domenica 30 dicembre 2007

渋谷駅の導入部と渋谷駅の表面線(La Stazione di Shibuya: introduzione e linee di superficie)

(Picture from Google Earth) Se c'è un posto a Tokyo in cui si può ammirare il mirabile disordine archittettonico Giapponese, questo è la stazione di Shibuya e i suoi dintorni.

(Picture from Wikipedia) Da questa foto, scattata dal セルリアンタワー東急ホテル(Serurian Tawā Tōkyū hoteru - Cerulean Tower Tokyu Hotel), l'albergo nel quale ho alloggiato durante le notti dei giorni 20, 21 e 22 agosto 2008 (clicca qui e qui per una piccola intro sull'hotel, qui e qui per i post fotografici, qui per i post video), possiamo cominciare a distinguere alcune strutture fondamentali della stazione: La grande area sovrastata dalla copertura bianca ondulata, è il terminal della 東急東横線(Tōkyū Tō-Yoko Sen), gestita dalla compagnia privata 東急電鉄(Tōkyū Dentetsu). A nord, cioè a sinistra nella foto, segue subito dietro il suddetto terminal, la stazione della Tokyu. A ovest, ci sono i palazzoni della JR che gestisce un bel pò di linee in questa stazione, poi un'autostrada sovrasta tutto quanto, si vede chiaramente in primo piano ,è la 首都高速道路3号渋谷線(Shuto Kōsoku Dōro 3 gō Shibuya-sen - Linea Expressway metropolitana "Shibuya 3"), una delle 16 expressway radiali che "sorvolano" Tokyo: le 首都高速道路(Shuto Kōsoku Dōro) sono delle vere e proprie autostrade soprelevate, accessibili con pedaggio, che permettono di bypassare il traffico locale per spostarsi velocemente da un punto all'altro della città.

(Picture from Google Maps) Ma andiamo con ordine e esaminiamo per iniziare, le linee di superficie gestite dalla stazione di Shibuya: L'arteria principale è orientata nord-sud, sono i binari della JR-East. Parallela ad est la stazione della Tokyu col terminal della Tokyu-Toyoko line, che arriva da Yokohama- Intersecano perpendicolarmente il sistema la Ginza line, che va a est, e dopo un tratto soprelevato di butta sottoterra, e la Inokashira line che va ad ovest, ed è sempre underground. La stazione di Shibuya con 2,5 milioni di passeggeri al giorno è la terza stazione più affollata di Tokyo (dopo Shinjuku con 3,31 milioni e Ikebukuro con 2,7 milioni). I passeggeri giornalieri sono così suddivisi: 430.675 con le linee JR-east; 417.731 con la Tokyu Toyoko line; 648.629 con la Den-En Toshi line; 453.426 con la Hanzōmon Line; 233.668 con la Ginza line; 339.860 con la Keio Inokashira line (totale 2.523.989 stima 2006). Oltre ad essere servita sia da linee di superficie che underground, è un importantissimo nodo di linee su autobus (33 linee). Vi sono 6 uscite di superficie e 18 uscite underground, il complesso si estende per una considerevole parte del centro di Shibuya tra Shibuya crossing e la stazione stessa.

(Picture by Jay.shankar, all rights reserved) La stazione JR, soprelevata di un livello rispetto al terreno: è composta da 4 binari e due piattaforme a isola: i binari 1 e 2 sono utilizzati dalla 山手(Yamanote-sen - Yamanote line):

Il binario 1 è il 回り(Uchi-mawari - cerchio interno) in senso antiorario per la destinazione 目黒(Meguro)-品川(Shinagawa)-東京(Tōkyō);

Il binario 2 è il 回り(Soto-mawari - cerchio esterno) in senso orario per le destinazioni 新宿(Shinjuku) e 池袋(Ikebukuro).

I restanti due binari con relativa isola sono così utilizzati:

Il binario 3 è utilizzato rispettivamente dalle linee: 埼京(Saikyō-sen - Saikyo line), di colore verde scuro, verso nord per 新宿(Shinjuku) e 池袋(Ikebukuro); la 湘南新宿ライン(Shōnan Shinjuku Rain - Shonan Shinjuku line), di colore rosso, che diventa poi la linea 快速(Kaisoku - rapida) 高崎(Takasaki-sen - Takasaki line) verso nord per le destinazioni 大宮(Ōmiya) - 球磨川(Kumagaya) - 高崎(Takasaki) - 前橋(Maebashi); sempre la 湘南新宿ライン(Shōnan Shinjuku Rain - Shonan Shinjuku line) che diventa poi la linea sia 普通(Futsū - locale) che 快速(Kaisoku - rapida) 宇都宮(Utsunomiya-sen - Utsunomiya line) sempre verso nord per le destinazioni 大宮(Ōmiya) - 小山(Oyama) - 宇都宮(Utsunomiya).

Il binario 4 è utilizzato rispettivamente dalle linee: 埼京(Saikyō-sen - Saikyo line), di colore verde scuro, verso sud per le destinazioni 恵比寿(Ebisu) e 大崎(Ōsaki). La stessa linea è utilizzata da alcuni convogli della 東京臨海高速鉄道株式会社(Tōkyō Rinkai Kōsoku Tetsudō Kabushiki-gaisha - Tokyo Waterfront Area Rapid Transit, Inc), meglio nota come りんかい(Rinkai-sen - Rinkai line), in direzione sud per le isole artificiali, destinazione 木場(Shin-Kiba). Poi di nuovo l'onnipresente 湘南新宿ライン(Shōnan Shinjuku Rain - Shonan Shinjuku line) che diventa poi l'infinita 特別快速(Tokubetsu Kaisoku - Super rapida) 東海道本(Tōkaidō-hon sen - Tokaido main line), oltre 500 km verso 神戸(Kobe), direzione sud per le destinazioni 横浜(Yokohama) - 大船(Ōfuna) - 小田原(Odawara); sempre la 湘南新宿ライン(Shōnan Shinjuku Rain - Shonan Shinjuku line) che diventa la linea 普通(Futsū - locale) 横須賀(Yokosuka-sen - Yokosuka line) verso sud per le direzioni 横浜(Yokohama) - 大船(Ōfuna) - 逗子(Zushi). Per ultima, utilizza questo binario la 成田エクスプレス(Narita ekusupuresu - Narita Express), abbreviata anche "N'EX", che collega l'area metropolitana di Tokyo con l'aeroporto di Narita, nella prefettura di Chiba.

(Picture from Wikipedia) Qui sopra il terminal est, implementato alla struttura JR e Tokyo Metro, è il capolinea della 東急東横(Tōkyū Tō-Yoko Sen - Tokyu Toyoko line), gestita dalla compagnia privata Tokyu. La linea si chiama così perchè il suo nome è frutto della fusione dei nomi 京(kyō) e 浜(Yokohama), che sono le destinazioni finali nelle due direzioni di marcia. Questo terminal accoglie 4 piattaforme con 4 binari, tutti dedicati alla stessa linea. Le destinazioni sono 中目黒(Naka-Meguro) - 自由が丘(Jiyūgaoka) - 横浜(Yokohama), per diventare poi la 横浜高速鉄道みなとみらい21(Yokohama kōsoku tetsudō minato mirai 21 sen)meglio conosciuta come Minatomirai Line verso 元町・中華街(Motomachi-Chūkagai).

(Picture by xenovision, from here) Questo è il terminal della 銀座(Ginza-sen - Ginza line), contraddistinta dal colore arancio, gestita dalla 東京メトロ(Tōkyō Metoro - Tokyo metro), che vede Shibuya come capolinea o "G01". Da qui destinazioni 赤坂見附(Akasaka-mitsuke - "G05") - 銀座(Ginza - "G09") - 上野(Ueno - "G16") - 浅草(Asakusa - "G19").

(Picture by Hirosan, all rights reserved) Questa è la stazione della 井の頭(Inokashira-sen - Inokashira line), gestita dalla 京王電鉄(Keiō Dentetsu - Keio electric railway)- Capolinea, destinazioni 下北沢(Shimo-Kitazawa) - 明大前(Meidaimae) - 永福町(Eifukuchō) - 久我山(Kugayama) - 吉祥寺(Kichijōji)

venerdì 28 dicembre 2007

キューフロントの店(I negozi del Q-Front): Shibuya Tsutaya

Oltre ad ospitare il famoso Starbucks Shibuya, il palazzo del Q-Front è occupato per il 75% dal megastore Tsutaya:
(Picture by Glowfish, all rights reserved) Questa foto è scattata dall'entrata ovest di Tsutaya, nel lato ovest del Q-Front proprio su センター(Center-gai). Nel vetro a destra si vede riflessa l'insegna Samsung sopra il palazzo 渋谷駅ビル(Shibuya-Eki mae biru).

(Picture from Shibukei.com) Tsutaya avvolge letteralmente lo Starbucks alle sue spalle, condividendo l'ingresso ovest su センター(Center-gai). C'è anche un ingresso ad est, pochi passi a nord sulla strada che dal Shibuya Crossing si dirige a nord verso la piccola circoscrizione di 神南(Jin-nan), incrociando presso l'incrocio 井ノ頭通り入口(Inokashira dōri iriguchi - Ingresso di Inokashira dori) la frequentatissima 井ノ頭通り(Inokashira dōri), e dividendosi ancora più a nord con la importantissima arteria しぶや公園通り(Shibuya Kōen dōri - strada del parco di Shibuya) presso l'incrocio 神南一丁目(Jin-nan icchōme - Jin-nan distretto numero 1). L'immagine qui sopra mostra uno scaffale di CD ascoltabili nel bel mezzo della sala di Starbucks, incredibilmente poco affollata. Il megastore è diviso dagli altri esercizi commerciali da schiere militaresche di congegni antitaccheggio.

(Picture collage self made from Q-Front.co.jp) Qui sopra una composizione di immagini di cosa ci si può aspettare dai vari piani di Tsutaya, che vende di tutto, dai DVD ai CD, dai libri ai videogiochi nuovi ed usati, ai manga senza tralasciare la consueta e fornitissima e soprattutto frequentatissima (anche da donne) sezione porno!!

Avevo una missione da compiere: trovare dei DVD per Weltall e dei CD per Mikyalpha: in un altro post spiegherò come diavolo si possa trovare un DVD nell'immenso scaffale di un megastore Giapponese basandosi sull'ordine alfabetico Kana: a Tsutaya ho trovato ドールズ(Dolls), un bellissimo film di Takeshi Kitano, con gli agognato sottotitoli in Inglese!

Il DVD costava 5250 yen (31 euro, abbastanza costoso per un'edizione a disco singolo), sono stato servito dalla gentilissma commessa ババ ("Baba", è scritto sullo scontrino della carta di credito), erano le 17:22 del 25 gennaio 2007.

Shibuya Tsutaya si trova a questo indirizzo: 〒150-0042 東京渋谷宇田川 21-6 (郵便マーク, Yūbin māku 150-0042 Tōkyō-to, Shibuya-ku, Udagawa-chō, 21-6 - Codice Avviamento Postale 150-0042 Tokyo capitale, circoscrizione speciale di Shibuya, circoscrizione di Udagawa-cho, isolato 21, ingresso 6): notare che nonostante l'incrocio di 渋谷前(Shibuya-eki mae) o Shibuya Crossing sia nella 道玄坂(Circoscrizione di Dōgenzaka), "l'entroterra" pedonale di センター(Center-gai) è nella 宇田川町(circoscrizione di Udagawa-chō). Il negozio apre alle 10:00 e chiude alle 2:00 del mattino (!!), il numero di telefono è 03-5459-2000 (aggiungete 0081 dall'Italia). Qui sotto la mappa per arrivarci da Hachiko.



Visualizzazione ingrandita della mappa

martedì 25 dicembre 2007

渋谷のスタイル(Gli stili di Shibuya): le 姫ギャル(Himegyaru - Himegal)

(Picture by Davide P. all rights reserved) Continuiamo a parlare degli stili di Shibuya: dopo le ガングロ(Ganguro), le ヤマンバ(Yamanba) e le コギャル(Kogyaru - Kogal), parliamo delle 姫ギャル(Himegyaru - Himegal). Sempre facenti della branca delle ギャル(Gyaru - Gal), le Himegyaru sono delle Gal che si vestono da principesse, il nome infatti è preceduto dal kanji 姫(hime - principessa). Vediamo se riuscite a scoprire quale tra queste persone è una Himegyaru...

(Picture by queenie_ichigo, all rights reserved) Inutile dirlo, anche qui lo sfarzo la fa da padrone: colori dominanti rosa e bianco, con qualche variazione sul tema in colori anticheggianti o pomposi neri o rossi da cerimonia; pizzi e ricami, abiti artigianali, ma attenzione: non sono Lolita, nè sweetgothic Lolita. La Lolita veste con fogge più "settecentescheggianti", porta quasi sempre un copricapo e quasi mai gonne corte: le Himegyaru pur somigliando alle Lolita sono più stilose, adeguandosi all'ambiente di Shibuya: gonne quasi sempre sopra il ginocchio, immancabili tacchi vertiginosi e uno stile principescamente sexy. Non mancano accessori dedicati, per la maggior parte estremamente appariscenti come la bigiotteria riproducente corone e simboli regali, e qualche volta cuori, e ogni accessorio ha quasi sempre cucito sopra un fiocco, cosiccome i capi. Essendo delle Gal, potevate pensare che non avessero pettinature strane? I capelli sono obbligatoriamente tinti di castano o biondo scuro, qualche volta di rossi particolari, integrati con voluminose extension a formare acconciature assai importanti soprattutto in altezza.


(Screenshot from Lizlisa.com, all rights reserved) Per fortuna delle ragazze interessate a questo stile, e per la sfortuna del loro portafogli, esistono dei produttori artigianali di capi fatti apposta per loro: uno di questi è Liz-Lisa, si trova in diverse città in Giappone, a Tokyo è anche a Shibuya, nel centro commerciale イチマルキュー(Ichi-maru-kyuu) o Shibuya 109, a questo indirizzo: 〒150-0043 東京渋谷道玄坂2丁目29-1 (郵便マーク, Yūbin māku 150-0041 Tōkyō-to, Shibuya-ku, Dōgenzaka ni chōme 29-1 - Codice Avviamento Postale 150-0043 Tokyo capitale, circoscrizione speciale di Shibuya, circoscrizione di Dogenzaka, secondo distretto, isolato 29, ingresso 1). Entrate nel centro commerciale arrivando da 渋谷前(Shibuya-eki mae) o Shibuya Crossing, e andate al quinto piano. Telefono 03-3477-5155 (aggiungete 0081 dall'Italia).


Oppure ad Harajuku, all'indirizzo 東京渋谷神宮1丁目6-12 (郵便マーク, Yūbin māku 150-0001 Tōkyō-to, Shibuya-ku, Jingu-mae icchōme 6-12 - Codice Avviamento Postale 150-0001 Tokyo capitale, circoscrizione speciale di Shibuya, circoscrizione di Jungu-Mae, primo distretto, isolato 6, ingresso 12), cioè proprio su Takeshita street, telefono 03-5775-7495 (aggiungete 0081 dall'Italia):


(Screenshot from Jesusdiamante.com, all rights reserved) Questo è un altro famoso e costosissimo fornitore e sanguisuga per le Himegyaru: Jesus Diamante. Questa catena vende anche online, oltre ad avere negozi a Tokyo, come quello di Harajuku, all'indirizzo 東京渋谷神宮6丁目28-6 (郵便マーク, Yūbin māku 150-0001 Tōkyō-to, Shibuya-ku, Jingu-mae roku-chōme 28-6 - Codice Avviamento Postale 150-0001 Tokyo capitale, circoscrizione speciale di Shibuya, circoscrizione di Jungu-Mae, sesto distretto, isolato 28, ingresso 6), uno sfarzosissimo negozio assolutamente da vedere, al sesto piano dello stilosissimo palazzo B6jingumae, sulla 305° strada o 明治道り(Meiji dōri), lato nord, telefono 03-5766-2138 (aggiungete 0081 dall'Italia), apertura dalle 11:00 alle 21:00, orario continuato:

domenica 23 dicembre 2007

渋谷駅前3(Shibuya Crossing, terza parte)

Terzo post fotografico su 渋谷前(Shibuya-eki mae) o Shibuya Crossing, o Hachikō Crossing, o come volete chiamarlo. Siamo sempre nella 道玄坂(Circoscrizione di Dōgenzaka), 渋谷(Shibuya-ku o Circoscrizione speciale di Shibuya), 東京(Tōkyō)...
Questa foto è fatta dall'angolo sud ovest, cioè l'attraversamento dal 渋谷駅ビル(Shibuya-Eki mae biru) al piazzale di Hachikō, come già detto qui, l'incrocio funziona attraverso degli scramble, cioè attraversamenti simultanei da tutte le direzioni e in tutte le direzioni.

Questa foto è scattata proprio dall'uscita della stazione. La strana costruzione verde che si vede sulla destra dell'immagine è un vagone di una delle prime serie di treni dei quali era equipaggiata la Yamanote line: il vagone-museo è accessibile da chiunque, ed è un comodo riparo per la pioggia oltretutto (di certo nessuno lo utilizzerà come un vespasiano, come in Italia, e nessun vandalo ne farà scempio)...

Il Q-Front, con alla sua sinistra uno degli altri due schermi del complesso gestito dal Q-Front Media Complex.

Un'immagine molto evocativa del tramonto a Shibuya, i vetri del Q-Front sono sempre lucenti, e l'argento del centro commerciale イチマルキュー(Ichi-maru-kyuu) o Shibuya 109 riflette un raro sole invernale (25 gennaio).

Qui siamo all'incrocio 井ノ頭通り入口(Inogashira dōri iriguchi - Ingresso di Inogashira dori), fotocamera puntata a sud verso Shibuya Crossing. Il palazzo "traforato" a destra è l'enorme centro commerciale Seibu.

Proseguendo in direzione sud verso l'incrocio. Si può vedere il lato est del Q-Front, con uno dei tanti ingressi di Tsutaya, ovvero il megastore di elettronica, dvd, anime e libri presente nel palazzo.

Un'altra visuale dell'incrocio, spicca come al solito il palazzo 渋谷駅ビル(Shibuya-Eki mae biru) con la sua scenografica insegna pubblicitaria Samsung (dev'essere costato molto ai giapponesi concedere uno spazio del genere ai Coreani, e ancor di più ai Coreani riuscire ad averlo...). Nell'angolo inferiore sinistro dell'immagine si vede una Yaris passare, in Giappone la Yaris si chiama "Vitz".

L'ultima Lexus passa prima di un altro scramble...

Potete trovare qui la prima parte e la seconda parte dei post fotografici sul Shibuya Crossing, tutti gli altri post fotografici nella colonna a destra, alla voce "fotografie", o alla tag "Post Fotografici"!

giovedì 20 dicembre 2007

キューフロントの店(I negozi del Q-Front): スターバックス コーヒー(Starbucks Coffee)

Il Q-Front non è solo uno schermo pubblicitario gigante, è anche un centro commerciale di tutto rispetto, che conta in tutto 10 piani di cui due sotterranei:

Questo screenshot da Q-Front.co-jp mostra la disposizione degli esercizi commerciali all'interno del palazzo: a sinistra si intende esserci il Shibuya Crossing. Lo Starbucks (scritto in Giapponese スターバックス コーヒー, pronunciato sutaabakkusu koohii) occupa i piano terra (chiamato primo piano in Giappone) e il primo piano (...di conseguenza il secondo piano..), illuminati in rosa nello schema. Il megastore Tsutaya letteralmente circonda lo Starbucks, condividendone dinamicamente anche gli ambienti, sempre divisi da dispositivi anti-taccheggio, presentissimi ovunque in Giappone.

Le pareti dello Starbucks sono trasparenti, e la visuale dall'interno è la solita, il Shibuya Crossing: il primo piano però è un punto di osservazione quasi "da safari" delle immense folle che attraversano l'incrocio, ciharamente il lungo tavolo al vetro è il più ambito e bisogna fare una discreta fila per cercare di sedersi, e bisogna essere abbastanza svegli perchè i ragazzini giapponesi sono tutt'altro che addormentati e ci mettono un istante a fregarti il posto. Lo Starbucks di Shibuya è una guerra, un gioco di attesa, di strategia: l'attesa comunque ppuò essere anche giustificata dall'incandescenza delle bevande che vengono servite, così calde che il bicchierone viene fornito con uno spessore aggiuntivo di cartone per evitare scottature alle mani, così calde che non si sfreddano...

Ecco una carrellata di foto scattate dall'ambitissimo tavolo panoramico...

Come diceva qualcuno in Jurassic Park, "guarda, ..si muovono in branchi"..

Lo scramble ha una durata infinita...

Sopra il palazzo chiaro decorato a rombi c'è il campo da calcio della Adidas!!

Guardiamo in alto per scorgere la maestosità del 渋谷マークシティ内(Shibuya Mark City Building)..

Lo scramble sta per finire. Starbucks offre un menu di bevande tipicamente americano, abbastanza gradite dai Giapponesi, ma che poco incontrano i nostri gusti in fatto di caffè, cappuccino e simili. Io avevo preso un caffelatte decaffeinato, e li ho presi in contropiede: l'avevano ma ci volevano dieci minuti (penso che una delle commesse sia andata sul retro e abbia separato le molecole di caffeina ad una ad una col microscopio...), insomma, questa attesa valeva un bel filmato fatto da dentro lo Starbucks, tanto per farmi il bello con gli amici e dire che c'ero stato...sarebbe stato un piano perfetto se non ci fosse stato un commesso rompipalle che stava lì piazzato senza fare niente, insomma, l'unica persona in Giappone che non lavora, rompe le palle a chi riprende, e come da copione era impossibile fare riprese al bancone (purtroppo visibile solo nel piccolo riquadro della prima foto del post) e alle ragazze che servivano: diciamoci la verità, niente di eccezionale, ma urlavano le ordinazioni in un passa parola, urlavano l'importo da pagare, urlavano la somma che davi loro in mano, e urlavano il resto che dovevano darti, insomma, io che ho chiesto un decaffeinato, sono stato sputtanato ai quattro venti!! Il filmato che segue mostra il commesso rompipalle, per qualche secondo le voci delle ragazze che urlano in coro "caferate", che sarebbe "caffelatte"; seguono riprese degli scramble dal tavolo panoramico al primo piano, e il crepa-crepa-vendetta di rito a mio fratello (lui sa perchè..), poi ingurgito la brodaglia incandescente, e vedrete gli effetti... e nel mentre sullo sfondo passa una carovana di mezzi neri degli 右翼団体(Uyoku Dantai - Gruppi di estrema destra), i fascisti Giapponesi, sono dappertutto!!

Se non riuscite a vedere il filmato su questo blog, cliccate qui!!

mercoledì 19 dicembre 2007

渋谷のスタイル(Gli stili di Shibuya): le コギャル(Kogyaru - Kogal) e il feticcio della giovinezza

All'inizio della parabola evolutiva che ha come punto finale le Yamanba e prima di loro le Ganguro, c'è una selva intricata di stili, accomunabili con una sola parola: ギャル(Gyaru - Gal), pronunciato con la "g" dura, un termine traslitterato dall'inglese "gals", la storpiatura di "girls" da una marca di Jeans in voga negli anni '70. Le Ganguro e le Yamanba sono solo un tipo estremo di gal. A Shibuya vi può capitare di vedere moltissime ragazze vestite con la divisa di scuola, magari un pò sbrindellata, con i calzettoni esageratamente lunghi (ve ne sono di alcuni metri) arrotolati e ripiegati sulle tibie chiamati ルーズソックス(rūzu sokkusu - loose socks), un vero feticcio per le adolescenti giapponesi, che secondo il modo comune non possono essere utilizzati dopo la "graduation", cioè la maturità o il diploma di scuola superiore.
(Picture by colodio, all rights reserved) Sono le コギャル(Kogyaru - Kogals), ragazze che con la scuola non hanno niente a che fare (anche perchè non potrebbero neanche entrare a scuola in quelle condizioni), o comunque sono delle vere e proprie bulle, ma che sfruttano la divisa scolastica come trend di uno stile bizzarro quasi a raggiungere livelli cartooneschi: i capelli sono sempre biondi o castano sgargiante, comunque tinti, e la pelle è sempre artificialmente abbronzata; il trucco è oltremodo pesante ma non raggiunge mai i livelli delle Yamanba. Le ragazze qui sopra sono un esempio, escono insieme indossando tre diversi tipi di divisa: normalmente ci si frequenta nello stesso ambito scolastico, e considerando che tra le scuole giapponesi c'è una certa rivalità (i Giapponesi sono rivali tra loro per qualsiasi cosa, anche all'estero: non c'è quella fratellanza che ci può essere tra connazionali, loro si odiano a vicenda e basta) sarebbe improbabile che tre ragazze di tre diverse scuole uscissero assieme, o almeno non lo farebbero indossando l'uniforme. Si possono vedere nelle loro gambe tre diverse tonalità di abbronzatura (assolutamente innaturali in una giapponese) e i capelli sono esageratamente tinti. In Giappone uscire con una divisa scolastica addosso è estremamente trendy, le ragazzine in divisa sono le vere trendsetter della società giapponese, e il sempre crescente numero di cantanti e attrici adolescenti (anche meno di adolescenti..) che recitano o cantano in divisa lo dimostra. Sia le ragazze che in maniera minore i ragazzi escono in divisa anche la domenica, come dice N-chan "fa molto fashion" e permette loro di mostrare con orgoglio il loro status di "giovani", una cosa alla quale il Giapponese, soprattutto la Giapponese, si attacca per tutta la vita con un'isterica cura del corpo rivolta al ridurre al massimo i segni dell'età. Per un Giapponese o una Giapponese qualsiasi, parlare con un ragazzo adolescente è come ritornare alla sua stessa giovinezza, in un mix di ammirazione ed invidia che porta inevitabilmente alla creazione di un feticcio. Ricordo una mia amica giapponese, che una volta ha frequentato un corso intensivo fuori casa, sempre in Giappone, e in stanza con lei c'era una ragazza di 18 anni. Mi disse con soddisfazione e contentezza:"Ho avuto l'occasione di parlare finalmente con una ragazza delle scuole superiori, le ho chiesto tante cose"...era come se avesse potuto ritrovare quella giovinezza che crede perduta, come tutte le sue "colleghe" giapponesi credono dopo aver superato i 25 anni...

(Picture by Casi 360 grados, all rights reserved) Le コギャル(Kogyaru - Kogals) quindi sono delle ギャル(Gyaru - Gals) vestite con una divisa scolastica o con variazioni sul tema, anche radicali, come le due qui sopra che mostrano una deriva stilistica abbastanza sexy. Sembrerà divertente ma hanno anche il loro slang, chiamato コギャル(kogyaru-go - lingua Kogal), fatto di un preciso codice di termini e modi di dire. Le Kogals sono i primi bersagli delle critiche all'adolescenza odierna da parte della società Giapponese. Di solito le Kogals sono giovani rampolle di ricche famiglie, che passano il tempo a bighellonare per le strade di Shibuya e tutto ciò che ne consegue, con la corsa all'ultimo accessorio o abito firmato e tutto il mondo che orbita al culto del Shibuya 109. Le Kogals sono per la società Giapponese l'esempio della decadenza dei costumi e la conseguenza del vuoto di valori nel quale si sta cadendo col passare degli anni. Le Kogals vivono da parassite sfruttando con avidità le risorse delle loro ricche famiglie, e quando non è possibile farlo, ricorrendo al 援助交際(Enjo-kōsai - Appuntamento ricompensato), uno dei più grandi problemi delle classi adolescenziali del Giappone moderno assieme al いじめ(Ijime - Bullismo). L'Enjo-kōsai, e le ragazze che ne fanno uso sono la spia più allarmante del materialismo consumistico del quale sono schiavi i ragazzi Giapponesi. Il termine Kogals sovente viene erroneamente interpretato come "prostitute" dalla maggior parte degli osservatori occidentali.

domenica 16 dicembre 2007

渋谷駅前を歩く4(Camminando per Shibuya Crossing, parte quarta)


Se non riuscite a vedere il video su questo blog, cliccate qui!!
渋谷前(
Shibuya-eki mae), 道玄坂(Dōgenzaka), 渋谷(Shibuya-ku), 東京(Tōkyō). Shibuya Crossing durante l'ora di punta di una domenica di fine gennaio, svavillio di luci e suoni, e ua marea di gente ovunque! Attraversiamo l'incrocio dal lato dei binari della Yamanote line per raggiungere il piazzale di Hachikō, dove c'è l'entrata omonima della stazione di Shibuya!

venerdì 14 dicembre 2007

キューフロントの正面(Q-Front, la facciata)

(Picture by meanderingmouse, all rights reserved) Siamo a 渋谷前(Shibuya-eki mae), il famoso Scramble Crossing meglio conosciuto come Shibuya Crossing o Hachikō Crossing, nella 道玄坂(Circoscrizione di Dōgenzaka), 渋谷(Shibuya-ku o Circoscrizione speciale di Shibuya), 東京(Tōkyō). Oltre al traffico, la marea umana degli scramble, il rumore, la cosa che colpisce maggiormente chiunque capiti da quelle parti è il Q-Front, cioè lo schermo più grande del Giappone con i suoi 1227 pollici (Il più grande del mondo è lo schermo del Dolphin Stadium di Miami, con 1750 pollici).
(Picture by Stéfan, all rights reserved) Il Q-Front è un palazzo di otto piani che si affaccia proprio sull'incrocio, tra センター街(Center-gai) e la strada che porta verso nord a 神南(Jin-nan) e しぶや公園道り(Shibuya Kōen dōri). L'intera facciata superiore di questo palazzo è un immenso schermo a led. La figura qui sopra dovrebbe mostrare all'incirca l'80% dell'estensione dello schermo accesa.

Il Q-Front si trova qui, giusto oltre l'incrocio uscendo da Hachikō...

Qui il Q-Front acceso col layout standard, cioè diviso con tre parti di schermo che trasmettono diverse immagini:

La parte superiore si chiama バナー・ビジョン(Bana-bisyon - Vision Banner), le dimensioni sono 3,75 x 16 metri (60 metri quadri), trasmette dei banner pubblicitari, o più frequentemente il logo "Q-Front". La parte centrale si chiama キューズ・アイ(Kyuuzu-ai - Q's Eye), le dimensioni sono 8,66 x 11,55 metri (100 metri quadri) con una risoluzione di 448 x 624 pixel, una palette di 1024 colori RGB a 15 bit, e funziona come uno schermo televisivo multifunzionale che trasmette spot pubblicitari, o le immagini riprese dalle telecamere sparse per la piazza; la parte inferiore funziona solitamente come una striscia di testo scorrevole, e si chiama ニュース・ビジョン(Nyuusu-bisyon - Vision News), le dimensioni sono 2,35 x 17 metri (39 metri quadri). Più raramente lo schermo si accende completamente per mostrare immagini incredibili come questa, o questa. Famosissima la sequenza animata degli elefanti che camminano. Lo schermo del Q-Front è uno schermo a led RGB (8 rossi, 3 verdi e 1 blu per ogni pixel) della Panasonic, il modello si chiama Astro-Wall SeeTrough, è stato costruito come pezzo unico nel novembre del 2000, ha un'altezza di 23,5 metri e una larghezza di 19 metri, con una diagonale di 1227 pollici e una superficie di 446,5 metri quadri. Incredibilmente si può vedere attraverso lo schermo (tecnologia SeeTrough), quindi le finestre del palazzo rimangono comunque luminose. Nessuna proiezione o retroproiezione come immaginavo all'inizio.

(Picture from here) Ecco cosa si vede quando le telecamere inquadrano la gente pronta ad attraversare da Hachikō. Vi sono delle zoomate automatiche, cosicchè si può apparire in formato gigante sullo schermo...

(Picture from here) Sono riuscito a trovare un'immagine rarissima della sala di controllo del Q-Front, eccola...

La Q-Front Media Complex è un gigantesco concessionario di pubblicità, come si potrà bene immaginare. Il Shibuya crossing è come già detto l'incrocio più trafficato del mondo, dati della stessa Q-Front Media Complex riportano che, in un giorno random (dati del 2000) da Hachikō 293148 persone volgono lo sguardo verso il Q-Front nei giorni feriali (52,4% uomini e 47,6% donne), e 319114 nei festivi (48,1 uomini e 51,9 donne). Nei giorni feriali, l'orario di punta sono le 18, nei festivi sono le 16. La Q-Front Media Complex gestisce non solo lo schermo del Q-Front, ma anche il mega schermo montato sulla facciata del 109-2 (un Panasonic AZ-LE20 da 6,40 x 8,64 metri) e lo schermo a sinistra dell'imboccatura di センター街(Center-gai). E' possibile mandare in onda lo stesso filmato su tutti gli schermi contemporaneamente. Le tariffe pubblicitarie vanno da un minimo di 105000 yen (648 euro) per un giorno ad un massimo di 5145000 yen (31.754 euro) per 60 giorni (tariffa giornaliera), una clip da un minuto costa 210000 yen (1296 euro), 30 minuti costano 1575000 yen (9721 euro). (Dati da qfront.co.jp/).

giovedì 13 dicembre 2007

渋谷のスタイル(Gli stili di Shibuya): ヤマンバ(Yamanba)

(Picture by alexdecarvalho, all rights reserved) Una piccola digressione al post sulle Ganguro per parlare dell'etimologia del nome. Le mie fonti parlano di una disputa tra due tesi: la prima dice che tale nome derivi da 顔(ganguro - faccia nera), ma i praticanti di questa moda affermano che venga senza ombra di dubbio da ガンガン(gangankuro - eccezionalmente nero)(...).
La ヤマンバ(Yamanba) è una ganguro estremizzata, con capelli non più biondi ma platino o bianchi con ciocche viola e di altri colori improbabili. La faccia è ancora più nera e il trucco assomiglia a quello di un clown. La parola Yamanba deriva da 姥(Yama-uba - spirito della montagna), uno 妖怪(Yōkai - spirito tradizionale giapponese) dall'aspetto terrificante. Esiste anche la variante maschile della Yamanba, si chiama センターガイ(sentaa-gai - Center Guy), una storpiatura giocosa della famosa zona di Shibuya chiamata センター(Center-gai).

(Picture by miceland, all rights reserved) Quest'immagine, presa dalla rivista Egg, mostra le fasi del trucco delle Yamanba. Un adelle cose che più spiccano nel viso di questa ragazza sono le lenti a contatto blu!!

lunedì 10 dicembre 2007

渋谷駅前を歩く3(Camminando per Shibuya Crossing, parte terza)


Se non riuscite a vedere il video su questo blog, cliccate qui!!

Due passi tra 神南(Jin-nan) e 渋谷前(Shibuya-eki mae), durante l'ora di punta. Come vedete ci si incrocia sempre a destra, come per le macchine, anche se qui il flusso è più disordinato!

sabato 8 dicembre 2007

渋谷のスタイル(Gli stili di Shibuya): ガングロ(Ganguro)

(Picture by myleftthumb, all rights reserved) Parlare di stili a Shibuya sembra rischioso, perchè essendo il quartiere crocevia di mode e tendenze, e centro ideale del trend setting a Tokyo, sarebbe come contare gli aghi di un pagliaio. Mi asterrò da questo, ma c'è un filone di stili caratteristico di Shibuya, che non viene dall'occidente ed è tipico e rintracciabile solo in questa zona: è lo stile ガングロ(Ganguro) e i suoi derivati. Non è difficile, soprattutto in periodi climaticamente favorevoli vedere a Shibuya ragazze esageratamente abbronzate, coi lunghissimi capelli biondo platino e un trucco improbabile. Anche qualche ragazzo si cimenta in questo stile ma è raro vederne qualcuno. Le ragazze Ganguro sono forse tra le giapponesi più anticonformiste, perchè la profonda abbronzatura, a volte integrata con un bel cerone color fango profondo, contrasta pesantemente con l'ideale femminile Giapponese della pelle bianchissima infondendo oltretutto una lieve sensazione di mancanza di igiene e cura del corpo. I capelli, poi colorati in un modo così vistoso sono per forza un "pugno nell'occhio"; l'utilizzo di uno slang marcatissimo nel linguaggio fanno il resto.
Le Ganguro sono comunemente chiamate anche ギャル(gyaru), pronunciato con la "g" dura, un termine traslitterato dall'inglese "gals", la storpiatura di "girls" da una marca di Jeans in voga negli anni '70. Bisogna fare attenzione però perchè il termine ギャル(gyaru) è attinente in generale a diversi tipi di adolescenti anticonformiste Giapponesi: ad esempio vi sono le コギャル(kogyaru) e un'altra dozzina di altri stili. Ne parlerò nei prossimi post!

venerdì 7 dicembre 2007

渋谷駅前を歩く2(Camminando per Shibuya Crossing, parte seconda)


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Secondo video da 渋谷前(Shibuya-eki mae), 道玄坂(
Dōgenzaka), 渋谷区(Shibuya-ku), 東京(Tōkyō). Una delle cose che difficilmente si scordano di questo posto è il casino che ti penetra nelle orecchie. Ogni mega schermo puntato sull'incrocio riproduce una pubblicità o un trailer musicale/cinematografico diversi, corredati della loro colonna audio, e tutti questi suoni si sovrappongono. E come mi dice N-chan, "andiamo!" verso nuove avventure giapponesi! Sato e il forte Kurihara ci guidano verso しぶや公園通り(Shibuya Kōen dōri).

martedì 4 dicembre 2007

日本の警察(La polizia Giapponese)

Come per il post precedente, anche questo post non riguarderà un aspetto positivo e gradevole della realtà Giapponese. Prendo spunto quindi dai nippo-fascisti per parlare dei loro più fedeli amici: la 日本の警察(Nihon no Keisatsu - Polizia Giapponese)
(Image by primenon, from Wikipedia) Cossiccome la polizia Italiana possiede una Lamborghini, loro hanno la Nissan GTR Skyline R-34, tanto per mostrare che fanno sul serio! Come ho detto a riguardo dei nippo-fascisti, in Giappone la sicurezza è tra le migliori al mondo per chiunque, ma ci sono degli elementi di disturbo: i fascisti alla fine si sgolano e se li fotografi magari ti picchiano, ma basta stargli lontano; altra cosa è la polizia. Se andate in Giappone, ve lo dico col cuore, cercate in qualsiasi modo di evitare di avere a che fare con loro.

Il territorio, soprattutto nelle grandi città e disseminato di piccole costruzioni isolate come questa, si chiamano 交番(kōban) e sono delle casermette in cui c'è un presidio di polizia. Ogni stazione ha un kōban, e ce n'è uno all'incirca in ogni quartiere: questo qui sopra è il kōban di 浅草(Asakusa).

Fa un certo effetto vedere la macchina di mia madre addobbata in questa maniera!! Qui siamo a Toyama, vicino all'aeroporto.

Passiamo al sodo: una serie di articoli scritti dal formidabile Pio D'Emilia sul suo blog (dei quali citerò molti passi) mi ha spinto a trattare adesso di questo argomento. Per chi non lo conoscesse, Pio D'Emilia è un giornalista Italiano che vive a Tokyo da tempo immemorabile, e corrisponde per varie testate tra cui Sky TG-24, L'Espresso etc. Indimenticabili le puntate di Turisti per Caso da lui guidate e la collaborazione con Sciuscià di Michele Santoro.

Pio ci parla della disavvenutra capitata ad un giornalista svedese, che ha insultato un tassista che non lo voleva caricare in macchina perchè straniero e ha passato diversi giorni in carcere senza alcuna prova di ciò che era accaduto. Purtroppo il Giappone è ancora molto indietro in tema diritti umani, la custodia cautelare in Giappone dura 23 giorni, si chiama 代用監獄(daiyō kangoku) e fa accaponare la pelle solo a nominarla: è rinnovabile per ciascun singolo addebito. Questo limbo al quale è sottoposto il sospetto è quasi fuori da ogni regola, in quanto la maggior parte delle cose che si verificano in questo lasso di tempo non viene verbalizzata, il sospetto ha diritto a ricevere l'assistenza di un avvocato d'ufficio solo dopo il rinvio a giudizio. Gli interrogatori sono fuori da ogni regola umanitaria, non sono verbalizzati nè registrati e sono mirati ad uno scopo preciso: quello di far confessare il sospetto, per il quale non esiste la presunzione di innocenza, ma la presunzione di colpevolezza: alla polizia non importa che il sospetto sia o no colpevole, importa che confessi, in modo tale che la polizia non "perda la faccia". Vi sono testimonianze provate dell'utilizzo della tortura da parte della polizia: un singore chiamato Sakae Menda ha fatto 33 anni di braccio della morte per aver firmato una confessione estorta dopo 10 giorni di interrogatorio: nonostante vi dicano di firmare perchè tanto poi si può sempre ritrattare, NON FATELO. E' statisticamente provato che i rinvii a giudizio avvengono per il 99% senza prove, i procuratori si attengono alle indicazioni della polizia. Un'aggravante, per un fermato, è quella di non collaborare (事実を認めない - Jijistu wo mitomenai - non ammettere i fatti), cioè tradotto in termini concreti, di non confessare, e la custodia si protrae.

Dunque: un sospetto può non confessare per vari motivi: magari non è colpevole, o magari non parla il Giapponese perchè è straniero: e qui sono rogne. Se parlate il Giapponese, se pensate di saperlo parlare, comunque richiedete un interprete (Interprete si dice 通訳, Tsuuyaku)(n.d.SirDic).

Bisogna ammettere che in Giappone, chi commette un crimine per davvero, paga pesantemente: se ad esempio intendete fare qualche furbata tipo il trucchetto della Corea, cioè di passare tre mesi in Giappone, poi andare in Corea, e rientrare in Giappone per passare di nuovo tre mesi, oppure vi venga in mente qualsiasi cosa anche futile, ma illegale da fare in Giappone, beh desistete, perchè richiate veramente grosso, come minimo di passare qualche giorno sotto interrogatorio e poi essere cacciati a calci dal paese, per sempre, come minimo.

Altresì è presente un altro grave pericolo, per i bravi ragazzi sia Giapponesi che stranieri: cioè quello di incappare in malintesi: ad esempio: siete al supermercato e un altro cliente o lo stesso commesso vi accusano di aver rubato, anche se voi non l'avete fatto e materialmente non vi sono prove: siete fritti perchè vi arrestano, come il povero giornalista svedese, e se siete stranieri provano una certa soddisfazione a farlo. Altro esempio: siete in metropolitana, una ragazzina caccia un urlo e vi accusa di averla molestata: lo stesso, vi arrestano alla stazione successiva. E' importante tenere un profilo basso quando si è in Giappone, intendo, stare buoni e non fare scemenze, non dare nell'occhio: situazioni come queste sono rare ma succedono, come dimostrato, quindi MAI dare di matto, mai incazzarsi se un tassista non ti vuole caricare in macchina (il più delle volte non è per razzismo ma per timore e diffidenza di ciò che non è Giapponese); se volete entrare in locali o terme di clientela prettamente Giapponese, fatevi accompagnare se possibile da un Giapponese; se siete maschietti in treno e comunque in generale state lontani dalle ragazzine, soprattutto quelle più grandi e con la divisa più sfatta; nei negozi non abbiate mai un atteggiamento furtivo o sospetto.

L'essere stranieri in Giappone comporta per forza il "dare nell'occhio", soprattutto fuori Tokyo: significa essere sempre osservati, la chiusura del Giappone si concretizza anche in questo, nella diffidenza e nella paura della gente nei confronti del diverso, del forestiero. E il passo dalla diffidenza al sollevare la cornetta per chiamare la polizia è brevissimo, e se finite nelle loro grinfie difficilmente ci sarà un Pio D'Emilia a salvarvi. A quanto si dice però, sembra si intraveda uno spiraglio nella melmosa situazione della giustizia Giapponese.

(Ringrazio Pio D'Emilia per aver condiviso con noi quest'esperienza, e per il suo lavoro quotidiano, quello di un vero giornalista. Ringraizio N-chan per avermi parlato della polizia Giapponese. Per gli appassionati di cinema, ci sono dei film che parlano di questi argomenti: それでもボクはやってない(Soredemo Boku Wa Yattenai), di Masayuki Suo, 2006; e ポチの告白(Pochi No Kokuhaku - Confessione Di Un Cane), di Gen Takahashi, sempre del 2006).