva scappare da quel distributore di benzina abbandonato (la foto qui sopra): un bimbo-minchia o un suo equivalente aveva sistemato i numeri della pompa in rovina in modo da formare un bel 444.4...

(Picture from Wikipedia) Ma i Giapponesi sono abbastanza coraggiosi, comunque: la 国道444号(Kokudō Yon-hyaku yon-jū yon gō - strada nazionale 444), che corre per 73,5 chilometri dalla prefettura di Nagasaki alla prefettura di Saga, ne è la prova. Comunque il numero quattro non viene mai omesso, nè nella numerazione dei posti degli aerei di linea, nè delle carrozze ferroviarie.

Ma veniamo all'altro giorno: mi sono comprato uno scooter nuovo. E' il mio
quarto scooter (dopo 3 vespe). L'ultimo giorno di utilizzo dell'ultima Vespa, quella argentata, arrivo in garage, la parcheggio, e guardo il contachilometri: segnava 56.444!!! Mi sono fermato un attimo e ho pensato: e se portasse sfiga? Era tipo l'una di notte, in silenzio ho tirato di nuovo fuori la Vespa dal garage, l'ho accesa e ho fatto il giro dell'isolato, tanto per arrivare a 56.445...

Così andrà bene?? :D

Ultimo capitolo del film dell'orrore: ieri notte il termometro dell'orologio cazzutissimo che ho in camera si è rotto per qualche minuto, e segnava 4.0 gradi!!!!!! Vi giuro non l'ho messo nel freezer per fare la finta, si è davvero bloccato così... porterà sfiga???

E vado a dormire con questo pensiero terrificante. Buonanotte...

mercoledì 1 dicembre 2010

Passaporto: le marche da bollo (terza edizione)[UPDATED]

Ancora una volta aggiorno questo post: vorrei tanto essere diplomatico ma i continui aggiornamenti su questo argomento sono la dimostrazione di: 1) quanto sia macchinosa la burocrazia Italiana; 2) quanto sia difficile reperire info a riguardo; 3) quanto questa storia delle marche da bollo (ora chiamate "tassa di concessione governativa") sul passaporto sia proprio difficile da digerire.

Il post nella sua seconda stesura "update" aveva una piccola imprecisione, che poteva diventare molto grave in alcune situazioni particolari, quindi, in caso avessi fatto qualche danno con le mie precedenti info, me ne scuso.

Penso sia scontato dire che per andare in Giappone, cosiccome accade per qualsiasi paese non aderente ai trattati di Schengen o non oggetto di accordi o deroghe con lo stato Italiano in materia di circolazioni di persone o merci, sia necessario avere il passaporto. Non è obbligatorio quello elettronico, cioè che contiene un microchip nella copertina posteriore. Non è invece altrettanto scontato parlare delle marche da bollo.

[Definizioni: Accordi di Schengen - Unione Europea]

Il passaporto è valido per viaggiare al di fuori degli stati della comunità europea e/o aderenti all'accordo di Schengen (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria [non tutti i paesi sopra elencati aderiscono all'accordo di Schengen e non tutti i paesi sopra elencati fanno parte della comunità europea]) solo se si paga la tassa di concessione governativa di 40,29 euro.

Ecco un estratto dal testo pubblicato dal Ministero Dell'Interno
a cura del DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA - DIREZIONE CENTRALE DELL'IMMIGRAZIONE E DELLA POLIZIA DELLE FRONTIERE - Ufficio Affari Generali e Giuridici concernente i "chiarimenti sulla concessione governativa per passaporti" (o marca da bollo telematica per passaporti o contrassegno telematico per passaporti):

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"Per il rilascio del passaporto è necessario presentare, apposta sulla prevista istanza, una (1) concessione governativa per passaporti (= marca da bollo telematica per passaporti = contrassegno telematico per passaporti) di euro 40,29.

Il passaporto ha una validità di 10 anni dalla data di rilascio.

Dal settembre 2007, la marca da bollo telematica ha sostituito quella cartacea che è stata dichiarata fuori corso. Pertanto, attualmente, sono in distribuzione (presso le tabaccherie) e devono essere utilizzate, esclusivamente, le marche da bollo in formato di contrassegno telematico.

La concessione governativa per passaporti si riferisce all’anno legale, che decorre dalla data di rilascio del passaporto. La concessione governativa, apposta nel corso dell’anno, vidimata dalle autorità di P.S. competenti al rilascio del passaporto ovvero dal personale di polizia di frontiera, scadrà, in ogni caso, il giorno ed il mese corrispondenti a quelli di scadenza del passaporto.

Qualora il passaporto non venisse utilizzato, con continuità, per l’espatrio verso Paesi diversi da quelli aderenti all’Unione Europea, il contrassegno telematico potrà non essere apposto annualmente. Si ritiene opportuno precisare che il pagamento della concessione governativa per il rilascio del passaporto deve avvenire mediante l’utilizzo delle marche da bollo telematiche.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate (con interpello n.954–749/2008–PROT.N.954- 2009/7527), ha chiarito che il pagamento effettuato per mezzo dei conti correnti postali è ammesso solo nel caso in cui l’interessato si trovi nella oggettiva impossibilità di reperire i contrassegni telematici, connessa ad eventi eccezionali quali sciopero dei rivenditori, gravi calamità naturali."

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Quindi al rilascio del passaporto, l'Utente paga una tassa di concessione governativa della validità di un anno dalla data di emissione del passaporto:

Queste sono le marche da bollo elettroniche di cui parla il testo, con evidenziata in rosso la smarcatura, cioè il timbro-data che viene apposto dalle autorità preposte...

E questa è la dicitura che appare da qualche anno nei nuovi passaporti, che sostituisce la marca da bollo che prima veniva incollata in occasione dell'emissione e smarcata. Chiunque facesse adesso il passaporto, non avrà nessuna marca da bollo incollata al passaporto e deve cominciare a preoccuparsi della marca da bollo dopo un anno dall'emissione dello stesso!!

Potrete viaggiare in lungo e in largo per il mondo col vostro passaporto. Qui però scatta il trabocchetto, perchè l'onesto cittadino, sapendo questo, come il senso comune suggerirebbe dal fatto che al rilascio viene incollata una marca da bollo di validità annuale, dopo la prima scadenza ogni anno compra la marca da bollo elettronica al tabacchino o in ricevitoria e la incolla al passaporto. Innanzitutto c'è da dire che se non viaggiate in uno stato extra-europeo o extra-Schengen dopo la scadenza della marca da bollo pagata all'atto dell'emissione, non comprate un'altra marca da bollo elettronica, è una spesa inutile: nonostante la scadenza della tassa di concessione governativa il passaporto non scade, rimane un valido documento d'identità sino alla sua scadenza naturale (vale 10 anni dall'emissione).

E se volete viaggiare fuori dagli stati sopra elencati ed è passato più di un anno dall'emissione del passaporto? Dovete pagare la tassa di concessione governativa comprando la relativa marca da bollo elettronica al tabacchino o in qualsiasi altro posto in cui la vendono, e le forze dell'ordine potrebbero "smarcarla", cioè timbrarla con un timbro-data (vedi la foto all'inizio del post, il quadrato rosso evidenzia la smarcatura). Ormai non esistono più le tasse di concessione governativa fatte come i francobolli, sono stampate da una macchina, ma niente paura: la data elettronicamente stampata su di essa non vale ai fini fiscali.

Ma qui comincia la jungla perchè dopo la scadenza dell'anno dall'emissione e quindi la scadenza naturale della tassa governativa pagata all'emissione del passaporto ci sono diverse situazioni da tenere in considerazione: fondamentalmente bisogna tenere bene a mente la data di emissione del vostro passaporto e regolarsi di conseguenza. Di seguito mostrerò degli esempi che si applicano ad un passaporto emesso il 1 Giugno 2007. Tutti gli esempi s'intendono solo per il campo d'utilizzo extra-comunitario ed extra-Schengen del passaporto, cioè per partenze dirette dall'Italia verso paesi extra-Europei o extra-Schengen.

Esempio 1) Il vostro viaggio non avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto, marca da bollo non smarcata alla partenza o al rientro:

La prima marca da bollo vale un anno, quindi dal 1 Giugno 2007 al 31 Maggio 2008. Non avete viaggiato e giustamente non l'avete rinnovata. Organizzate un viaggio a Novembre 2009. Comprate la marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la marca da bollo non viene smarcata dalla Polizia di Frontiera alla partenza o dalla Guardia di Finanza al vostro rientro, varrà indefinitamente fino a quando non verrà smarcata, quindi potrete partire senza limitazioni di sorta, fino a che qualcuno non si degnerà di metterci sopra un timbro.

Esempio 2) Il vostro viaggio non avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto, marca da bollo smarcata alla partenza o al rientro:

Organizzate un viaggio a Novembre 2009. Comprate la marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". La Polizia di Frontiera alla partenza o la Guardia di Finanza al rientro smarcano la vostra marca da bollo: la sua validità scadrà al primo anniversario venturo dell'emissione del passaporto, quindi il 31 Maggio 2010. Potrete viaggiare senza limitazioni fino a quella data, dopodichè per ulteriori viaggi extra-Europei o extra-Schengen sarà necessario comprarne un'altra.

Esempio 3) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), marca da bollo non smarcata alla partenza o al rientro:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate la marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la marca da bollo non viene smarcata dalla Polizia di Frontiera alla partenza o dalla Guardia di Finanza al vostro rientro, varrà indefinitamente fino a quando non verrà smarcata, quindi potrete partire senza limitazioni di sorta, fino a che qualcuno non smarcherà la marca da bollo. E' comunque necessario avere due marche da bollo (una non incollata) per i motivi indicati nel seguente esempio 4.

Esempio 4) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), marca da bollo smarcata alla partenza, il viaggiatore non possiede la seconda marca da bollo:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate una marca da bollo prima del viaggio e applicatela sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la Polizia di Frontiera alla partenza smarca la marca da bollo, questa scadrà prima del vostro rientro, ovvero il 31 Maggio 2009. L'essere sottoposti a controllo al rientro senza avere un'altra marca da bollo potrebbe costarvi una multa...

Esempio 5) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), prima marca da bollo smarcata alla partenza, seconda marca da bollo non smarcata al rientro:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate due marche da bollo prima del viaggio e applicatene sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la Polizia di Frontiera alla partenza smarca la prima marca da bollo che varrà quindi fino al 31 Maggio 2009, applicate la seconda marca da bollo, questa se non smarcata dalla Guardia di Finanza al rientro varrà indefinitamente fino a smarcatura.

Esempio 6) Il vostro viaggio avviene in corrispondenza dell'anniversario dell'emissione del passaporto (Attenzione in questo caso servono 2 marche da bollo!!!), prima marca da bollo smarcata alla partenza, seconda marca da bollo smarcata al rientro:

Organizzate un viaggio dal 2 Maggio al 25 Giugno 2009. Comprate due marche da bollo prima del viaggio e applicatene sul passaporto, in una delle pagine con scritto "Visti-Visa". Se la Polizia di Frontiera alla partenza smarca la prima marca da bollo, applicate la seconda marca da bollo, se anche la seconda viene smarcata al rientro, varrà fino al prossimo anniversario d'emissione del passaporto, quindi fino al 31 Maggio 2010.

Tanti mi hanno scritto dicendomi di essere stati "graziati" per la mancanza della marca da bollo: c'è da dire innanzitutto che neanche le forze dell'ordine sanno con certezza a chi compete smarcare le marche da bollo. La conseguenza è che alcuni semplicemente non controllano le marche da bollo. In alcuni casi si tratta di semplice fortuna, oppure svogliatezza, distrazione o svista del controllore, per quanto riguarda gli altri casi contemplabili, semplicemente quando hanno lasciato l'Italia non andavano in Giappone, ma raggiungevano lo scalo per il Giappone, sicuramente in zona Schengen o in zona comunitaria. Esempio: Volo per il Giappone Air France Roma-Parigi-Tokyo: chiaramente si lascia l'Italia per un paese comunitario, la Francia, per viaggiare verso il quale basta solamente un documento d'identità, e poi da lì si raggiunge il Giappone. Nei controlli Francesi l'agente verificherà la data di scadenza del passaprto e la sua validità, ma il pagamento o no della tassa annuale di concessione governativa di 40.29 euro, il controllo e la relativa smarcatura competono esclusivamente le autorità Italiane. Quindi se partite dall'Italia per un paese extra-Schengen, munitevi della marca da bollo, se invece fate scalo in Europa, non dovreste avere problemi e l'acquisto della marca da bollo è inutile!

A questo riguardo rispondo anche ad un commento ricevuto sempre su questo post dal lettore Giovanni, che ringrazio ed al quale attribuisco il merito della pubblicazione dell'update di questo post: confermo che è praticamente impossibile che qualcuno controlli le marche da bollo di un passaporto che parte in zona comunitaria o Schengen: è come se un camionista raggiungesse con la sua auto personale il posto di lavoro ed una pattuglia della stradale (completamente all'oscuro del fatto che egli sia un camionista), gli chiedesse la patente per la guida dei camion oltre a quella per la guida delle automobili. Sempre per la mia esperienza, conoscendo la struttura di un aeroporto, posso affermare al 100% che è impossibile essere sottoposti ad un qualsiasi controllo di frontiera o doganale se si parte da un paese comunitario o Schengen. Non ho notizia di controlli retroattivi. controllare a posteriori potrebbe essere estremamente lungo oltretutto, e penso che chiunque si asterrebbe dal farlo...

E quando si ritorna da un volo intercontinentale o verso una destinazione extra-Europea o extra-Schengen facendo scalo in un aeroporto comunitario o Schengen??

Voi penserete che, come per il caso del partire verso un paese extra-Europeo o Extra-Schengen facendo scalo in un aeroporto Europeo o Schengen non ci siano problemi di sorta: NON E' COSI'!!! Per essere sicuri dovete porvi una domanda: "Faccio uno scalo (eventualità abbastanza rara) nell'aeroporto intermedio? Oppure faccio un transito (eventualità estremamente probabile)?"...diamo le definizioni, supponendo che siamo cittadini europei di ritorno da un viaggio in un paese extra-Europeo o extra-Schengen passando per un aeroporto intermedio situato all'interno dell'Unione Europea o nell'area Schengen...

Scalo - Si può chiamare anche in altri modi, è semplicemente una sosta in un aeroporto intermedio: ad esempio, abitate a Cagliari, il per qualche astrusa ragione o forse perchè magari il vostro travel planner ha trovato una tariffa vantaggiosa in questo senso il vostro itinerario di rientro è Tokyo-Parigi-Cagliari. Il volo da Tokyo a Parigi è effettuato con Air France, mentre il volo da Parigi a Cagliari è effettuato da Meridiana: le due compagnie non hanno nessun legame di code-sharing e ci sono due diversi codici di prenotazione per i due voli. Arriverete a Parigi e farete queste cose:

- Espletamento delle procedure d'immigrazione.
(ingresso nella Comunità Europea o nell'area Schengen).
- Ritiro del bagaglio da stiva (quello con l'etichetta...).
- Espletamento delle procedure di controllo doganale.
- Effettuazione di un nuovo check-in per il bagaglio da stiva
- Emissione di una nuova carta d'imbarco
- Nuovo volo per la destinazione finale.

Questo è il caso per cui non vale la pena di preoccuparsi: ai francesi non importa un fico secco della vostra stupida marca da bollo, a loro basta che il passaporto sia in corso di validità (come succede in tutti i paesi civili di questo pianeta). All'arrivo a Cagliari non avrete nessun controllo di qualsiasi genere visto che arrivate con un volo comunitario. Missione compiuta.

Transito - E' l'eventualità più probabile, visto che ormai le tariffe più convenienti si ottengono comprando pacchetti con più voli, magari effettuati dalla stessa compagnia aerea o da compagnie aeree appartenenti ad alleanze come One World o Sky Team, oppure da compagnie aeree legate da vincoli di code-sharing. Un pacchetto di voli con transito prevede un unico codice di prenotazione per tutti i voli. Quando di effettua il check-in per una serie di voli che prevedono dei transiti, di solito il bagaglio viene etichettato per essere spedito direttamente alla destinazione finale, e spesso ma non sempre si riceve un carnet con tutte le carte d'imbarco di tutti i voli che ci si accinge ad effettuare.

Facciamo l'esempio: Il vostro itinerario di ritorno è Tokyo-Parigi-Roma, tutto con Air France: avete un codice di prenotazione unico, quando vi presentate al check-in a Tokyo, il vostro bagaglio verrà etichettato con una tag che riporta NRT (Tokyo-Narita), CDG (Parigi Charles De Gaulle) e in bianco su sfondo nero FCO (Roma-Fiumicino) che è la destinazione finale. Avrete probabilmente due carte d'imbarco, una per il primo volo e una per il secondo, e in caso ve ne fosse stata data solo una, vi verrà richiesto di ritirare la seconda al banco transiti dell'aeroporto intermedio.

Quando farete il transito nell'aeroporto intermedio, non uscirete neanche dalla zona sterile, non farete controlli di sicurezza (questo comunque non è scontato) e dopo l'eventuale passaggio dal banco transiti per il ritiro della carta d'imbarco mancante arriverete senza problemi di sorta al gate per il volo successivo.

All'arrivo alla destinazione finale, farete queste cose:

- Espletamento delle procedure d'immigrazione.
(ingresso nella Comunità Europea o nell'area Schengen).
- Ritiro del bagaglio da stiva (quello con l'etichetta...).
- Espletamento delle procedure di controllo doganale.

Quando si effettuano voli con "transito" di ritorno da un paese extra-Europeo o extra-Schengen, l'ingresso nella comunità europea o nell'area Schengen avviene nell'aeroporto di destinazione finale, e se l'aeroporto di destinazione finale è Italiano, i relativi controlli d'immigrazione e doganali verranno espletati da personale Italiano: e qui è necessario essere in regola con la marca da bollo.

Per qualsiasi altro dubbio, ecco il link alla sezione del sito della Polizia Di Stato che fornisce spiegazioni riguardo le tasse del passaporto: http://img.poliziadistato.it/docs/chiarimenti_contrassegno.pdf

domenica 28 novembre 2010

Friendly Airport Limousine Bus 成田空港から渋谷地区へ6。東関東自動車道2 (da Narita a Shibuya, parte sesta: l'autostrada del Kantō orientale, parte seconda)



Se non riuscite a vedere il video su questo blog, cliccate qui!!

Sesto video della sottoserie "Limousine-Bus", con la tag "Il video-automobilista in Giappone". L'unica anomalia per l'associazione con questa tag è che le riprese sono effettuate da un bus anzichè da un'automobile. Siamo partiti dal 成田国際空港(Narita Kokusai Kūkō - Aeroporto internazionale Narita) o com'era conosciuto fino al 2004, 東京国際空港成田(Shin-Tōkyō Kokusai Kūkō Narita - Nuovo aeroporto internazionale di Tokyo Narita)(RJAA/NRT), che si trova nella 千葉(Chiba-ken - prefettura di Chiba) per raggiungere uno degli hotel della 渋谷地区(Shibuya chi-ku - Area di Shibuya) o in inglese "Hotels in Shibuya area" con il servizio Friendly Airport Limousine Bus (qui il sito in inglese) che è forse l'alternativa più valida al treno per raggiungere 東京(Tōkyō) dai suoi aeroporti e viceversa.

Come detto qui sopra, il nostro bus è in servizio verso gli hotel della 渋谷地区(Shibuya chi-ku - Area di Shibuya), in particolare verso il セルリアンタワー東急ホテル(Serurian Tawā Tōkyū Hoteru - Cerulean Tower Tokyu Hotel) nella 桜丘(Sakuragaoka-chō - circoscrizione di Sakuragaoka), 渋谷(Shibuya-ku - circoscrizione speciale di Shibuya)(qui il biglietto scannerizzato, qui maggiori info sull'hotel).

(Sign from Wikipedia, source 道路標識、区画線及び道路標示に関する命令別表第2(国土交通省道路局)- フォント「GD-高速道路ゴシックJA(byぱんかれ)」の提供元, by Broad-Sky in Japan, font Font "GD-HighwayGothicJA" - pumpCurry in Japan) Nel quarto video avevamo lasciato il sedime aeroportuale di Narita per percorrere i quasi quattro chilometri della 新空港自動車道(Shin-Kūkō Jidōsha-dō - New Airport expressway)(wiki) che unisce proprio l'aeroporto con la 関東自動車道(Higashi Kantō Jidōsha-dō - Autostrada del Kanto orientale)(wiki), gestita dalla 東日本高速道路株式会社(Higashi Nippon Kōsoku-dōro Kabushiki Gaisha - East Nippon Expressway Company) conosciuta anche come NEXCO日本,(NEXCO Higashi Nippon - Nexco East Japan). Nel quinto video abbiamo imboccato l'autostrada in corrispondenza del 成田インターチェンジ(Narita intaachenji - Svincolo di Narita) al chilometro 43,9 e ci siamo diretti verso 東京(Tōkyō) fino approssimativamente alla zona della cittadina di 山王(Sannō), nella 佐倉(Sakura-shi - municipalità di Sakura), 千葉(Chiba-ken - prefettura di Chiba)...

(Screenshot from Google Maps) Questo video copre buona parte dei 18 chilometri (linea blu nella mappa qui sopra) che separano la zona della sopracitata cittadina di 山王(Sannō)(punto "A") dal 習志野本線料金所(Narashino hon-sen ryōkinjo - Casello principale di Narashino)(punto "B"), situato nel terzo distretto della circoscrizione di 香澄(Kasumi), nella 習志野(Narashino-shi - municipalità di Narashino), 千葉(Chiba-ken - prefettura di Chiba). Il quadrato rosso circoscrive approssimativamente il sedime aeroportuale di Narita, e a sinistra non è difficile vedere l'enormità della zona urbana di 東京(Tōkyō)...

(Screenshot from Google Maps) La stessa vista dal satellite...

(Screenshot from Google Maps) Una vista un pò più ravvicinata della zona del 習志野本線料金所(Narashino hon-sen ryōkinjo - Casello principale di Narashino): non è una zona particolarmente interessante, anche se a nord oltre quella striscia verde che altro non è che il 香澄公園(Kasumi Kōen - Parco di Kasumi) c'è la cittadina di Kasumi, che in pianta ricorda tantissimo le enormi e anonime cittadine americane fatte di case tutte uguali (anche se qui le case non sono proprio tutte uguali) e di strade tutte uguali.

L'autostrada e affiancata in entrambi i lati (nella mappa è disegnata in giallo) dalla 国道357号(Kokudō 357 dō - strada statale 357), che assieme alla 国道14号(Kokudō 14 dō - strada statale 14) e alla 国道16号(Kokudō 16 dō - strada statale 16) formano il 東京湾岸道路(Tōkyō Wangan Dōro), cioè il sistema di strade statali che affiancano il sistema di expressway che letteralmente circonda la baia di 東京(Tōkyō).

Per la precisione la 国道357号(Kokudō 357 dō - strada statale 357) o 湾岸道路(Wangan dōro - Wangan road) inizia a nord nella zona di 検見川(Kemigawa), 千葉(Chiba-ken - prefettura di Chiba), creando una diramazione dalla 国道14号(Kokudō 14 dō - strada statale 14) che si chiama anche 千葉街道(Chiba kaidō - Chiba Highway): prosegue affiancando la 関東自動車道(Higashi Kantō Jidōsha-dō - Autostrada del Kanto orientale) approssimativamente fino a 高谷(Koya) dove l'autostrada diventa l'expressway 首都高速道路湾岸線(Shuto Kōsoku dōro Wangan-sen - Metropolitan expressway, direttrice costiera della baia) o "Radiale B". La statale prosegue per 70 chilometri fino a 横須賀(Yokosuka).

(Screenshot from Google Maps) Ma ritorniamo al nostro casello di Narashino: a sud della strada passano i binari della 京葉(Keiyō-sen - Keiyo line), il cui servizio 各駅停車(Kakuekiteisha - locale) ferma nella vicina 習志野(Shin-Narashino-eki - stazione di Shin-Narashino). In questa stazione si ferma anche il convoglio in servizio 各駅停車(Kakuekiteisha - locale) della 武蔵野(Musashino-sen - Musashino line) in through service con la 京葉(Keiyō-sen - Keiyo line) dalla 西船橋(Nishi-Funabashi-eki - stazione di Nishi-Funabashi).

(Screenshot from Google Maps) Dando un'occhiata più ravvicinata al casello possiamo scorgere delle corsie blu, che si vedono molto chiaramente anche nel filmato visto che il bus ci passa sopra: sono le corsie dell'ETC, loro lo chiamano "itishii" ed è il "telepass" Giapponese: se mai vi capitasse di noleggiare un'auto in Giappone, quasi di sicuro avrà un trasmettitore ETC installato, se avete pure la tessera, vi basterà passare nelle corsie riservate per i pedaggi autostradali.

Purtroppo una buona parte del filmato è fuori fuoco, la mia videocamera non ha grandissime prestazioni in condizioni di luce scarsa e oltretutto mi sono dimenticato di bloccare l'autofocus... scusate :P

mercoledì 24 novembre 2010

20 ottobre: Saitama, Narita-aeroporto, Roma-Fiumicino, Cagliari. Arrivederci Giappone.

(Oggi 2 foto...)

Chissà perchè il giorno della partenza mi fa sempre schifo. Chissà perchè.

[
flashback a ieri sera e oltre]

L'ansia non mi ha mai abbandonato da ieri sera, quando preso dalla foga di preparare la valigia, ho passato
troppo poco tempo con Shiho. Avrei dovuto prepararla da qualche giorno prima, la valigia, oppure cominciare ad impostarne la preparazione, ma la mia pigrizia le mille cose da fare mi hanno portato come al solito ad essere quello dell'ultimo minuto.

Devo fare un sacco di cose, fare le foto dal palazzo, le foto all'ascensore, le foto all'androne, le foto ai dintorni, col cavalletto, di notte, fare le riprese dal palazzo, all'ascensore, all'androne, ai dintorni, col cavalletto, di notte, e questa casa che mi sembrava così incredibile quando sono arrivato mi è sembrata sempre più normale quando ci stavo e ora mi sembra di nuovo incredibile, e voglio fare un sacco di foto per ricordarla, ma c'è poca luce e devo usare il cavalletto, non c'è tempo. Sono proprio un pirla...

C'è poi la follia da impacchettamento ma è solo immaginaria, ma abbastanza reale da darmi preoccupazione ed ansia: potrei dimenticare qualcosa, ma poi penso che in realtà non c'è nulla di così fondamentalmente importante che valga la pena di curarsi di non dimenticare...

E' già l'una di notte, forse più tardi, domani mi sveglio alle 6, e Shiho già dorme. Anche stanotte ho fatto tardi, non mi sono addormentato con lei. Ho passato molte ore della maggior parte delle mie notti Giapponesi sveglio, a ridefinire e uploadare foto e a scrivere i diari di viaggio, e quando andavo a letto erano le 3 o le 4, e Shiho già dormiva. Pensavo, domani non lo scrivo il blog, domani non lo scrivo. Non ho mantenuto la promessa ed è già l'ultima notte.

(Foto by Shiho) Quando viaggio in Giappone sono una palla al piede a causa di questo cazzo di blog. Mille foto al giorno, mille filmati al giorno, conservare gli scontrini di tutto, appena si fa il check-in in albergo non si può toccare la stanza perchè Nicola deve fare il filmato e le foto, con poca luce, col cavalletto, e poi c'è il servizio fotografico e il filmato alla hall, agli esterni, poi al ristorante le foto alle pietanze che devono essere religiosamente fotografate prima di essere toccate, e poi le foto ai cessi, conservare le brochure di qualsiasi cosa e poi ogni notte fino alle 3 o alle 4 il post quotidiano.

Ma Shiho mi ha sempre sopportato e supportato stoicamente, anzi alla fine di ogni viaggio tira sempre fuori un mazzo di scontrini che non so come ha conservato al posto mio, per il blog.

Mi affaccio fuori dal palazzo, tra una foto e l'altra...

L'autunno Giapponese diventa sempre più freddo, i treni passano sempre, lunghissime linee di luce in mezzo al placido paesaggio urbano. L'aria è pulita, posso respirare bene. Ecco, di nuovo penso a quanto mi mancherà questo posto, a quanto poco tempo ho passato con Shiho e a quanto lei mi mancherà. La notte prima della partenza diventa la solita sinfonia dell'avrei potuto.

Avrei potuto scattare più foto (ma ne ho scattate 4594 (!!) ma so che quando farò i relativi post mi mancherà sempre uno scorcio...), avrei potuto girare più filmati (ho portato a casa 12 ore di filmati in HDV 1080i, ma è uguale), avrei potuto prendere quel cazzo di Thunder Dolphin a Suidobashi, invece di continuare a guardarlo atterrito come una mammoletta, avrei potuto svegliarmi più presto in alcuni giorni e magari andare a fare la spesa con la mamma di Shiho (ma quando mai mi ricapita di poter fare la spesa con una casalinga Giapponese in Giappone...), avrei potuto incontrare delle persone che invece non ho incontrato, avrei potuto vedere posti che non ho visto...

(Foto by Davide Cassanello) Avrei potuto scattare quella foto idiota che faceva ridere, avrei potuto farmi fotografare da Shiho in quella posa demente, avrei potuto non incazzarmi quella volta, avrei potuto sorridere sempre e godermi minuto per minuto, secondo per secondo ogni istante di questo lunghissimo mese che è volato via, inesorabilmente, visto che poi quando torno qui mi accorgo di essere stato in paradiso e di non essermene reso conto...

Guardo Giappone là fuori e ogni cosa ritorna ad essere "incredibile", la strada, i semafori, le strisce per terra, i lampioni... Come ogni "ultimo giorno" spero con tutte le mie forze che non sia l'ultimo della mia vita.

[
fine del flashback]

Ed è già giorno. Shiho è già in piedi che si fa bella, sono tutti già in piedi. Mi faccio la doccia, mi vesto, chiudo la valigia sicuro di dimenticare qualcosa, ma è solo la solita fissazione. Ed eccomi in strada. Con la mia valigia tengo un'andatura sostenuta perchè dobbiamo prendere il bus per l'aeroporto. Sono abituato a muovermi con "mezzi propri", in Italia, vista la completa inefficienza o meglio
inesistenza dei mezzi pubblici, e il sapere di dover prendere un mezzo pubblico che, sia che io ci sia o che non ci sia parte a quell'ora caschi il mondo, mi dà ansia. Il babbo di Shiho cammina davanti a noi, con la sua solita foga, come volesse sgomberare la strada da ogni ostacolo prima del nostro passaggio. Porta la bici al suo fianco, oggi andrà al lavoro in bicicletta.

[Questa foto risale alla partenza dell'anno scorso, ma tanto è uguale a quella di quest'anno: stesso bus, stesso luogo, stesse persone nelle stesse posizioni e con gli stessi atteggiamenti, c'era solo un pò più di caldo] Arriviamo davanti alla stazione, dove si ferma il Limousine Bus per Narita, e come d'incanto appare il fratello di Shiho, Kimimasa (quel tipo che nella foto qui sopra cammina dietro il padre di Shiho): l'avevamo lasciato a casa in pigiama, ed è già qui alla stazione, non so come fa ma ha questo dono, lui "appare" nei posti, come quando eravamo a Nikko ed è apparso all'improvviso, o quando eravamo a Ueno a mangiare il ramen. Lui è timido, e come l'anno scorso cammina a testa bassa, lontano da tutti, senza avvicinarsi.

[Idem come sopra] Il babbo di Shiho, Takashi, stacca dal suo zaino il nastro cartarinfrangente, quello che usa quando va in bici, me lo regala. Se potesse mi regalerebbe il mondo.

Shiho e la mamma salgono con noi sul bus, Kimimasa ci saluta a modo suo, mentre Takashi comincia a seguire il bus con la bicicletta. continua a salutare, e ci segue per diverse centinaia di metri, aiutato dai semafori. Mi dice di tornare, di tornare, pedala a più non posso per stare dietro il bus e saluta, dice di tornare.

Ti voglio bene, papà-san.

Stesso tragitto dell'anno scorso. Arriviamo alla stazione di Soka, per caricare altri viaggiatori. Ci sono sempre gli studenti in divisa che vanno a scuola, uomini e donne in abito che vanno al lavoro, le casalinghe affacciate al balcone che sbattono i futon. Quanto amo questo mondo, quanto mi fa male lasciarlo.

E all'aeroporto, sempre la solita storia. Odio il settore partenze del terminal 1 dell'aeroporto di Narita: superati i controlli di sicurezza si scende al piano inferiore, e chi ti ha accompagnato ti guarda scendere quelle scale mobili da dietro un vetro. Io le chiamo "
le scale mobili del pianto": da un lato ti aiutano perchè su una scala mobile materialmente non ti puoi soffermare all'infinito a salutare i tuoi cari, ma da un lato sono atroci perchè sono come una ghigliottina che inesorabile ti separa dal mondo che stai lasciando.

Quando nessuno di mia conoscenza mi vede più,
posso finalmente piangere.

E anche quest'anno arrivo all'immigrazione in lacrime. Dannato aeroporto...

Ah, ecco le uniche due foto che ho scattato oggi...

Il solito Boeing 777 Alitalia che mi riporterà a casa. "Ostuni", ma come cazzo si fa a chiamare un aereo "Ostuni"??

No scusate Ostuniesi, Ostuni è bellissima ma io sono incazzato, sto partendo.

Arrivederci Giappone, grazie ancora di tutto.

martedì 23 novembre 2010

19 ottobre: Aoyama, Omotesandō, Harajuku, Akasaka, Ginza, Saitama

(Oggi 69 foto...)

(Foto by Davide Cassanello) Ultimo giorno, depressione totale, vago per la città come uno zombie, pensando che "anche questa volta" sta per finire. Uno dei tanti corridoi della metro, dopo un mese mi sembrano così normali. E' strano come il tempo possa eliminare l'aggettivo "incredibile" anche dal Giappone. A volte penso che se ci vivessi, in Giappone, forse non riuscirei a fare un blog così malato come questo, perchè a lungo andare tutto mi sembrerebbe così "normale". Ma sto tornando, quindi, preparatevi alle solite menate di mappine, linee ferroviarie, modelli di treno e "cose incredibili".

(Foto by Davide Cassanello) Usciamo a "riveder le stelle" ad Aoyama: una giornata uggiosa d'autunno, il solito traffico e i soliti salaryman e OL (Office Ladies) che vanno in giro in pausa pranzo coi loro badge bene in vista. Oggi non abbiamo una meta precisa, ad essere sinceri...

(Foto by Davide Cassanello) Anche qui, come in qualsiasi altro posto in Giappone è cool dare nomi Italiani a negozi ed attività, questa è l'insegna di un parrucchiere (anche maschile...per questo è molto weird...)

(Foto by Davide Cassanello) Un mucchio di immondezza in mezzo alla strada? A Tokyo?? Ebbene si, poco prima del passaggio dell'eco-compattatore (TG1 docet) arriva un tipo che mette l'immondezza raccolta a mucchi nel marciapiede dalla sera prima in mezzo alla strada per consentire una raccolta più rapida...

(Foto by Davide Cassanello) Pranzo al ristorante tipico di Okinawa, dove abbiamo mangiato la soba tipica di Okinawa (questa ha la carne grassa di maiale)...

...e questa ha la carne grassissima di maiale...fantastici i surimi con la faccia di Shiisa, il leone portafortuna di Okinawa!

(Foto by Davide Cassanello) Dopo il pranzo abbiamo percorso pochi metri per raggiungere Omotesando: ecco una delle Giapponesi più fighe che abbia mai visto!! :D

(Foto by Davide Cassanello) Non mancano, e qui sono una costante, le macchine di lusso, come questa bellissima Nissan R-34...

Eravamo diretti al famosissimo Kiddy-Land di Omotesando, ma abbiamo scoperto che è stato spostato temporanetamente a Cat Street, una viuzzola nello splendido quartierino che si estende a sud del viale...

Qui è pieno di negozietti fantastici...

E c'è anche la sede temporanea di Kiddy-Land dove abbiamo comprato l'impossibile!!

Qui anche la scritta "stop" per terra ha un look ricercato, mitico...

Adoro il clima pacifico di questo quartierino, soprattutto se penso che a pochi metri c'è il teen-carnaio di Harajuku...

(Foto by Davide Cassanello) Una puntatina a Ginza al calar del sole, dove sotto l'orologio ci attendeva la mia sorellona Kazu-Zen, per l'ennesimo arrivederci. Grazie sorellona per gli splendidi momenti passati assieme, e soprattutto per avermi sopportato al museo della metro!! Ti voglio bene!!

Cena a Saitama in questo ristorante incredibile con la famiglia di Shiho...

Cibi incredibili, come questa gustosissima insalata che ha un tocco veramente di classe: l'uovo in camicia al centro...

Il solito immancabile Sashimi per me e Davide...

Carne tagliata in maniera incredibile...

E via a casa per preparare le valigie. Non ho resistito a non fotografare i paesaggi che per un mese mi hanno accompagnato, come il panorama dal palazzo dove vive Shiho...

Da qui, ogni sera rientrando a casa potevo vedere estendersi a perdita d'occhio sotto di me l'immensa prateria urbana della periferia nord di Tokyo...

Mi mancheranno gli Yakuza che il sabato sera (solo il sabato sera) facevano le sgommate proprio qui sotto, mi mancherà essere svegliato dal professore di educazione fisica della scuola qui sotto che urlava gli ordini col megafono agli alunni schiavizzati a quaranta gradi all'ombra, mi mancheranno i treni che, lunghissimi, attraversavano il paesaggio notturno illuminati come delle essenze geometriche. Mi mancherà la serenità di essere in un posto che adoro, circondato da gente che mi adora e che mi dimostra affetto a tonnellate. Il problema è che me ne accorgo sempre e solo quando torno qui a casa.

Abbiamo preso dei dolci alla pasticceria dell'ANA Intercontinental, ad Akasaka, Minato-ku. Al babbo di Shiho piacciono i dolci, e se li è proprio meritati: ogni giorno tornando a casa passava al supermercato per comprare una bottiglia di CC Lemon, per me, e sono andato via con la valigia piena dei suoi regali...

Ed ecco il dolce che ho scelto io, un'altra costante di questo viaggio: la cheese cake. Grazie di tutto. Domani si parte. Buonanotte.