Tra pochi giorni prenderò per la terza volta il volo JL400 (comprato come AZ7788 ma che di Alitalia per fortuna non ha nulla, oltre al codice IATA e al personale di terra a FCO che si spera sia clemente con la mia valigia...), un Boeing 747-400 della Japan Air Lines che vola diretto da Roma Fiumicino a Tokyo Narita. Penso che per qualunque appassionato di Giappone raggiungere Tokyo su un aereo Giapponese non possa che essere il massimo: ci si immerge subito in quell'atmosfera "strana" che fa il sol levante un posto così interessante, si comincia a mangiare del cibo che può in qualche maniera somigliare a quello che si mangerà a destinazione (ma non esaltatevi quello che vi danno in aereo in classe economy non è proprio il massimo...), e chi viaggia per la prima volta su questo vettore e verso questa destinazione può provare la leggendaria cortesia riservata al "cliente" dai Giapponesi.
(Picture by rodney_stich, all rights reserved) In una rara foto sbiadita risalente al 1954, lo strabiliante sorriso di un'assistente di volo della Japan Air Lines. Le assistenti di volo di una compagnia di bandiera sono il biglietto da visita prima ancora che della compagnia per cui lavorano, di una nazione intera.
(Picture by tnwy, all rights reserved) Le assistenti di volo della Japan Air Lines in particolare sono sempre state simbolo di quella infinita ed eterea classe che a mio parere solo le donne Giapponesi posseggono. Ogni loro movimento è permeato di quella femminilità che scopri esistere solo quando conosci una donna Giapponese, e il loro servizio è sempre stata l'applicazione dell'inappuntabile e precisa cura verso il cliente per la quale i Giapponesi potrebbero fare scuola a qualsiasi nazione di questo mondo.
(Picture from JAL calendar) Ogni anno la JAL stampava un calendario dedicato alle sue assistenti di volo, ognuna di loro ha sognato di apparire come miss mese, un esempio di bellezza per le colleghe e una gioia per i clienti (maschi). Ora il calendario non lo stampano più (da quest'anno). L'egemonia conquistata sul mercato nazionale dalla concorrente ANA (All Nippon Airways) e la recente entrata della stessa nelle tratte intercontinentali ha messo in seria difficoltà la compagnia di bandiera (si chiama concorrenza, da noi in Italia non è ancora arrivata...) facendo perdere alla JAL il primato, soprattutto nei cuori del Giapponesi.
Un'immagine già seriamente intaccata dall'apocalittico schianto del Boeing 747-100SR marche JA8119 sul monte Takamagahara il 12 agosto 1985, causato dal distacco nientemeno del piano di coda verticale. Morirono 520 persone e si salvarono 4 donne. I 720 milioni di yen pagati alle famiglie delle vittime come risarcimento, le dimissioni dell'allora presidente della compagnia Yasumoto Takagi e il suicidio dell'ingegnere di manutenzione Hiroo Tominaga (commesso come atto di scusa) non bastarono a levare dalla testa dei Giapponesi quella dannata brutta sensazione di aver visto cadere proprio un aereo della loro amata compagnia aerea di bandiera nel disastro singolo più grave dell'aviazione civile, accaduto a causa di una cattiva e scarsa manutezione del velivolo.
Allora la ANA, con il suo primato di safety, con un esercito di giovani e meno ingessate assistenti di volo, tariffe meno salate e tante altre amenità scavalcò la mitica JAL.
Ma parlavamo di assistenti di volo. Come dicevo, ho volato JAL due volte fin'ora, e in queste due volte ho avuto una non eclatante impressione del servizio ricevuto dalle assistenti di volo. Sia nel volo del 18 gennaio 2007 che nel volo del 19 agosto 2008 ho notato dei lati oscuri: in particolare, una scarsa attenzione da parte delle assistenti di volo nei confronti della clientela non Giapponese.
Qualcuno mi ha preso per matto (anche Shiho che non ci voleva credere), ho "trovato rifugio" nella cortesia di un'assistente di volo tedesca con divisa JAL, di nome Vloka, che prestava servizio nel mio ponte. Ho pure ricevuto un messaggio da un dipendente JAL di nazionalità Italiana e basato a Londra LHR: questo era il messaggio di "Curson": "Non sai che piacere mi ha fatto leggere. Lavoro per la base Londra di JAL, e da "straniero" tra colleghe giapponesi, non posso che essere estremamente d'accordo su quanto sia brutto l'atteggiamento che alcune di loro a volte hanno nei confronti di chi non è giapponese. Sono in minoranza, ma alcune lo fanno apertamente. Sono felice che tu abbia trovato una collega di Francoforte a renderti il viaggio piacevole, e se ti va, fatti sentire da JAL, per ricordargli quanto sia importante l'apporto dei crew stranieri".
Il mistero s'infittiva: si insomma la JAL è comunque al top, soprattutto per noi che siamo abituati agli standard nostrani.
Le assistenti di volo Alitalia, per esempio: un servizio nella maggior parte dei casi all'insegna dell'indifferenza, portato da persone che si pongono come fossero un gradino più in alto del cliente che servono, un'indifferenza che si tramuta in scortesia quando il servizio è espletato nel chiacchiericcio (Quando sono andato a Parigi le gentili signore in verde parlavano di "quella stronza della responsabile turni e assegnazioni", condendo il discorso con una variegata scelta di parolacce). Nei voli di ritorno, sempre effettuati con Alitalia, sparivano tutte non si sa come, in coda all'aereo. E poi ricordo quella bellissima assistente di volo (era davvero bella) che sembrava lì a recitare una fiction tanto era bella e svolgeva male il suo lavoro: serviva il the ai Giapponesi cantilenando aggressivamente una frasettina in Giapponese appena imparata e già storpiata alla terza o alla quarta ripetizione, e prendeva in giro ad alta voce la sua collega Giapponese (in divisa Alitalia) che invece li trattava con tutte le cure possibili. Si, non ci si aspetta nulla dal personale Alitalia, tranne che rompano il meno possibile con la loro presenza in cabina. D'altronde, i problemi per loro sono altri: ad esempio il cercare di dichiarare maternità a Sydney per fare 2 anni di permesso di maternità con la retribuzione da volo intercontinentale (ah l'Italia...), e tante altre amenità che ho scoperto lavorando in un aeroporto (ex) base Alitalia.
E non si vedono neanche le scene da film dell'orrore dei voli Ryanair, come ad esempio quell'assistente di volo ZOPPA che si dirigeva all'aereo qui a Cagliari la settimana scorsa (nulla da dire per la sua condizione, ma per l'evacuazione di un aeromobile non è il massimo).
Nei voli JAL queste cose non potrebbero mai accadere, figuriamoci, ma nella mia continua ricerca del perchè di ogni cosa, mi chiedevo perchè si dimenticavano di servirmi, perchè non mi sorridevano alla stessa maniera di come sorridevano ai clienti Giapponesi, perchè addirittura non emettevano suoni quando mi servivano, cercando di evitarmi come la peste? Shiho mi ha dato le spiegazioni di massima sul fenomeno:
1) La clientela Giapponese è estremamente esigente, tanto è viziata dalla consuetudine di un servizio sempre ineccepibile. Un cliente Giapponese scontento è una grana non indifferente perchè il cliente Giapponese scontento non si ferma alla semplice lamentela, ma va oltre scrivendo lettere ai piani alti etc. Il cliente straniero invece, essendo abituato a standard inferiori e soprattutto capendo che anche quelli che stanno "dall'altra parte del bancone" sono esseri umani, lascia stare e non insiste.
2) Pur facendo corsi di inglese a non finire, le assistenti di volo JAL (come il 99% dei Giapponesi) parlano inglese da cani, quindi fanno di tutto per evitare di farlo. Quest'ipotesi è confermata anche da Kazu, che in uno dei voli da lei effettuati grazie alla sua padronanza della lingua Giapponese aveva rassicurato le assistenti di volo potendo così accedere a quel servizio che invece uno stranero che non conosce la lingua non potrà mai avere.
3) (Ipotesi personale di Shiho) Potrei essermi posto male, magari esprimendomi di fronte a loro con un'espressione aggressiva (come sono sucettibili però..), e questo potrebbe aver causato una chiusura da parte loro (ci si riferisce all'assistente di volo "anzianotta" che mi aveva malamente negato l'acqua nel volo del 2008).
"Allora, ragazze della JAL, io voglio cercare di capirvi, così mi sono guardato questa cosa qui sotto..."

Un ドラマ(Dorama - Drama), cioè una serie televisiva a puntante come se ne vedono tante in Giappone, prodotta interamente dalla JAL. S'intitola アテンションプリーズ(Atenshon Puriizu - Attention Please), sono undici puntate da 45 minuti andate in onda nella Fuji TV tra il 18 aprile e il 27 giugno 2006, più due puntate speciali da 135 minuti andate in onda il 13 gennaio 2007 e il 3 aprile 2008. La storia parla di una ragazza, Misaki Youko (interpretata dalla stessa bravissima 上戸彩(Ueto Aya) che ho disprezzato nel terribile film インストール(Insutooru - Install) del 2004 ma apprezzato alla stragrande in questo lavoro), una rockettara che decide di iscriversi alle selezioni per assistenti di volo della JAL per fare colpo su un amico.
La serie è incredibilmente interessante per chi vuole conoscere la vita delle assistenti di volo della JAL: una vita quasi ascetica sin dai primi giorni di corso. Le ragazze vengono inquadrate in un disciplina militaresca che impone un'etichetta allucinante: ogni movimento del corpo, ogni accenno vocale, ogni dettaglio della divisa, del trucco e dell'attività lavorativa sono oggetto di studio e di un'estenuante esercizio e ridondante ripetizione. Le istruttrici, tutte ex assistenti di volo, sono severissime (e se lo sono nella fiction, lo sono altrettanto nella realtà, garantito). A partire dagli inchini (ce ne sono di diversi tipi da utilizzare in tante diverse occasioni), addirittura il sorriso è modificato ad esigenza degli standard di compagnia, al prezzo di ore e ore di esercizi. Le aspiranti assistenti di volo e in linea generale anche le assistenti di volo non possono prendere ascensori nè scale mobili, sono tenute a curare l'aspetto e la forma fisica perchè non è previsto un cambio di misura nella divisa, che deve rimanere sempre uguale per tutta la carriera. Solo il servire un bicchiere ad un cliente richiede una gestualità precisamente codificata, e non parliamo del terribile rapporto con le sempai, le assistenti di volo più anziane... e questa è solo la punta di un iceberg (in 11 puntate la nostra Misaki Youko ne passa veramente di tutti i colori).
Al di là di tutte le considerazioni sul drama, mi preme dire che questa serie è stata creata come additivo all'attuale campagna di restauro che la JAL sta attuando per la propria immagine: una compagnia dalla grande storia che si vuole riproporre ai cittadini Giapponesi con il suo stile: l'autorevolezza "della compagnia aerea di bandiera Giapponese", il servizio ineccepibile di affascinanti e preparate assistenti di volo, un parco macchine moderno ed efficiente (una buona parte del drama è dedicato al reparto di manutenzione di Haneda, dove lavora uno dei personaggi chiave della storia). Una compagnia dalla grande storia e dal grande futuro, nella continuità di una tradizione della quale fa un grande punto di forza.
Di sicuro, troverò di nuovo le assistenti di volo vecchiotte che sono di solito dislocate nei voli internazionali della JAL, di sicuro non avrò lo stesso trattamento riservato ad un Giapponese, ma spero, anche alla luce della visione di questa serie televisiva, in qualche modo immedesimarmi nell'inferno che hanno passato, tutte quante, per poter indossare quella divisa, e magari di ricredermi su tanti aspetti che ho già criticato, anche per buona pace di Shiho. E poi questa volta non sarò da solo, ci sarà mio fratello che potrà dare un giudizio a riguardo!
E comunque, che sia bello o no, volare sul JL400 significa che si va in Giappone, e 12 ore passano, alla fine!