Volo JL0400-AZ7788 FCO-NRT, 20 settembre 2009, prima parte
Shiro-kun mostra orgoglioso la carta d'imbarco del suo primo volo in Giappone. Questa carta è costata almeno 45 minuti di fila: il check-in apriva diverse ore prima della partenza, e noi ci siamo avvicinati proprio all'apertura, per trovare l'amara sorpresa di centinaia di persone già in fila, e se non avessimo avuto l'intuizione di andare proprio in quel momento, saremo stati dietro le altre centinaia di persone che subito si sono messe in coda dietro di noi, cioè sterminati gruppi di giapponesi al seguito di strillanti e servizievoli guide turistiche. Il mio consiglio è di aspettare davanti al check-in prima che apra, per essere i primi e non fare alcuna fila. Una delle strisce di stoffa messe a delimitare la fila era aperta, ho avvisato un'addetta alla sicurezza che era lì di guardia che con aria seccata ha tempestivamente provveduto a chiuderla: la fila però non si era scomposta e non c'erano stati "attacchi dai lati" come sarebbe tranquillamente avvenuto in una fila di Italiani. Anche questa volta le operazioni di check-in erano "scortate" da un gruppetto di addetti alla sicurezza con una da quella degli addetti ai varchi di controllo, gli stessi addetti che poi facevano il solito "end-search" farlocco al gate prima dell'imbarco; ad assistere le operazioni di check-in poi il solito addetto Giapponese di stanza a Roma, quello con quei strani capelli bianchi, e dei personaggi nuovi: delle signore in borghese con del cartellini aeroportuali rossi e dalle rozze maniere che parlavano qualche parola di Giapponese e facevano passare avanti a tutti gli altri i loro amici Italiani che partivano a Tokyo (classico vizietto Italiano): due di loro si sono messe pure a litigare e una ha detto all'altra: "sei qui da vent'anni e ancora non hai capito un cazzo" (parole testuali, urlate davanti a 300 persone in fila). Non mi stupisce, ma tanto me ne sto andando via da questo paese di merda, seppur per qualche settimana...
Al check-in, abbiamo trovato un addetto gentilissimo che ha persino assecondato le mie richieste per i posti. Purtroppo quando si viaggia coi Giapponesi bisogna fare i conti col loro vizio di prenotazione selvaggia e anticipatissima i gruppi avevano già i posti prenotati, e gli altri avevano già fatto la pre-assegnazione online, quindi non restava che prendere le solite briciole. La mia richiesta per i posti "A" e "C" delle file 63, 64, 65, 66, o dei posti "H" e "K" delle file 64, 65, 66 ( posti migliori su un 747-400 in quanto sedili disposti a coppie con spazio dalla parte del finestrino per allungare le gambe, e non i soliti blocchi da tre delle sedili ai lati della fusoliera), oltrechè di qualsiasi posto disponibile nella fila 77 (secondo me la fila migliore in assoluto nel 747-400 della JAL nell'allestimento "4" come descritto da seatguru-com, cioè la fila in corrispondenza dell'uscita di sicurezza nell'upper deck) era chiaramente snobbata. Il ripiego era "qualsiasi posto nell'upper deck", cioè nel ponte superiore del 747, che nella JAL è allestito in classe "Y" (Economy). L'impiegato in divisa Alitalia-Airport ci ha potuto offrire solo due posti corridoio nella stessa fila (quindi affiancati ma separati dal corridoio), la 76, quella che dà le spalle all'uscita di sicurezza, fantastica perchè non si ha nessuno dietro a scalciarti lo schienale, e abbiamo accettato: nell'upped deck si viaggia in una cabina meno affollata (come quella di un 737, con due colonne da tre e corridoio singolo, 66 persone servite da 2 assistenti di volo e due toilette a disposizione), e soprattutto nel punto più lontano dai motori, e davanti ad essi (viaggiando quasi a mach.1 lo stare davanti ai motori riduce il rumore). L'eccedenza di qualche chilo nel bagaglio non è stata considerata...
E questa è la tag che è stata applicata nel bagaglio. Dopo qualche ora di attesa siamo andati al terminal C, quello che si raggiunge col trenino automatico, con Alessio che ci ha accompagnato fino al solito gate C30 (e che ringrazio ancora infitamente per la compagnia) abbiamo subito voluto raggiungere la finestra per vedere la "balena bianca" che ci avrebbe (ri)portato in Giappone...
(Picture from Airliners-net) Eccolo, un Boeing 747-446, marche JA8920 (l'anno scorso era il JA8921), numero di matricola 27648, numero di linea 1253, ha volato per la prima volta il 5 agosto del 2000 ed è stato consegnato alla JAL il 17 agosto del 2000 (alla faccia della superstizione). Sotto le ali ha quattro turboventole ad alta diluizione con compressore e turbina a doppio stadio e connessione bi-albero General Electric GE CF6-80C2B1F. Ha 447 posti suddivisi in due classi (55 in business e 392 in economy) ed è certificato per la conduzione da parte di due piloti.
(Foto by Dcassaa) A Fiumicino parcheggia sempre nella stessa piazzola, proprio davanti al finestrone che sta davanti e leggermente a sinistra del gate C30, quando arrivi lì lo vedi mentre lo riforniscono di cibo e bagagli, ma fare foto è difficile in quanto l'inclinazione del vetro riflette il soffitto illuminato, ma Davide ci ha provato lo stesso...
Un appello alla JAL: Per favore non cancellate il JL400!!! Non lasciateci l'Alitalia come unica soluzione per un volo diretto dall'Italia al Giappone!











