domenica 20 marzo 2011

Apriamo gli occhi, prima parte. "L'ha detto il televisore": la catastrofe vista dalla stampa

Lo diceva mia nonna buon'anima annunciando catastrofi, inondazioni, tragedie dopo aver visto la nuvoletta nera sopra la Sardegna nelle previsioni del tempo. Poi sbirciava fuori dalla finestra e guardava il cielo limpido, e corrugando la fronte con fare da esperta e col ghigno di chi è a conoscenza cose incredibili che gli altri ancora non sanno diceva: "mmmh, si avvicina un temporale". A chi le rispondeva: "ma no guarda il cielo, non c'è una nuvola", lei controbatteva in tono solenne: "L'ha detto il televisore".

Ebbene si, noi Italiani, un popolo di babbei tele-lobotomizzati e informaticamente-arretrati, dipendiamo in larga parte dalla TV per l'informazione, e in minor parte dai quotidiani, perchè si sa leggere è lungo, difficile, noioso (e a volte è proprio meglio astenersi anche dalla lettura di questi ultimi), e tutto quello che esce dallo schermo diventa verità, necessità.

Questo implica il fatto che in Italia sia
possibile effettuare delle operazioni televisive o editoriali che riescano a deviare con un certo successo il modo di pensare dei telespettatori e dei lettori sottoposti ad esse. Bisogna anche dire che essendo quella occidentale una società affamata di tragedie e catastrofi, di lacrime e sangue, più la notizia è drammatica più è bramosamente seguita: chiedere "sente la mancanza di suo figlio?" a chi ha appena perso un figlio, sono cose a cui siamo abituati ma per questo non meno abominevoli. E' necessario poi precisare che noi Italiani ci immedesimiamo a tal punto negli avvenimenti da diventarne esperti: ai mondiali siamo tutti allenatori, ai processi siamo tutti giudici, nei casi di omicidio intricati siamo tutti esperti investigatori, all'Aquila eravamo tutti terremotati e soccorritori...

Ora: c'è stata una grave catastrofe, il più forte terremoto della storia del Giappone, tanto grave che non se ne vedevano di così gravi almeno dallo tsunami del 2004 nell'Oceano Indiano. Sangue, morti, disperazione e lacrime, copertura massiccia dei media sull'evento, prime pagine ed edizioni straordinarie. Prima appena sentivo "Giappone" alla TV saltavo sulla sedia, ora ne sono quasi nauseato. Tutto giornalisticamente prevedibile fino a che non si scopre che la centrale nucleare di Fukushima è in difficoltà.

Copertura isterica su Fukushima, i telegiornali, i giornali, le testate online mostrano le riprese fatte coi teleobbiettivi sul complesso, e parlare di disastro sembra il minimo, diamine bisogna fare audience e bisogna vendere un po' di morte stampata al giorno! Passano i giorni e le notizie di incendi ed esplosioni ai reattori si accavallano e la situazione sfugge un po' di mano per i seguenti motivi:

Stampa internazionale e online - La maggior parte dei giornali stranieri continua con la linea catastrofista e sensazionalista per sfamare un'audience drogata di morte. Qui c'è il "muro della vergogna" della stampa internazionale: gli articoli più tendenziosi e falsi apparsi qua e là commentati e linkati (in inglese). Facinorosi e perdigiorno mettono in giro notizie false e tendenziose, catene di Sant'Antonio: Facebook, voce libera e fuori da dinamiche politiche o economiche ma anche covo di milioni di idioti è il baluardo di questa corrente anomala, e come benzina che prende fuoco si scatenano i link tendenziosi, le informazioni errate. La stampa incapace di stare al passo copia e attinge convulsamente dalle fonti non controllate facendo vero e proprio terrorismo mediatico.

Stampa Italiana di sinistra - In Italia, il movimento ecologista rappresentato perlopiù dai giornali schierati a sinistra e dalla relativa parte politica trova (non gli sarà sembrato vero) sulla pelle dei Giapponesi morti annegati, sul coraggio degli eroici operai della TEPCO e sulle paure dei turisti e degli Italiani residenti in Giappone l'occasione di dare una fortissima spallata alla politica nucleare nell'agenda del governo attualmente in carica: l'assoluta nullità del potere politico dell'attuale opposizione trova così un facile pretesto per contrastare la follia atomica dei "Berluschini" e picchia duro dalle colonne delle maggiori testate giornalistiche e dagli schermi televisivi. E' un attacco senza esclusione di colpi e di esagerazioni.

Stampa Italiana di destra - I giornali e telegiornali schierati a destra, dopo aver somministrato anche loro la solita dose di sangue e lacrime, hanno una battuta d'arresto e si accorgono del misfatto: hanno anche loro contribuito a distruggere in pochi giorni il lavoro che il Capo ha alacremente portato avanti per anni, cioè inculcare di nuovo l'idea del nucleare nella testa degli Italiani. Spuntano allora i nuclearisti convinti che si affrettano in maniera ridicola a dichiarare di poco conto il problema Giapponese, "Libero" e "Il Giornale" hanno un momento di lucidità e parlano di complotto antinucleare, solo quei dementi di "Studio Aperto" continuano a picchiare schifosamente duro mettendo in onda servizi di questo genere...

In sottofondo, tutto è permeato di una
scarsa o nulla conoscenza del paese di cui si parla, delle sue usanze, ma approfondiremo questo tema nei prossimi post.

Conosco bene la stampa, lavoro in un aeroporto e sono in grado di valutare le notizie che lo riguardano rispetto ai fatti realmente accaduti: la maggior parte delle volte, ad esempio, in cui leggo un articolo che riguarda il mio luogo di lavoro, noto (quando quest'articolo non è una ripicca politica di questo o dell'altro signorotto da parte di un giornalista connivente)
una scarsissima conoscenza da parte di chi scrive dell'argomento in tema, e una deriva sempre catastrofista nel testo in questione (esempio: titolo "Sfiorata tragedia sulla pista di decollo"; realtà: due aerei hanno raggiunto un incrocio comune in una via di rullaggio, e uno ha dato la precedenza all'altro. Non c'è stata alcuna sfiorata tragedia, solo un inconveniente, e non era la pista di decollo ma la via di rullaggio).

Tutto questo si trasforma in "Psicosi". Io sono assolutamente schierato contro il nucleare ma questa campagna mi ha danneggiato: avere i miei cari e i miei amici lì in Giappone ha significato un forte stress emotivo, prolungato per giorni e giorni e accentuato dalle continue chiamate di parenti ed amici che giustamente chiedono notizie, dalle continue domande da parte dei colleghi, degli amici e dei conoscenti che incontro per strada alle quali alla fine ho imparato a dare sempre la stessa meccanica riposta.

E' ora di dire le cose come stanno. Dal prossimo post (già pronto e come al solito chilometrico) analizzerò i fatti più celebri di questa situazione uno per uno, smentendo le notizie tendenziose e riportando i fatti secondo la reale descrizione e testimonianza di chi li ha vissuti sulla propria pelle.

(continua...)

18 commenti:

Kazu ha detto...

Il terrorismo mediatico è qualcosa di micidiale, ma possiamo sconfiggerlo con il buon senso e, ovviamente, spegnendo la TV. Attendo con ansia i prossimi post!

nicolacassa ha detto...

>Cla> Grazie per esserci :) questa è la nostra crociata ne? <3

fr@ncy ha detto...

ci sono anch'io!!!! nel mio piccolo sono con voi!!!

Anonimo ha detto...

Per quanto possibile sono con te, mia moglie e mia figlia a Giugno andranno, piu' se ne sa obiettivamente, meglio e'.

arisio

Anonimo ha detto...

Vai Nicola,grande come smpre. Grazie per il "muro della vergogna" lo farò girare per mail, blog e quant'altro. Che tristezza tutto ciò.
Alberto

Weltall ha detto...

Bravo Nick! Ti sostengo e ti diffondo ^^

Anna lafatina ha detto...

Con la precisione in cui sempre tratti ogni argomento dei tuoi post non vedo l'ora di leggere i prossimi!!
Grande!

Manu Hikaru ha detto...

"Prima appena sentivo "Giappone" alla TV saltavo sulla sedia, ora ne sono quasi nauseato": IDEM.
Finalmente qualcosa di chiaro. Mi sono smarrita, attendo con ansia il seguito...

Faust VIII ha detto...

Hai ragione: molti commentatori sembra si siano appena accorti che esiste un Paese che si chiama Giappone e si sono autoproclamati all'istante grandi esperti, quando in realtà scrivono castronerie allucinanti (ad esempio dire che le mascherine che portano i giapponesi sono per paura della contaminazione) o sensazionalistiche (tutti i titoli tipo "apocalisse", "fallout" e cose così).

Ti seguirò senz'altro nei prossimi giorni.

Fabia ha detto...

Medesimo stato d'animo: sono nauseata da tutto ciò che sento raccontare del Giappone e su tutto il resto in generale. Guardo poco la TV: solo i notiziari (ma chi me lo fa fare!) e ogni volta sono sempre più delusa dalla stampa e dai media di questo paese ... non si smentiscono mai e ne ho le b***e piene di rotocalchi condotti dalla soubrette del momento che si improvvisa tuttologa ed esperta sull'argomento in questione.
... Nicola hai ragione; è triste doverlo ammettere, ma per la stragrande maggioranza delle persone, assumere per vere le notizie propinateci dalla TV è estremamente più semplice del cercare fonti alternative e documentarsi a fondo su un'argomento ... che amarezza ...

nicolacassa ha detto...

>Francy> Grazie!! Sali a bordo! :)

>Arisio> Sali a bordo anche tu allora! :)

>Alberto> Prego! Grazie per esserci come al solito!

>Cuggino> Grazie cugino sei il migliore!

>Anna> Grande Anna, ma quando usciamo assieme?? Hai già provato il ristorante cino-giapponese nuovo in via Sonnino?

>Manu> Arriva subito! Lo torverai domani mattina appena sveglia!

>Faust VIII> Ho letto delle cose abominevoli, penso che farò un post apposito!

>Fabia> Si, che amarezza. Ma noi possiamo fare la differenza! :)

Daniele emme ha detto...

Ho capito e concordo su quasi tutto. Non ho ben compreso, però, qual'è la critica al servizio di Studio Aperto, lo fa sembrare scandaloso ma dice più o meno le solite cose. Questo mi fa apparire le sue valutazioni sotto una diversa luce e cioè che a lei dia fastidio sia il catastrofismo che l'ottimismo per il solo fatto che nessuno abbia consultato preventivamente Lei, per via della sua profonda ed unica conoscenza delle cose.

Luca da Osaka ha detto...

Daniele Emme ci credi ancora ai giornali?
Bene sta sera sono appena rientrato a tokyo e ho guidato dall` aeroporto a casa.
Secondo leggendo questa notizia:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/20/news/tokyo_capitale_in_agonia-13852633/?ref=HRER3-1

Quante di queste cose ho trovato nella realta?

davide ha detto...

Daniele Emme dev'essere un "giornalista" di Studio Aperto.

Kazu ha detto...

Daniele emme:
sai qual è il problema di quel servizio, fondamentalmente? Che nonostante "dica più o meno le solite cose" a te non fa venire il vomito. Anzi, cerchi di giustificare la tua totale assuefazione alla merda mediatica dando del saccente a chi cerca di toglierti il prosciutto ammuffito dagli occhi.
Siete davvero messi male.

nicolacassa ha detto...

>Daniele> Le do del lei anch'io :) Ma ha visto quel servizio fino alla fine? Se quel servizio parlasse di una storia vera, sarebbe far spettacolo strappalacrime della sofferenza di dei poveri orfani, con parole pietose e una triste musica di sottofondo: E' un modo schifoso e strumentale di fare giornalismo quello di cercare la sofferenza e di sfruttarla a fini televisivi. Ci si inventa una storia, si trovano delle immagini di repertorio di bambini Giapponesi che piangono, ci si scrive un testo commovente e si mette un sottofondo strappalacrime...e s'intermezza lo stesso servizio a tette, culi e cazzate, in consueto stile "Studio Aperto". Ma dove siamo arrivati?

Non pretendo di impersonare la verità, ma per fortuna sono ancora in grado si provare ribrezzo davanti a certe violenze mediatiche.

Anonimo ha detto...

Concordo nel fatto che si sfrutti in maniera irrispettosa e anche disgustosa, la situazione per "fare notizia". Purtroppo è il loro modo di fare lavoro. Ma questo modo tendenzioso ahimè lo fanno tutti. Lo fa la TV, lo fa la stampa, anche quella "colta" di chi, intellettuale, spegne la TV e legge però solo i giornali che gli fa comodo, lo fanno i media e persino i singoli nel riportare notizie con un enfasi ad hoc per far emergere ciò che lo stesso singolo vuol fare emergere... lo hai fatto anche tu, Nicola, nel mettere in grassetto alcune frasi rispetto ad altre. Ad esempio dai tuoi post emerge una chiara tendenza politica, che va al di là della descrizione dello stato in Giappone... Lo fanno in Italia come USA e magari lo fanno i media in Giappone non rivelando alcune cose rispetto ad altre!!
Pensa: ieri chattando con un collega egiziano, a cui chiedevo come andasse la situazione, mi ha detto "bene si torna alla normalità, ma da voi in Italia? Ho letto che c'è stata una rivoluzione?" (beh si..più qualcuno vorrebbe, ma in realtà non è così). Comunque, l'augurio che ci facciamo è che NESSUNO strumentalizzi e usi a proprio vantaggio le sofferenze altrui.

nicolacassa ha detto...

>Anonimo> Vuoi commentare su nicolaingiappone ma non sei iscritto nè vuoi saperne di iscriverti a Blogger? Nella sezione "Scegli un'identità" qui sotto seleziona "Nome/URL", poi scrivi il tuo nome o il tuo nickname nel campo "Nome" e il tuo indirizzo mail, o l'indirizzo del tuo sito, o anche niente nel campo "URL" (^O^)/ Almeno saprò chi sei e con chi sto parlando!

Io non sono un giornalista e posso permettermi di avere delle idee e di esprimerle: un giornalista invece dovrebbe raccontare i fatti "così come sono" senza filtri di qualsiasi genere, le opinioni al massimo le possiamo lasciare agli editorialisti, ma che non abbiano appartenenza politica e che non contengano slogan politici, ma che si limitino a parlare del fatto in sè! Non sei d'accordo con me su questo punto? E poi dimmi, a quale appartenenza politica serei così chiaramente appartenente? Sono curioso di sapere che idea do di me a chi non mi conosce :)

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