giovedì 19 aprile 2007

秋葉原の道路(Le strade di Akihabara), seconda parte

Interessante in ogni singolo angolo, Akihabara è strapiena di negozi e centri commerciali tutti dedicati all'elettronica e al divertimento per adolescenti-adulti, le sale giochi sono alte anche sei piani, e sono un tripudio si suoni assordanti e ragazzini. Da notare la quasi totale assenza di ragazze, escludendo le fidanzate annoiate che guardano i loro tipi giocare all'ultimissimo gioco di ruolo...

Gli attraversamenti pedonali e la pacatezza dei Giapponesi (di Tokyo) alla guida rendono possibile scattare queste foto.

Sato Museum: non so cosa fosse, non ci sono entrato, era subito all'uscita "electric town" dalla stazione JR di Akihabara. Sotto potete notare, vestiti in arancione, i ragazzi di una compagnia telefonica (forse AU by KDDI) che pubblicizzano i telefonini. In Giappone vanno tutti pazzi per i telefonini! Questi ragazzi fanno un casino bestiale, sono divertenti da guardare e poverini si sgolano dalla mattina alla sera, sempre col sorriso sulle labbra per chissà quale paga...

Un folle attraversa la strada nella uggiosa tarda mattinata del 20 gennaio 2007, ad Akihabara

Sembra che il folle sia sopravissuto, un altro scatto non guasta mai, in fondo sono a Tokyo!

Il ponte ferroviario del Radio Center visto dall'altra parte: è incredibile l'architettura degli edifici di questo posto, pensate che lì in mezzo ci passa un treno al minuto, tutto sopra le nostre teste!

Un megastore Softmap, uno dei colossi Giapponesi della vendita di elettronica: in tutti questi piani c'è solo elettronica!

Uno degli scorci che mi piace di più: la sala giochi Taito, in rosa, e altre insegne verticali: questa è Akihabara! Alla Taito c'è solo retrogaming, oltre alle ultime novità messe però un poco in secondo piano!

Una delle strade interne del quartiere, se si spulcia bene qui si trovano cose interessanti (io non l'ho fatto...)

La sala giochi Taito coi suoi rispettabilissimi sei piani sommersa dai grattacieli...

Uno schermo gigante, strano non ce ne sono a Tokyo...

Passanti distratti ad Akihabara, in uno scatto un pò random...

La parte che mi piace di più: il ponte della Yamanote, sembra di essere in un bazar del futuro pieno di diavolerie elettroniche!

Bellissimo, Super Mario (supa mario) in versione pixel-nes che insegue pac-man! Tutto stampigliato in un palazzo!

Ancora il bazar sotto il ponte, qui a sinistra si vendevano i dizionari elettronici della Casio (io preferiso i Seiko)

Una strada interna con negozi da perderci la giornata e la testa!

Sembra un pò la nostra cagliaritana Via Garibaldi, certo la gente è diversa...

Tipo con mascherina di aggira in cerca di qualcosa di imperdibile.

Qui siamo vicino alla stazione e allo Yodobashi Akiba.

Dove andiamo, a destra o a sinistra?

Uno scorcio dello Yodobashi Akiba, il megastore di elettronica per eccellenza. Si trova di tutto, è sterminato, ci vogliono giornate per vedere tutto e non basta una fotocamera wide per fotografare tutta la facciata!

mercoledì 18 aprile 2007

秋葉原の道路(Le strade di Akihabara), prima parte

Davanti al ponte del Radio center, l'attraversamento pedonale più famoso di Akihabara, qui è stata girata una scena di Wasabi, con Jean Reno. Il ponte serve la Yamanote line.
Un negozio di modellismo


Uno dei tanti duty free di elettronica di Akihabara, guardate qui per maggiori dettagli...

L'uscita della stazione JR

Yayyy!




Il Radio center.



Duty free di elettronica, ad Akihabara si vende praticamente solo elettronica.


Una sala giochi immensa della Sega




venerdì 6 aprile 2007

Usare il treno JR nella Tokyo urbana

Purtroppo non ho mai avuto modo di fare foto in stazione: una stazione di Tokyo è un luogo dove si fa tutt'altro che cazzeggiare, infatti i treni sono sempre in orario e le concidenze non lasciano tempo neanche per un respiro. I miei tutor giapponesi di Tokyo mi hanno detto che qui vige un sistema di turnazione dei convogli che funziona attraverso un algoritmo di calcolo complicatissimo che regola le velocità e le frequenze in modo che quando si arriva in una stazione, ci sia sempre un convoglio di un'altra linea in coincidenza nel tempo di 30 secondi: aggiungendo i 30 secondi necessari per l'arresto del treno e per le operazioni di sbarco e imbarco si ha circa un minuto o poco più di tempo, e se si perde la coincidenza il prossimo treno arriva in qualche minuto, senza possibilità di errore. I cinesi a quanto pare volevano comprare la formula matematica di questo algoritmo di calcolo per regolare il traffico di Pechino, ma i giapponesi si sono tenuti il loro brevetto

Mi sono dilungato troppo per dire che in questo post userò alcune foto di altre persone.

Per prima cosa, se volete prendere un treno di superficie per spostarvi, sarà al 90% un treno della JR East, la maggiore compagnia pubblica che gestisce i treni a Tokyo. Andate in stazione, e cercate questo:

foto di Marc Smith
Sono macchine di erogazione di biglietti automatiche. All'apparenza sembrano ostiche, e la fila non invoglia a mettersi di fronte a tante persone frettolose ad imparare ad usare questi aggeggi: purtroppo siamo costretti, quindi per le prime volte vi consiglio di mettervi in viaggio in orari non di punta, quindi evitate la mattina fino alle 9:30/10:00 e la sera dalle 17:30. Scegliete le macchine verdi, non quelle gialle che sono per il Fare adjustment, e delle quali parlerò altrove.

foto di diembx
Sopra le file sterminate di macchinette ci sono queste mappe. Purtroppo sono per la maggior parte delle stazioni in Giapponese, ma se imparate a distinguere visivamente i kanji dei principali quartieri o almeno ne riconoscete la posizione rispetto alla Yamanote line è già un inizio. Questa foto è fatta alla stazione di Ikebukuro, indicato in rosso e da una bella freccia rossa. Come vedete siamo sulla Yamanote, la linea verde, che gira in tondo per Tokyo. Ogni stazione indicata nella mappa è affiancata da un numero che indica il prezzo da pagare per raggiungerla.
Facciamo un esempio: se da Ikebukuro vogliamo andare a Shinjuku, lo troviamo a sud tre stazioni dopo indicato dentro un quadrato nero: ci vorranno 150 yen.
Se vogliamo andare a Ueno, dobbiamo prendere la Yamanote verso l'altra direzione, in senso orario: troviamo Ueno sette stazioni dopo, sempre in un quadrato nero: la tariffa sarà 160 yen.
Se volessimo andare a Kamata, al mio albergo, allora dobbiamo prendere la Yamanote in direzione Shinjuku, arrivare a shinagawa, che sta alla base del cerchio, quadrato nero, e cambiare con la Keihin Tohoku line, la linea azzurrina orizzontale alla base della foto: Kamata è la terza stazione con la tariffa di 380 yen.
Bisogna fare attenzione a non superare i quadrati neri con certe linee, perchè si sta uscendo dall'area metropolitana di Tokyo, e all'arrivo bisognerà passare alle macchinette gialle del fare adjustment o parlare con dei controllori ai banchi che vidimeranno il biglietto e incasseranno la differenza. La Keihin Tohoku line rimane dentro Tokyo fino a Kawasaki, il quadrato nero dopo Kamata, quindi ci stiamo ancora dentro!
Poi: valutate cosa dovrete fare durante il giorno, cioè se dovrete muovervi o stare in un solo posto: in tal caso calcolate quanto vi può costare fare tanti biglietti separati, o se vi può convenire fare un Daily pass del costo di 730 yen. Ad esempio: Siamo ad Ikebukuro e vogliamo andare ad Akihabara, paghiamo 190 yen (una stazione sotto Ueno), poi vogliamo andare a Kamata, e tra andata e ritorno superiamo i 730 yen del Daily pass, quindi optiamo per la soluzione più economica! Il Daily pass comprende la rete urbana di Tokyo della JR, quindi NON la metropolitana e non i bus, valutate se il posto dove andate sia o no coperto dalla JR.
Ammirate bene il poster delle tariffe e poi DOPO avvicinatevi alle macchinette...
foto di snorrrlax
Usate cash, non carte di credito, se avete una carta Suica sapete già cosa fare quindi io non vi servo a niente: toccate innanzitutto il quadratino magico "english", poi aprite le opzioni che vi servono....poi inserite monete o biglietti...

foto di velouriadark
Selezionate l'importo desiderato corrispondente alla vostra stazione e prendete il biglietto. Le macchine sono estremamente veloci nell'erogare il biglietto, vi sembrerà di essere in un pachinko o in un casinò dal rumore di monete e tasti che producono i vostri vicini, una sensazione di efficienza impressionante!
Questi sono due Daily pass JR, entrambi da 730 yen, emessi il 21 e il 22 gennaio. 2007 L'anno riportato sul biglietto è il 19, non è sbagliato perchè in Giappone gli anni si contano a partire dall'insediamento dell'attuale imperatore, l'imperatore Heisei che nel 2007 si era insediato da 19 anni. Il buco nella parte superiore è quello prodotto dalla macchina obliteratrice all'ingresso. Il retro è completamente nero, magnetico, e contiene tutte le informazioni del biglietto. Il biglietto dev'essere inserito nelle macchine ai cancelli ad ogni entrata ed uscita, e dura per la giornata sovraimpressa.

Questo è un biglietto semplice, del costo di 540 yen, emesso a Kamata il 23 gennaio 2007 alle 11:03

Un altro biglietto semplice emesso a Miitaka il 22 gennaio 2007 alle 15:31, valore 130 yen (l'avevo infilato dall'altra parte, è bucato al contrario: non importa il verso, l'importate è andare veloci lì dentro, la macchina funziona benissimo in ogni caso!).

foto di sfj
Se poi avete problemi, noi siamo qui per aiutarvi, sempre che capiamo cosa cavolo dite! hehe

martedì 3 aprile 2007

蒲田地区、 蒲田駅、 大田区 (Kamata, stazione di Kamata, circoscrizione di Ōta)

Il mio albergo a Tokyo era nella 大田区(circoscrizione di Ōta), una delle 23 circoscrizioni speciali che compongono la città di Tokyo, e la più estesa in grandezza. Ōta fu fondata il 15 marzo 1947 con la fusione delle due circoscrizioni di 蒲田(Kamata) e 大森(Ōmori), al 2005 contava una popolazione di 675,614 abitanti e una densità di 11360 abitanti per kmq.


Foto da Wikipedia.
Foto da Google earth, modificata.
La circoscrizione di Ōta ospita nel suo territorio le sedi di importantissime compagnie quali la Canon, la Ricoh, la Namco, la Sega, e ha dato i natali a grandissime personalità, prima fra tutte il regista Akira Kurosawa. Il centro nevralgico della circoscrizione, come avviene per tutte le circoscrizioni di Tokyo, e la sua stazione, che in questo caso è la stazione di Kamata: qui si trova l'amministrazione, e qui bisogna arrivare per raggiungere la zona. Dalla 山手線(Yamanote line) cambiate a 上野(Ueno) o a 品川(Shinagawa) con la 京浜東北線(Keihin-Tōhoku line), la riconoscete dalla striscia azzurra che campeggia sullo splendente acciaio inox dei convogli, e dallo stesso azzurro che colora tutti i cartelli di indicazione della linea: potrete anche non saper leggere, ma se non siete daltonici seguite il colore e raggiungerete il binario.
foto dal sito JR
Foto da Google earth, modificata.
Questa è la visione satellitare della stazione di Kamata (coordinate google earth 35°33'45.96"N 139°42'56.80"E), come vedete la Keihin-Tōhoku line l'attraversa in direzione nord-est/sud-ovest: verso nord la stazione successiva è 大森(Ōmori), a sud superato il 多摩川(Tamagawa, fiume Tama) c'è 川崎(Kawasaki). (Una doverosa precisazione: Le Ikegami e Tamagawa line, non sono operate dalla JR-East, ma dalla Tokyu).
Foto da Wikipedia.
Questo è un treno della Keihin-Tōhoku line, notate la linea azzurra e il logo JR. Il treno è in partenza, in allontanamento dal fotografo, perchè il macchinista affacciato è colui che sta in coda, apre e chiude le porte e fa gli annunci di servizio (che lavoro schifoso..ma loro sono infogatissimi, notare il guantino bianco, il cappello e la divisa impeccabile!).
Una vista della stazione, binario per Shinagawa, ore 10:40 del 20 gennaio 2007.
Scena sul binario opposto, un macchinista in tiro cammina pomposo per la banchina, mentre un altro convoglio si accinge a ripartire. Notare in alto a destra.seminascosto dal pilastro il cartello di indicazione del binario, del colore della linea.
Foto da Google earth, modificata
Vista satellitare della stazione, con il percorso che dovevo intraprendere per arrivare al mio albergo: quello a nord è quello che mi hanno insegnato i miei tutori giapponesi, mentre quello a sud passa per una stradina un pò meno frequentata ma ti consente di evitare quelli del Pachinko e dei bordelli, soprattutto a tarda notte: il quartiere infatti, pur essendo ben lungi e assolutamente non paragonabile ad una periferia classica (in giappone la criminalità di strada è equivalente a zero), era pieno di bordelli e sale da gioco, e capitava che si avvicinassero prostitute e buttadentro per invogliarti ad usufruire dei loro servizi (comunque mai insistenti nè violenti, anzi sorridenti e gentili). In verde sono indicati e numerati i luoghi da dove ho scattato le foto seguenti, i numeri corrispondono alle foto più in basso.
Panorama dall'undicesimo piano dell'albergo, direzione di scatto nord-ovest, verso Kawasaki e Kanagawa.
Foto 1: il mio albergo, Hotel Urbain, che descriverò in un altro post.
Foto 2: subito a destra dell'albergo, un distributore automatico di bibite e un micro parcheggio a pagamento automatico con due posti auto!
Foto 3: l'incrocio verso est, con semaforo pedonale: non passava mai nessuno quindi si poteva attraversare senza rispettare il verde, ma attenzione: le macchine camminano sulla carreggiata opposta rispetto al resto del mondo, quindi guardate dalla parte giusta!
Foto 4: Il pachinko di cui vi parlavo. Proseguendo dritti o girando a destra, come vi pare, si arriva alla stazione di Kamata.
Foto 5: La piazza antistante all'uscita ovest della stazione di Kamata: attraversamento pedonale senza semaforo, attenti ai taxi, poi rotondina dove c'erano sempre barboni, e via verso l'albergo. Dall'altra parte c'era un negozio di cellulari con la musica assordante e dei ragazzi che la mattina passavano diverso tempo a gonfiare un pupazzo pneumatico gigante di Dokomodake, il fungo della Do Co Mo, simpaticissimo!
Foto 6: Un ristorante vicino alla stazione.
Foto 7: il palazzo a sinistra della stazione, bellissimo di notte, molto Honk-Hong!
Foto 8: il palazzo col negozio di cellulari, di notte.
Foto 9: il lato sinistro della stazione, con l'entrata del centro commerciale Tokyu Plaza. Da qui partivano due lunghissime strade coperte piene di negozi di scarso interesse.
Foto 10: Vista a destra della stazione.
Foto 11: Un'altra vista verso l'altro lato della piazza dell'uscita ovest della stazione.
Foto 12: il pachinko, di notte.