martedì 15 marzo 2011

Il terremoto online.

Mi sono appena seduto sul sedile di un MD-80 della Meridiana diretto a Torino. Sono con mia madre, per il suo compleanno le ho regalato questo viaggetto per andare a trovare gli zii. Il cellulare di mia madre squilla, penso: "ma proprio ora deve squillare, ci buttano fuori dall'aereo seduta-stante...", era mia madrina Pina, preoccupata per un terremoto avvenuto in Giappone.

Ho gonfiato il petto e con orgoglio ho detto: "sarà il solito terremoto, loro ci sono abituati". Ma ho pensato: mia madrina Pina non è scema, e se ha chiamato qualcosa dev'essere pure avvenuto...

L'aereo è decollato, ho sentito l'ansia crescere dentro di me. Atterrati a Torino, l'aria era ferma, calda, appiccicosa. L'iPhone ci mette troppo ad accendersi, mi connetto al sito di Repubblica: il terremoto più forte della storia del Giappone, tsunami devastante, rischio nucleare. Cerco il numero di Shiho. E' un numerone che inizia con "0081..", non lo faccio mai perchè succhia decine di euro per qualche minuto di conversazione, ma devo sapere come sta Shiho.

Mi tornano alla mente le immagini del film
僕の彼女はサイボーグ(Boku no Kanojo wa Saibōgu - La mia ragazza è un Cyborg), del 2008 di Kwak Jae-Yong, dove avviene un mega terremoto che spazza via Tokyo. In effetti questo è un mega terremoto...

Comincio a sentire mio fratello e mia madre che mi chiedono conto di novità, notizie, informazioni. L'auto sfreccia nella tangenziale di Torino, la linea va e viene e ogni volta che compongo il numero, cade la linea, "comunicazione interrotta" o si sente il tono di occupato. Continuano a chiedere e a chiedere, ma io non posso fare nulla, cazzo il telefono non prende, mi fate venire ancora più ansia, LASCIATEMI IN PACE!!

Aspetto solo di arrivare a casa ed avere un computer a portata di mano.

Appena ce l'ho, comincio ad essere bombardato da immagini, video, quasi anche la terra che calpesto tremasse e la camera dove mi trovo venisse inondata da quella lurida acqua nera. E il telefono di Shiho tace. Passano le ore, e sto ancora davanti a quel monitor, bombardato da notizie, scoop, filmati, foto, ultim'ore.

Poi, finalmente è libero, la voce di Shiho, mi dice tranquillamente in perfetto Italiano: "questo non è normale, noi abbiamo tanti terremoti, ma questo...non è normale". Faccio di tutto per trattenere le lacrime, io sono quello che dovrebbe incoraggiare e invece è lei che mi dice che è tutto ok. Non può tornare a casa perchè non ci sono treni.

Chiudo il telefono, ma non riesco a fare a meno di continuare a leggere le notizie che rimbalzano alla velocità della luce tra i vari siti: è la prima catastrofe che seguo online e ho sperimentato che ormai l'informazione fa davvero schifo: le notizie riportate dai vari siti anche autorevoli sono solo frutto di copia-incolla, e come il passaparola si modificano nei vari passaggi arrivando alla fine ad essere notizie incredibili. Fughe radioattive, o forse no; migliaia di morti, forse no ma anche si. E poi Facebook. Cominciano a lievitare i link riportati dagli amici, quando ce ne sono tanti nella lista contatti la homepage diventa demente e nevrotica: assieme ai link dei bimbi-minchia ci sono le notizie incredibili, i dementi a cui non importa che il Giappone venga distrutto accompagnati dai dementi che non hanno dimenticato Pearl Harbor, poi la cattolica integralista che dice che i Giapponesi sono stati spazzati via perchè sono atei. E arrivano quelli che chiedono soldi per gli aiuti, le dichiarazioni politiche, Bruno Vespa coi suoi plastici. E' una babele. E i miei cari sono lì e spietatamente si fa notizia della loro paura, della loro sofferenza.

Tokyo ha retto bene, meglio di come hanno fatto i miei nervi. La terra ha tremato così tanto che era impossibile stare in piedi ma tutto è ancora lì. Tutti i miei cari sono sani e salvi e non hanno smesso di lavorare un solo giorno, nonostante tutto. La costa sul Pacifico del Tohoku è distrutta, piango in silenzio i morti e prego per i sopravvissuti. Ma il Giappone è pieno di Giapponesi, e se sono tutti volenterosi e testardi come quelli che conosco, beh risorgerà tutto come i fiori in un campo di lava asciutta, e tornerà presto la primavera.

I Giapponesi, al contrario di come ci suggerisce il nostro senso comune e gli pseudo-giornalisti catastrofisti, se la cavano già alla stra-grande: tutto funziona di nuovo, si lavora di nuovo, si vive di nuovo. Mentre noi ci addoloriamo per le presunte radiazioni, mentre gli esibizionisti nippofili elargiscono generosamente la loro sapienza aumentando la propria visibilità mediatica sulla pelle dei morti affogati, mentre raccogliamo fondi a favore di chissàchi e che andranno chissàdove, mentre rimbalziamo ancora e ancora immagini, link, video di quell'onda nera che travolge tutto, delle case che si sfaldano...loro, i Giapponesi tutti pur feriti stanno già di nuovo correndo, e pur feriti ci superano in velocità senza guardarsi indietro come hanno sempre fatto e sempre faranno.

Sarebbe il caso che facessimo tutti silenzio, ora. Un fiore non cresce più in fretta se gli si urla addosso.

24 commenti:

Kazu ha detto...

Grazie Nic, mi hai infuso ancora più forza e coraggio per andare avanti. L'impatto psicologico è stato devastante, ma noi abbiamo ancora tutto e possiamo, dobbiamo riprendere la vita normalmente.
A poche centinaia di chilometri da qui c'è chi ha perso tutto ed è sotto shock. Prima di tutto aiutiamo loro, con contributi concreti e continuando ad andare al lavoro.

Ti abbraccio!!!

Eremita ha detto...

Quando ho letto del terremoto e della sua portata, ho subito pensato a tutte quelle persone di cui leggo i blog, tra cui questo questo.

Non per farmi i fatti vostri, ma vi ho pensato anche se non vi ho mai conosciuto dal vero.

Vi ho letto dalla prima all'ultima pagina e qualcosa mi è rimasto.

Sono sollevato che Shiho stia bene.

Online è una confusione allucinante, numeri che girano, persone che parlano di cose che fino al giorno prima non sapevano esistere.

Io sono convinto che i giapponesi avranno come sempre molta dignità e spirito di sacrificio e metteranno tutto a posto come prima.

Sono riusciti a ricostruire dopo due esplosioni atomiche.
Sono forti.

Fabrizio Guerrini ha detto...

Grande Nicola, soprattutto nelle ultime righe !! Il popolo giapponese dovrebbe essere, anche e soprattutto in questi momenti , un ESEMPIO per noi italiani, che abbiamo perso da tempo certi valori.
Persone che all'indomani di una catastrofe si sono gia' rimessi in moto, o, quelli piu' sfortunati, che piangono il loro dolore ma in modo composto, con una dignita' umana esemplare.
Il sole risorgera' di nuovo in Giappone, non puo' essere altrimenti, un paese cosi, un popolo cosi, non puo' non rialzarsi anche da un disastro simile. Ganbatte Nihon !!

Virginia ha detto...

Quando sono arrivate le prime notizie, anch'io ho pensato che sarebbe stato tutto a posto per via delle reazioni ordinate degli abitanti di Tokyo. Nei giorni successivi lo sgomento è aumentato esponenzialmente ora dopo ora, e quando ho letto della difficoltà a metterti in contatto con Shiho mi sono preoccupata.

Anch'io trovo incredibilmente ammirevole il modo in cui tutti abbiano tentato di tornare alla normalità il prima possibile: quando la vita minaccia di diventare anormale, trovo che la mossa più saggia sia proprio cercare di portare avanti le proprie vite per non rischiare di cadere in uno stato di stupore e sbigottimento che impedisce di agire. E' anche per questo che amo i giapponesi e il Giappone. Ganbatte Nihon!

Manu Hikaru ha detto...

Hai espresso molto chiaramente quello che sta provando chi era interessato al bene del Giappone e dei giapponesi anche prima che diventasse una notizia da prima pagina...l'unica cosa che copre il dolore, la rabbia, la tristezza e la frustrazione è la fiducia nel popolo giapponese e la speranza che la natura dia Loro un pò di tregua.
Ammetto di aver condiviso anch'io qualche link, soprattutto ricevuti da mie amiche giapponesi, ma a volte, quando la paura per la sorte di ciò che ami ti prende allo stomaco e al cuore, hai bisogno di sapere e sapere e sapere ancora. E di condividere, dato che non posso fare altro.

fr@ncy ha detto...

Certo che pure tu però a sprecare energie preziose per incazzarti con Bruno Vespa! Non ne vale la pena. Tanto lui è lì e prima o poi gli tornerà tutto indietro. A lui e a tutti gli altri speculatori di dolore altrui.Tornando a "noi": quello che mi sorprende è come nessuno e dico NESSUNO di tutti gli esperti-giornalisti-professoroni, seri o pagliacci che siano, abbia parlato della PORTATA PSICOLOGICA di quello che è accaduto. Come si fa a non parlarne? Come si fa a mostrare solo immagini, filmati, e non parlare di quello che c'è dentro tutto questo? Qui non si tratta solo di morti, di terremoto, di tsunami e di radioattività: qui si parla di mondi spaccati nel profondo. Si parla di vita spazzate via con altre vite ma che continuano e devono continuare ad andare avanti. Ma come? Da madre mi chiedo che adulti diventeranno questi bimbi e adolescenti che hanno vissuto e vivono tutto questo? chi si interessa di loro e chi prenderà cura di loro nel profondo?

Un abbraccione

Francy fu MalatoImmaginario

Anonimo ha detto...

Ciao nicola,
sono vicino a te a Shiho, al resto dei blogger e a tutti i giapponesi.
Lo dico col cuore, veramente, è da venerdì che seguo le notizie(dannati media italici e rimbalzoni di news inutili...fortuna ci sono anche fonti serie) e sono troppo, troppo addolorato.Esprimo il mio cordoglio a tutto il giappone e al suo meraviglioso popolo, di cui sono innamorato.Vorrei essere là, a scavare, ad aiutare, perchè il Giappone rappresenta tantissimo per me, buona parte della mia persona lo devo a loro.
Ammiro l'estrema dignità con cui affrontano la tragedia, stanno dimostrando di essere persone vere, forti, unite.Che tutto ciò sia d'esempio a tutto il mondo.E che tutti smettano di blaterare e aiutino concretamente.
Forza Nicola!
Ganatte Nihon!
Maruko

Valerio ha detto...

Vero, i giapponesi sono determinati, sanno reagire. Sono anche orgogliosi, fieri. Ma se penso alla mia ragazza che sta li', se penso all'esplosione della centrale nucleare, alla leucemia, alla possibilita' che un ipotetico nostro figlio potrebbe avere problemi legati a tutto cio' vorrei tanto che i giapponesi fossero dei pusillanime, vorrei che lei e la sua famiglia venissero presto in Italia senza preoccuparsi di quanto la cosa sia disonorevole.
E intanto non riesco a smettere di piangere.

Anonimo ha detto...

Ciao Nicola, sono Marco, io come te ho la compagna giapponese, Keiko, doveva arrivare qua a milano sabato 12 marzo...., è arrivata domenica 13 con il primo volo da Narita, ora è qua con me per fortuna, io sono molto preoccupato per la sua famiglia, lei invece cerca di tranquillizzare me, con quella calma che solo loro hanno, non so come fanno, abbiamo solo da imparare da questo Grande popolo che adoro e rispetto.
Keiko dovrà ripartire domenica prossima per Sapporo, se tutto andra bene.
Che tutto il bene del mondo sia con te, Caro Nihon.

nicolacassa ha detto...

>Cla> Grazie a te per avermi fatto stare meglio. Ti voglio bene <3

>Eremita> Grazie per il pensiero. Ora preghiamo che il nostro Giappone possa risollevarsi e diventare ancora più bello ricostruito con la cura e l'amore dei suoi gentili abitanti.

>Fabrizio> Si rialzerà eccome. がんばれ日本!!

>Virginia> Amo il loro pragmatismo gentile e la loro forza d'animo. Sono potenti ed inarrestabili come dei carri armati quandi si mettono in testa una cosa, e ora hanno in testa solo di lavorare e lavorare per far risorgere il loro Giappone. E noi siamo con loro.

>Manu Hikaru> Condividere va bene, ma non fare terrorismo psicologico come va tanto di moda nel giornalismo occidentale e soprattutto in quello Italiano. Purtroppo c'è gente che si sta facendo d'oro con questa catastrofe, a volte truffando i benintenzionati desiderosi di aiutare il Giappone. Noi non possiamo fare nulla per aiutare quel popolo in ginocchio, ma possiamo contrastare questi malfattori. Questo è il mio piccolo contributo alla causa.

>Francy> Sapessi qual'è il loro stato d'animo: Shiho è psicologicamente distrutta, è difficile per lei anche solo parlarne, di questa tragedia. Noi li stiamo violentando col nostro rumore e sono completamente indifesi dalla nostra aggressività a loro sconosciuta. Meno male che usano poco Facebook e affini, non leggono i giornali catastrofisti Italiani (apocalissi e affini) e pensano alla realtà.

>Maruko> Ben detto! Grande Maruko! Sai quanto vorrei essere lì anche io, ma davvero non hanno bisogno di nulla. Bastano loro stessi per riuscirci ed uscire dall'incubo. Spero che alla "Task Force" di imbecilli Italiani arrivati per valutare la situazione venga un bell'attacco di diarrea e possano solo valutare l'efficienza dei washlet elettronici Giapponesi :D

>Valerio> Capisco, anche io mi sono fatto certi pianti. Ma questa nostra debolezza non li può aiutare, siamo noi che dobbiamo essere forti e far vedere loro che ci siamo e che va tutto bene e che andrà tutto bene! Shiho mi ha consolato venerdì scorso dall'ufficio, la terra ballava ancora e lei era bloccata senza poter tornare a casa, eppure era lei a consolarmi dall'inferno. La mia cara Claudia mi ha consolato, dalla sua casa a Tokyo mentre riempiva la vasca da bagno per fare scorta di acqua dopo aver ricevuto la mail dall'ambasciata che la sollecitava a lasciare il paese. E che siamo? Siamo uomini o caporali? Sù la testa, schiena dritta, supportiamo le persone che amiamo, diamogli la nostra forza e la nostra energia positiva!

>Marco> Acchiappa la tua ragazza e stringila forte, falle sentire che ci sei, dalle la forza che le serve per affrontare l'incubo. E' il nostro momento, è l'ora di fare la nostra parte!

Valerio ha detto...

Mah, sul supportare le persone a cui vogliamo bene sono d'accordo. Quello che non capisco è a cosa serva farsi una doccia di radiazioni quando si può partire e risparmiarsela.
Oltre a questo confrontando le notizie della NHK giapponese in giapponese (che seguo praticamente senza interruzione da 3 giorni) e le notizie della stampa internazionale noto una discrepanza che non mi convince affatto.
Non so se ti è capitato di vedere l'intervista ai tipi della centrale, era una continua giostra di non sappiamo, forse, chissà... Tanto che pure i giornalisti giapponesi hanno perso la pazienza.
In questa situazione di incertezza e di pericolo credo che il migliore modo per evitare inutili ulteriori vittime sia andare più lontano possibile portandosi dietro più persone possibile.

Elisabetta ha detto...

Ancora grazie, Nicola...

Marco M ha detto...

Non ci conosciamo direttamente, ma ti ringrazio per questo post. Sono contento che Shiho e le altre persone vicine a te stiano bene.
Condivido in pieno la valutazione sull’informazione e sul copia-incolla in Italia. Forse proprio per questo motivo, specialmente in questi giorni, i blog come il tuo e quello di Kazu rendono possibile una percezione più vicina alla realtà della vita delle persone.
Quello che è successo mette alla prova la nostra stessa capacità di immaginazione o di immedesimazione. Certamente i giapponesi supereranno anche queste prove. Il problema del futuro non esiste, e il presente è così denso di avvenimenti che occupa tutti i pensieri. Nei momenti difficili sembra che l’uomo sia costretto a tirar fuori il meglio di se. E questo avverrebbe anche in Italia. Ma i giapponesi non perdono tempo a protestare contro qualcuno. Lavorano per ciò che serve e basta.
Grazie ancora e buone cose.

Marco

Manu Hikaru ha detto...

Hai ragione Nicola, me ne sto rendendo conto sempre di più...che cosa triste oltre che disgustosa. Meno male che ci sono i blog per avere notizie un pò più veritiere...farò più attenzione. Forza e coraggio Giappone!

DarkAryn ha detto...

Grazie per aver condiviso queste splendide riflessioni. Spero che questo incubo possa aver presto fine e che la luce torni presto a splendere sul Giappone.

Marco M ha detto...

Non ci conosciamo direttamente, ma ti ringrazio per questo post. Sono contento che Shiho e le altre persone vicine a te stiano bene.
Condivido in pieno la valutazione sull’informazione e sul copia-incolla in Italia. Forse proprio per questo motivo, specialmente in questi giorni, i blog come il tuo rendono possibile una percezione più vicina alla realtà della vita delle persone.

Faust VIII ha detto...

Sono sollevato anch'io, sapendo che Shiho sta bene. Per quanto io non possa lontanamente comprendere la sofferenza di coloro che hanno perso i loro cari a Sendai e nelle altre zone colpite dal sisma e dallo tsunami, soffro con loro e con tutto il Giappone anche per questa spada di damocle nucleare che è la centrale di Fukushima.

I giapponesi, come hai detto tu, ci hanno dimostrato una grande forza. Quel popolo strambo e stereotipato che la stampa italiana ci ha mostrato per anni non è mai esistito. Esiste invece un popolo pieno di vita che si rimette sempre in piedi, non importa quanto grave sia la crisi in cui si trova.

Un abbraccio.

nicolacassa ha detto...

>Maruko> scusami ho dovuto cancellare il tuo commento, ti spiego i motivi:
- le associazioni da te citate sono a scopo di lucro che fanno profitti sfruttando l'immagine del Giappone: nulla in contrario con tutto ciò, anzi, ma non posso permettere che la seppur minima visibilità del mio blog (completamente redatto senza scopo di lucro) possa contribuire a dare visibilità a queste associazioni: il principio è che il mio duro lavoro completamente gratuito su questo blog non può far guadagnare qualcun altro in qualsiasi maniera. La beneficenza e la pubblicizzazione della stessa è di per sè una forma di promozione per chi la mette in atto: anche qui nulla in contrario ma mio blog sta fuori da queste dinamiche.
- Sono fondamentalmente contrario alla richiesta di donazioni online da parte di privati e di associazioni private: ci sono tanti malintenzionati che sfruttano la tragedia sia per avere visibilità sia per fare soldi. Sono sicuro che questo non sia il caso delle associazioni da te citate che conosco da tempo, ma non sono d'accordo col fatto che le stesse si propongano come intermediari: a chi li danno i soldi? Li possono dare solo ad associazioni umanitarie affidabili. Se li danno ad associazioni umanitarie affidabili, perché non pubblicizzare nei loro siti o nelle loro manifestazioni di piazza gli estremi di versamenti o pagamenti diretti alle stesse associazioni?
Scusa ancora :)

Fabia da Torino ha detto...

Si, è vero ... anch'io quando sento che qualcuno di noi ha avuto notizie dai suoi cari laggiù, mi sento rincuorata. E' un sollievo rispetto a tutte le porcherie che la stampa ci sta propinando. Mi sento angosciata per tutte le persone che hanno perso la vita, la propria casa, la propria famiglia e nonostante questo c'è chi riesce a dire "ricostruiremo" ... questo stupendo popolo ha tantissimo da insegnare all'occidente, altro che stramberie!

Anonimo ha detto...

Ciao nicola,
comprendo perfettamente,
rinnovo le mie scuse,
non era mia intenzione offendere qualcuno, nè pubblicizzare organizzazioni di cui non faccio parte, o tantomeno sfruttare il tuo blog che seguo da anni^^.Mi sono fatto prendere dalla situazione (e mettiamo pure dal fatto che ho postato il tutto a tarda notte).
Per onestà avevo postato i link,credo sia sempre doveroso riportare le fonti.
Comunque d'accordo con te.
Ma bando alle ciance,
com'è la situazione?
Io sono sconvolto della violenza mediatica di molti stati stranieri, occidentali perlopiù o.o
Direi che la situazione è meno da parole e più da fatti.
E le polemiche sul nucleari mi sembrano idiote, dovrebbero rimandare il tutto al postcrisi.

Maruko

nicolacassa ha detto...

>Valerio> Beh la situazione non è certo serena e le condizioni della centrale sono preoccupanti, ma non c'è affatto quell'apocalisse di cui si parla nè l'esodo da Tokyo tanto raccontato. Le radiazioni a Tokyo sono nella norma e pure in diminuzione, puoi vederlo dai dati di questo contatore Geiger ( http://rcwww.kek.jp/norm/ ) installato al KEK di Tsukuba, a nord di Tokyo.

>Eli> Grazie a te per la visita" :)

>Manu> La situazione dell'informazione su questo argomento è purtroppo scabdalosa: c'è una campagna anti-nucleare in atto con la quale sono d'accordissimo, ma non bisogna spargere ansia e terrore.

>RarkAryn> Lo spero anche io. Grazie a te per esserci :)

>Marco> La mia percezione è data fondamentalmente dai miei amici e cari che vivono lì, se no sarei pure io ansioso e terrorizzato dall'apocalisse descritta nei giornali :(

>Faust VIII> La crisi è grave ma si pensa già alla ricostruzione, ad una riprogettazione del sistema energetico nazionale e del territorio. Qui invece si pensa a costruire centrali. Sono troppo avanti i Giapponesi :)

>Fabia> Sono i migliori.

>Maruko> Ma figurati, questa è solo una politica del mio blog. La situazione è in miglioramento. Speriamo bene!

Gianni ha detto...

Grazie Nicola, prima di leggerti ero a pezzi. Gli occhi pieni di lacrime e il dolore nel cuore rimangono ma le tue parole mi hanno ridato fiducia e speranza. Alla faccia di tutti i catastrofisti.

Un grande abbraccio ai tuoi cari e a tutto il popolo Giapponese.

Anonimo ha detto...

Dopo giorni che mi trattenevo ho postato un commento ad un articolo del fatto quotidiano (http://tinyurl.com/4fdkehp - utente nm_saitama). Speravo che qualcuno capisse quello che intendevo, ma sono stato identificato come un nemico, come puoi vedere dai post appena sopra al mio (e non conosco nessuno degli altri due utenti).

Posto il link perché potrebbe aiutarti a difenderti dall'assedio. Ciao.

nicolacassa ha detto...

>Gianni> Grazie mille a te! Dobbiamo essere tutti uniti, per loro!

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Nicola